SARA BASSO, MORTA IN PISCINA A SPERLONGA: ESEGUITA AUTOPSIA/ Ultime notizie, il legale: “Momento del silenzio”

Tragedia in piscina Sperlonga: morte Sara Francesca Bassi. L’autopsia conferma l’annegamento: ma la 13enne è stata vittima di un malore o è stata risucchiata dal bocchettone? Ultime notizie.

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Sperlonga, il Grand Hotel Virgilio dove si è verificata la tragedia

Si è svolto nella giornata di ieri il funerale della povera Sara Francesca Basso, morta annegata a metà settimana, dopo essere stata trattenuta sul fondo della piscina del Virgilio Grand Hotel di Sperlonga. Una celebrazione in forma privata, lontana dagli occhi delle telecamere e dei curiosi. Presente anche il legale che sta assistendo la famiglia in queste ore, che come riporta l’edizione online de Il Corriere della Sera, ha ammesso: “C’è un dolore immenso, questo è il momento del rispetto e del silenzio. Poi penseremo a tutto quello che si dovrà fare”. La chiesa in cui si è tenuto il funerale è la Santa Maria Goretti di Frosinone, dove solo qualche tempo prima Sara Francesca aveva ricevuto la comunione. Nel frattempo proseguono le indagini, con 4 nomi sul registro degli indagati, leggasi l’amministratore delegato della società che gestisce la struttura alberghiera, l’ex proprietario, l’addetto alla manutenzione, e il costruttore. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SERVONO ULTERIORI ESAMI

Serviranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire con certezza quale sarà la causa che ha portato al decesso della povera Sara Francesca Basso. I primi risultati dell’autopsia, solo preliminari, spingono verso la direzione dell’annegamento, ma vi sono alcuni dettagli, come il rossore trovato nell’intestino della piccola, che non chiariscono ogni dubbio. Di conseguenza, nei prossimi giorni verranno effettuati gli esami istologici che escluderanno con estrema certezza una o l’altra causa. La cosa certa è che la morte di Sara Francesca Basso continua a rimanere assurda e senza un’apparente spiegazione. Difficile pensare che una 13enne possa annegare a pochi metri da altri bagnanti, perché trattenuta da un bocchettone. Le forze dell’ordine stanno proseguendo le indagini, con la piscina incriminata che è stata messa sotto sequestro e che non è da escludere venga demolita nel giro di breve tempo, visto che sembrerebbe essere abusiva. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CELEBRATI I FUNERALI

Si sono svolti nel pomeriggio di oggi, presso la chiesa Santa Maria Goretti a Frosinone, i funerali di Sara Francesca Basso, la tredicenne di Morolo che domenica scorsa è annegata nella piscina di un albergo di Sperlonga. Subito dopo il dissequestro della salma, come riportato da Tg24.info, i genitori hanno voluto celebrare i finali senza la pubblicazione neppure dei necrologi. Il clamore mediatico che ha suscitato questa vicenda ha destabilizzato ulteriormente la famiglia che ha voluto vivere lontana dai riflettori il dolore per la perdita della loro figlia adorata. Sempre secondo il portale locale, pare che ai funerali fossero presenti solo i parenti, gli amici più stretti, gli insegnanti e i compagni della classe II F di cui faceva parte la ragazzina morta prematuramente. Intanto proseguono le indagini per chiarire quanto accaduto nella piscina dell’albergo di Sperlonga. (agg. di Silvana Palazzo)

MALORE E ANNEGAMENTO? MA IL BOCCHETTONE…

La tragedia di Sperlonga, così verrà ricordata la morte di Sara Francesca, la ragazza di 13 anni morta dopo essere stata risucchiata dal bocchettone della piscina in cui stava facendo il bagno. E di tragedia si continuerà a parlare in ogni caso, indipendentemente dal fatto che l’adolescente sia stata o meno vittima di un malore, come tutta l’acqua rinvenuta nei suoi polmoni dai medici che hanno svolto l’autopsia sul suo corpo sembrerebbe suggerire. Eppure ci sono pochi dubbi sul fatto che qualcosa non fosse a posto nel bocchettone di quella piscina che per la famiglia di Sara Francesca Bassi sarà per sempre maledetta. Per quanto i 4 indagati, gli imprenditori dell’hotel, Mauro Di Martino e Francesco Saverio Emini, Nicolangelo Viola, un manutentore, ed Ermanno Corpolongo, costruttore della piscina, continuino a dire che lì era “tutto a posto”, resta da capire come sia stato possibile che quattro adulti non siano riusciti ad estrarla subito dalla vasca: sarebbe bastato tirarla fuori in fretta, forse, per salvare Sara Francesca. Se solo non fosse stato per quel bocchettone…(agg. di Dario D’Angelo)

