Mafia, clan Casamonica: 33 arresti/ Tra le vittime Baldini e un figlio di Zeffirelli. Il dj “Non ce la faccio”

- Davide Giancristofaro Alberti

Casamonica, giornalisti inseguiti e minacciati coi bastoni nel fortino del clan a Porta Furba, Roma. Dopo gli arresti alta tensione tra i familiari. Ancora 4 i ricercati. 

carabinieri_2018_pixabay
Pixabay

C’erano anche vittime illustri fra gli usurai del clan Casamonica, famiglia mafiosa che operava per lo più nella capitale, di cui sono stati arrestati quest’oggi ben 33 membri. Come riporta il quotidiano il Messaggero, anche uno dei figli del regista Franco Zeffirelli era sul libro dei Casamonica, e come vi abbiamo già spiegato, il noto Franco Baldini, vecchio amico di Fiorello. Il dj è stato intercettato dalle forze dell’ordine, e le sue parole sono state riportate in queste ore online da alcuni colleghi: «Simone io sono non alla frutta, di piu! Cioè io non so cosa fare… io non posso più campare, sono assediato da 20 persone, a tutti ho detto di aspettare un po’, nessuno aspetta». Così si rivolgeva Baldini a Consiglio “Simone” Casamonica, in un’intercettazione risalente al novembre del 2015. Baldini spiega di essere assediato, e poi conclude: «ma se si tratta di poca roba, io la prossima settima ce l’ho. Tipo 3 mila, 4 mila, 5 mila posso anche avere…la prossima settimana ma di più non riesco». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SODDISFAZIONE DAL MONDO POLITICO

Un duro colpo inflitto al clan dei Casamonica: 37 arresti eseguiti dalle forze dell’ordine. E non sono mancati momenti di tensione nelle ultime ore, con dei giornalisti che sono minacciati da alcuni esponenti con dei bastoni. Soddisfazione dal mondo politico, a partire dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Bene operazione Carabinieri contro clan Casamonica. Ringrazio Comando generale Roma. Ancora una volta insieme per dire #FuorilamafiadaRoma #nonabbassiamolosguardo”. Entusiasta anche l’esponente M5s Paola Taverna: “Oggi, per la prima volta, il clan dei Casamonica è accusato di associazione mafiosa. Grazie alle forze dell’ordine e alle autorità competenti, la giustizia trionfa. Avanti così!”. Infine, segnaliamo il commento del Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo: “Oggi i nostri Carabinieri hanno portato a termine un’importante operazione a Roma, Reggio Calabria e Cosenza che ha colpito duramente il clan dei Casamonica. Il blitz al quale hanno partecipato 250 militari ha permesso di arrestare 31 persone ritenute responsabili di traffico di droga, estorsione, usura con l’aggravante del metodo mafioso. Per questo da Sottosegretario alla Difesa ma prima di tutto da cittadino, voglio ringraziare tutti i Carabinieri per l’encomiabile lavoro svolto al termine di una indagine iniziata nel 2015. Dobbiamo essere orgogliosi di questi uomini e queste donne simbolo concreto di legalità e di giustizia. Servitori dello Stato e delle Istituzioni presenti sempre ed ovunque con alto senso del dovere e umanità”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

GIORNALISTI INSEGUITI CON BASTONI

Momenti di grande tensione questa mattina dopo il duro colpo inferto al clan Casamonica, oggetto di 31 arresti su indicazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. E a subire maggiormente l’impatto di questo maxi-blitz, articolatosi tra la Capitale, Reggio Calabria e Cosenza, sono stati soprattutto i familiari residenti nel loro fortino del clan sito in vicolo di Porta Furba. Interpellati dai giornalisti su quanto era da poco accaduto, i parenti dei Casamonica finiti in manette hanno respinto ogni tipo di confronto decidendo di passare in pochi attimi alle maniere forti. Ad avere la peggio sono stati la giornalista Floriana Bulfon di Repubblica e la troupe del Tg2, colpevoli solo di fare il loro lavoro e di porre domande in un momento considerato evidentemente inappropriato dagli interessati. I giornalisti e i cameramen sono stati infatti inseguiti dai familiari dei Casamonica che si sono lanciati al loro inseguimento scagliando al loro indirizzo persino dei bastoni. (agg. di Dario D’Angelo)

