Milano, selfie con ladra: così turista la incastra/ Ultime notizie: borseggiatrice nella foto della vittima

- Silvana Palazzo

Milano, selfie con ladra: così turista la incastra. Borseggiatrice nella foto della vittima: i vigili l’arrestano in flagranza. Le ultime notizie: in manette 19enne rom incinta

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Milano, scoperta rete di spacciatori con clienti vip (Foto: LaPresse)

Un selfie può aiutare a incastrare un ladro. È successo a Milano, dove una diciannovenne rom di origine bosniaca è stata arrestata in flagranza dagli agenti della polizia locale. Una turista bulgara, da qualche giorno in Italia per una vacanza, era quasi arrivata in piazza Duomo, nei pressi dei tavolini del bar Zucca. Decide di fermarsi e si scatta una foto per immortalare la passeggiata e condividere lo scatto con amici e parenti. Nell’inquadratura però compare un’altra persona, sembra una passante e invece è la ragazza che qualche secondo dopo infilerà la mano nello zaino per rubarle il portafogli. La ventiseienne bulgara sente infatti una presenza dietro di sé e si volta di scatto, notando la giovane che cammina a passo svelto nella direzione opposta. Non si perde d’animo e vede in lontananza una pattuglia, a cui indica quella che ritiene essere l’autrice del borseggio volante. Il confronto con la foto appena scattata non lascia spazio a dubbi: è proprio la 19enne bosniaca, incinta.

MILANO, SELFIE CON LADRA: COSÌ TURISTA LA INCASTRA

Così gli agenti del nucleo Antiabusivismo di piazza Beccaria a Milano bloccano la presunta ladra, poi denunciata dalla turista bulgara. Arrestata per furto, la rom – che ha una sfilza di precedenti specifici alle spalle – è stata processata per direttissima. Si tratta dell’ennesimo arresto di questo tipo da parte delle forze dell’ordine che controllano quotidianamente l’area compresa tra via Manzoni, piazza Scala, via Montenapoleone, la Galleria e corso Vittorio Emanuele. Il Giorno tempo fa ha realizzato a tal proposito un reportage nel quale ha mostrato il modus operandi di queste ladre: si vestono da turiste spaesate, si armano di mappa della città tra le mani e poi agganciano la preda. Di frequente però riescono ad evitare il carcere a causa della “lieve entità” dei reati commessi. I giudici concedono spesso domiciliari o la libertà con obbligo di firma o dimora, soprattutto se le donne coinvolte sono in stato di gravidanza, come la 19enne arrestata sabato.



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