Milano, università Statale: chi cambia sesso avrà alias/ Nome su libretto può essere diverso da carta identità

Milano, università Statale: chi cambia sesso avrà alias. Scelta libera dell’identità sui documenti: “l’obiettivo è di promuovere il riconoscimento dei diritti”

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Università degli Studi di Milano, la Statale (LaPresse)

Milano, università Statale: chi cambia sesso avrà alias: questa la decisione del Senato accademico che ha approvato all’unanimità il Regolamento per l’attivazione di una identità alias per persone in transizione di genere. Come sottolineato dai colleghi dell’Ansa, coloro che decideranno di cambiare sesso potranno utilizzare una identità diversa da quella scritta sulla carta di identità anche prima che la transizione sia completata. L’ateneo, attraverso un comunicato, ha sottolineato che l’obiettivo è quello di “promuovere il riconoscimento dei diritti della persona in transizione di genere al fine di eliminare situazioni di disagio e forme di discriminazioni legate al sesso, all’orientamento sessuale e all’identità di genere”. E c’è di più: questa novità non riguarda unicamente gli studenti, ma anche il personale tecnico, il personale amministrativo, i ricercatori, i docenti e gli assegnisti.

MILANO, UNIVERSITA’ STATALE: CHI CAMBIA SESSO AVRA’ ALIAS

Le richieste verranno raccolte dal Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavoro e contro le discriminazioni: Il Giorno evidenzia che il Comitato avvierà una pratica per ottenere un badge con cognome, nome alias e matricola universitaria. Prevista anche una targhetta identificativa sulla porta dell’ufficio in cui presta servizio che indichi il nome di elezione, con la Statale che ha affermato che “il regolamento prevede per tutti coloro che intervengono nel procedimento l’obbligo alla riservatezza nel trattamento dei dati sensibili”. Il gruppo Studenti Indipendenti Statale, come riporta il Corriere della Sera, ha commentato: “Portiamo avanti questa battaglia da anni insieme a GayStatale Milano. E abbiamo ottenuto che l’Ateneo si impegni anche a pubblicizzare questa nuova possibilità e che informi a dovere tutti i membri della comunità accademica. Il requisito per accedervi sarà un generico certificato psicologico, elemento che ci impegneremo a ridurre a una mera autocertificazione”.



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