ROLEX, FERRARI E LUSSO: LA PASSIONE PER L’OSTENTAZIONE KITSCH

Non solo Marco Baldini, lo speaker radiofonico storica spalla di Fiorello, anche il figlio di Franco Zeffirelli è stato tra le vittime di usura del clan Casamonica, destinatario a partire dall’alba di oggi di 31 misure cautelari in carcere da parte della Dda di Roma con la contestazione del 416bis: associazione mafiosa. E quello portato alla luce dai carabinieri tra la Capitale, Rggio Calabria e Cosenza, è un mondo neanche troppo sommerso, fatto di ostentazione e lusso sfrenato. Ville “alla Gomorra”, le definisce La Repubblica, vere e proprie fortezze, simboli di un potere all’apparenza intoccabile, Stato nello Stato, caratterizzate dalla presenza di arredi in marmo e rifiniture in oro. Per non parlare delle auto che servivano ad impressionare chiunque si fosse trovato a domandarsi in quali condizioni versassero gli esponenti del clan: Ferrari, Rolls Royce e Bentley, una vita senza limiti. E poi l’altro simbolo dello status quo: l’immancabile Rolex. Un mondo così lussuoso da risultare kitsch: l’opposto del carcere duro…(agg. di Dario D’Angelo)

ANCHE MARCO BALDINI TRA LE VITTIME DI USURA DEI CASAMONICA

La donna “pentita” che ha dato il via a 31 arresti nel clan ha fatto anche il nome di Marco Baldini, conduttore radio e tv, famoso soprattutto per aver fatto assieme a Fiorello “Viva Radio 2”: l’ex spalla dello showman siciliano – tra l’altro con numerosi precedenti problemi col gioco d’azzardo dai quali è per fortuna uscito negli ultimi anni – sarebbe stato vittima di usura da parte del clan Casamonica. A rivelarlo oggi durante la conferenza stampa a Roma è stato il procuratore della Distrettuale Antimafia di Roma, Michele Prestipino: «Come Baldini, tante le famiglie vittime di usura, estorsione e racket, come riferito dagli inquirenti. Alcune di loro hanno contribuito alle indagini durate anni», ha aggiunto il procuratore, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano. Non solo Baldini, tra i testimoni chiave anche due collaboratori di giustizia e la ex compagna di uno degli arresti, teste fondamentale per l’operazione romana: «È molto importante rappresenta un vulnus importante sull’area di impenetrabilità», ha concluso il procuratore Prestipino. (agg. di NIccolò Magnani)

TUTTO EBBE INIZIO CON LA ‘MUSICA’ DE “IL PADRINO”..

Quello del clan Casamonica è diventato negli ultimi anni – purtroppo – un “brand” familiare per milioni di italiani. Le attività criminali messe in atto da questa organizzazione di stampo mafioso hanno raggiunto ribalta nazionale. Le loro azioni non sono più confinate a Roma e dintorni: la ragnatela del clan si è allargata, i tentacoli della famiglia che si muove come una potente ‘ndrina hanno raggiunto luoghi che si pensavano impenetrabili, ma i 31 arresti che hanno toccato diversi capiclan rischiano di mettere in seria difficoltà la supremazia e la resistenza dei Casamonica. E dire che tutto è iniziato qualche anno fa, quasi per un caso fortuito, per colpa di un’ostentazione di forza che ha acceso sul clan i riflettori dell’opinione pubblica. 

Era l’agosto del 2015: Vittorio Casamonica, il boss per eccellenza della cosca, era morto a 65 anni, e per lui i suoi eredi avevano pensato ad un funerale-show con musiche, cavalli e petali che sarebbe rimasto nella storia, della famiglia e della città. Veniva considerato da tutti come un “re”, Vittorio Casamonica, la sua leadership era fuori discussione. Per questo motivo la richiesta di accompagnare la sua salma con le note de Il Padrino, a chi la formulò, non parse poi così strana:”Prima che cominciassimo a suonare – ha testimoniato uno dei musicisti come raccontato da Il Corriere della Sera –, è venuto verso di noi un uomo dell’età di 40-50 anni, dall’aspetto che sembrava di origine zingara; egli, rivolgendosi a tutti noi lì presenti, con fare prepotente ha detto. ‘Dovete suonare Il Padrino!’. Noi non abbiamo accolto questa richiesta dicendo che avremmo preferito le marce funebri, ma egli avrebbe risposto: ‘Qui si fa come dico io, dovete suonare Il Padrino!’. L’atteggiamento dell’uomo e la presenza di tanta altra gente della sua famiglia lì intorno ci ha portato ad eseguire quanto richiesto”. Una manifestazione di forza arrogante, che indignò l’opinione pubblica nostrana e senza la quale, forse, oggi i Casamonica continuerebbero ad agire “quasi” incontrastati. (agg. di Dario D’Angelo)

