Torino, blitz della polizia al centro sociale Askatasuna/ Disordini 1 maggio 2017, 19 misure cautelari

Torino, blitz della polizia al centro sociale Askatasuna: ultime notizie, diciannove misure cautelari per gli antagonisti in relazione ai disordini dell’1 maggio 2017

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Torino, blitz della polizia al centro sociale Askatasuna (Twiter)

Torino, blitz della polizia al centro sociale Askatasuna: misure cautelari per diciannove antagonisti in relazione ai disordini dello scorso 1 maggio 2017. A dare l’annuncio dell’intervento delle forze dell’ordine è stato lo stesso CSA tramite la pagina Facebook: “Polizia dentro l’Askatasuna e a casa di diversi di compagni. Accorrete tutti sotto l’Aska appena possibile”. La vicenda fa riferimento ai fatti di un anno fa, quando un gruppo di duecento antagonisti ha tentato di raggiungere piazza San Carlo in occasione del comizio sindacale: sono scoppiati dei tafferugli in via Roma, con lancio di uova e cariche di alleggerimento. Per fortuna la situazione non è degenerata: non ci sono stati scontri o scene di guerriglia urbana, ma le indagini condotte dalla Digos hanno individuato diciannove antagonisti. La Polizia ha fatto irruzione nelle prime ore di questa mattina allo stabile occupato di Corso Regina Margherita per notificare le misure cautelari.

TORINO, BLITZ DELLA POLIZIA AL CENTRO SOCIALE ASKATASUNA

Come evidenziato da La Stampa, il segretario generale provinciale del sindacato di polizia Siap Pietro Di Lorenzo ha commentato le misure restrittive nei confronti dei diciannove antagonisti: “È un segnale importante che vengano individuati e perseguiti i violenti esponenti dei centri sociali, così come sarebbe ancor più importante che si spezzi il legame tra i professionisti della violenza e alcuni consiglieri di maggioranza che siedono in consiglio comunale”. Le misure cautelari, disposte dal pubblico ministero Antonio Rinaudo e notificate questa mattina, e l’irruzione della polizia nello stabile occupato ha fatto salire la tensione, con Di Lorenzo che ha sottolineato che “le modalità virulente messe in atto in quella come in mille altre occasioni non possono trovare giustificazioni e i centri sociali come Askatasuna devono essere finalmente chiusi”. Sui social network è già iniziata la mobilitazione dei compagni, con messaggi di appoggio per la resistenza: “Askatasuna significa libertà. Libertà che ci prendiamo se nessuno ce la dà. Tutt* liber* L’askatasuna resiste”, “Enorme dispiagamento di forze dell’ordine davanti all’aska. Diversi compagni già portati in questura. Sono studenti universitari, attivisti contro gli sfratti e #notav”.



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