L’AUTOPSIA

Sara Francesca Basso è morta per annegamento: la conferma arriva dall’autopsia. Nei polmoni della tredicenne, morta mercoledì scorso in seguito ad un incidente nella piscina dell’hotel di Sperlonga, è stata trovata dell’acqua. Inoltre, la dottoressa Stefania Urso, consulente nominata dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Valerio De Luca, ha trovato una parte dell’intestino particolarmente arrossata. Il medico, affiancato dai consulenti nominati dai familiari della vittima e dagli indagati, i dottori Augusto Conte e Daniela Lucidi, presuppongono – come riportato da Repubblica – che la ragazzina possa essere stata colta da malore mentre nuotava ed essere finita così a fondo. La piscina però era profonda non più di un metro e mezzo. Anche se andata giù per un malore, è stata trattenuta con una forza incredibile dal bocchettone della piscina. Lo dimostra l’ematoma di 35 centimetri sul gluteo sinistro, con tanto di escoriazioni. Proprio il troppo tempo trascorso in acqua potrebbe essere risultato fatale alla tredicenne, morta al policlinico “Gemelli” di Roma dove era giunta già in coma. L’autopsia ha rilevato che la ragazza era ancora viva quando si è trovata prigioniera sul fondo. Si attendono ora i risultati degli esami istologici che verranno compiuti nei prossimi giorni, mentre è stata richiesta una consulenza tecnica sul bocchettone incriminato. E proseguono in parallelo le indagini anche sul fronte urbanistico, visto che la piscina del “Grand Hotel Virgilio” era eabusiva e gravata da due anni da un’ordinanza di demolizione. (agg. di Silvana Palazzo)

IL SOCCORRITORE: “HO PROVATO A TIRARLA”

C’è stato un turista americano che ha provato in tutti i modi ad estrarre la povera Sara Francesca da quella maledetta piscina due giorni fa, ma non c’è stato nulla da fare. Non si da pace lo statunitense in vacanza in Italia, le cui parole sono riportate quest’oggi dall’edizione online de Il Giornale: «Abbiamo fatto di tutto, abbiamo cercato disperatamente di staccarla dal fondo della piscina. Ma il risucchio era troppo forte. Non ci siamo riusciti». In molti hanno tentato di soccorrere la giovane quando si sono accorti che faticava a risalire, ma la pressione del bocchettone di aspirazione era troppo forte, e probabilmente bisognava prima spegnere la corrente dell’impianto, per poi liberare la 13enne. Ma si sa che in quegli attimi, a caldo, è davvero difficile ragionare, e di conseguenza i bagnanti si sono subito fiondati sulla ragazzina, forse sottovalutando il problema. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“MORTA ANNEGATA”

Sono emersi i primi risultati dell’autopsia eseguita su Sara Francesca Basso, la ragazzina di appena 13 anni morta nella giornata di giovedì, a seguito di un bagno in piscina. In base a quanto emerge, l’adolescente sarebbe deceduta molto presumibilmente per annegamento, e di conseguenza, la sua prematura dipartita sembrerebbe essere strettamente collegata al bocchettone di aspirazione della piscina del Virgilio Grand Hotel di Sperlonga. Nelle ore susseguenti il decesso si era ventilata la possibilità che la ragazza avesse subito un malore, ma ora tale tesi risulta essere totalmente infondata.

ATTESI GLI ESAMI ISTOLOGICI

Nei prossimi giorni saranno pronti anche gli esami istologici, e a quel punto si avrà la certezza circa le cause del decesso della povera Sara Francesca. Ricordiamo che la giovane stava nuotando nella piscina dell’hotel in cui stava passando qualche giorno di vacanza, quando non è più riuscita a risalire, attirata sul fondo dal bocchettone. A quel punto sono intervenuti alcuni bagnanti, che hanno estratto la ragazzina, poi portata d’urgenza in ospedale. Durante la notte di giovedì è però arrivato il decesso: troppo il tempo passata dalla giovane senza respirare.

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