IN MANETTE ANCHE DOMENICO SPADA, GIA’ CAMPIONE DEL MONDO DI BOXE

Non solo il clan Casamonica al centro del blitz che ha portato all’arresto di 31 persone tra Roma, Reggio Calabria e Cosenza. In carcere, come riportato da Il Fatto Quotidiano, sono finiti infatti anche membri della famiglia Spada e un affiliato al clan ‘ndranghetista degli Strangio. In manette, nell’ambito dell’operazione dei carabinieri coordinata dalla Dda di Roma, è finito anche il pugile Domenico Spada, già campione del mondo Silver Wbc nella categoria pesi medi, che si è visto pure sequestrare la sua palestra a Marino, alle porte della Capitale. Una rete, quella del clan Casamonica, che si estendeva anche in Calabria arrivando a muoversi come una cosca di ‘ndrangheta. Parola del pentito Massimiliano Fazzari, ex componente della banda, secondo cui i Casamonica si muovono “come una famiglia di ‘ndrangheta potente, quando sono tanti e sono organizzati bene diventano potenti sia con i soldi che con i morti”. (agg. di Dario D’Angelo)

LE DICHIARAZIONI DI UN PENTITO

Nuovo duro colpo al clan dei Casamonica. All’alba sono stati eseguiti 31 arresti fra Roma e Reggio Calabria, mentre altre 6 persone sono attualmente irrintracciabili. Sono tutte accusate di vari reati con l’aggravante del metodo mafioso, per un totale di 55 capi d’imputazione. Gaspare Sturzo, giudice per le indagini preliminari, riassume così il clan nell’ordinanza: «Una consorteria mafiosa di estrema pericolosità». Lo si capisce anche dalle parole di un pentito dei Casamonica, riportate quest’oggi dall’edizione online de Il Fatto Quotidiano: «Sono fortemente intimorito – dice durante l’interrogatorio – perché se queste dichiarazioni dovessero essere rese pubbliche io sarei un uomo morto. Quelli sono i Casamonica e con quella gente non si scherza». Il clan Casamonica controlla i quartieri Appio e Tuscolano, mentre la sua “base” è il vicolo di Porta Furba. Un altro pentito ha parlato di “famiglia di ‘ndrangheta potente”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

37 ARRESTI 

Durissimo colpo delle forze dell’ordine al clan dei Casamonica. Come riportato dai principali quotidiani online, a cominciare da La Repubblica, da questa mattina all’alba sono state eseguite 31 misure cautelari in carcere, con l’aggiunta di altre sei persone che sono al momento ricercate dai carabinieri. Gli arresti sono avvenuti fra la capitale, Reggio Calabria e Cosenza, e i vari arrestati sono ritenuti responsabili di aver dato vita ad un’organizzazione dedita al traffico di droga, estorsione e usura, con l’aggravante del metodo mafioso. Massicce le forze messe in campo, visto che per gli arresti, iniziati all’alba di oggi, sono stati impiegati circa 250 carabinieri del Comando provinciale di Roma, un elicottero dell’Arma, le unità cinofile, e il personale dell’8° Reggimento Lazio.

GIUSEPPE CASAMONICA A CAPO DEL CLAN

A capo del clan vi sarebbe Giuseppe Casamonica, che aveva lasciato il carcere soltanto di recente, dopo aver scontato una pena di 10 anni. Le misure cautelari sono state emesse dal gip di Roma su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, e alle ore 11:00 verranno resi noti ulteriori particolari nel corso di una conferenza stampa presso la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, con la presenza di Michele Prestipino procuratore aggiunto della Dda locale. Un nuovo duro colpo alla mafia italiana da parte delle nostre forze dell’ordine.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori