TERREMOTO OGGI A CATANIA M 3.6/ INGV, sciame sismico sull’Etna: oltre 80 scosse. M 3.3 nel Mar Ionio

- Niccolò Magnani

Sicilia, terremoto oggi a Catania: 28 scosse, la più forte da M 3.6 a Ragalna. INGV, ultime scosse e timori: il vulcano Etna rischia così di risvegliarsi. Le novità e i dati in tempo reale

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Sciame sismico sull'Etna (LaPresse, immagini di repertorio)

Prosegue l’attività sismica nel Sud Italia. Poco fa una scossa di terremoto è stata registrata dalla Sala Sismica di Roma nel Mar Ionio meridionale. L’epicentro del sisma non è stato individuato molto lontano dalla Sicilia, colpita nelle ultime ore da diverse scosse. È stato localizzato a latitudine 37.09, longitudine 16.8 con ipocentro attestato ad una profondità di 42 chilometri. La situazione comunque in Sicilia viene monitorata con attenzione. Sull’Etna è stato registrato uno sciame sismico, con oltre 80 scosse di magnitudo superiore al grado 1 tra le 22 di ieri sera e le 6.30 di questa mattina in provincia di Catania. Fortunatamente non sono stati registrati danni, ma appunto gli esperti continuano a seguire l’attività sismica. Secondo gli esperti, la sequenza sismica è comunque in forte decremento. (agg. di Silvana Palazzo)

TERREMOTO OGGI A CATANIA: 28 SCOSSE, PIÙ FORTE M 3.6

Sono ben 28 le scosse di terremoto registrate tra ieri e oggi nel territorio in provincia di Catania, a pochi passi dall’Etna in una delle aree già tra le più attive a livello sismico di tutto il Paese: non vi sono stati gravi conseguenze, sebbene la più forte abbia raggiunto il grado di magnitudo 3.6 Richter, nettamente avvertita ieri nel cuore della notte attorno alle ore 23. I dati dello sciame sismico prodotti dal centro nazionale INGV mostrano un livello medio di ipocentro pari a 7 km sotto il livello del terreno, mentre sul fronte epicentro i comuni coinvolti sono stati Ragalna, Zafferana Etnea, Nicolosi, Milo, Biancavilla, Pedara, Santa Maria di Licodia, Belpasso, Adrano, Trecastagni, Santa Venerina, Bronte, Sant’Alfio, Viagrande, Maletto, San Pietro Carenza, Camporotondo Etneo, Paternò, Mascalucia, Aci Bonaccorsi, Tremestieri Etneo, Aci Sant’Antonio, Randazzo, Giarre, Gravina di Carania, Aci Catania, Sant’Agata li Battiati, Mascali. In particolare, tra le 22:56 di ieri e le 6,30 di stamattina sono state oltre dieci le scosse (considerando solo quelle di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate nella zona, tra cui due di magnitudo 3.6 e 3.5 verso alle 23:20 circa con epicentro come abbiamo visto vicino a Ragalna.

PAURA SULL’ETNA

Ma la paura più grande di questo sciame sismico non è il terremoto di per sé, anche perché di danni come abbiamo visto non ve ne sono stati: come riportano i sismologi nazionali, le scosse attorno all’Etna potrebbe svegliare il “Vulcano che dorme”. «Per i vulcanologi la connessione con la ripresa dell’attività dell’Etna «è probabile ma non certa». Tuttavia, è la localizzazione a 7 km dell’ipocentro, cioè il punto da cui origina la scossa, a far pensare alla relazione: la profondità di 7 km, infatti, nelle dinamiche geologiche dell’Etna è quella da cui il magma dalle viscere della terra si incanala nei condotti sommitali», spiega La Stampa dopo aver sentito i vulcanologi dell’Ingv. Nei giorni passati gli esperti di Catania hanno notato un’attività piuttosto insolita, definita “stromboliana” all’interno del cratere “Bocca nuova”. In particolare, sono state segnalate esplosioni di magma incandescente che molto raramente di norma arrivano fino al bordo del cratere, come invece avvenuto questa volta. «La quiete dell’Etna è finita: sta ritornando a funzionare», spiega un altro esperto INGV.

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