Milano, picchia la moglie: non vuole che medico le visiti il seno/ La donna aveva abortito per altri pestaggi

- Paolo Vites

Una donna proveniente dal Bangladesh è stata vittima di numerosi episodi di violenza da aprte del marito, presa a calci al ventre fino a farla abortire, è successo a Milano

islam_arabiasaudita_donne_velo_lapresse_2017
Burqa, immagini di repertorio (Foto: Lapresse)

Zona Maciachini, Milano, da anni ormai un autentico ghetto abitato quasi esclusivamente da famiglie islamiche che qui hanno in mano negozi e ristoranti e abitazioni naturalmente, scese a prezzi bassissimi. Alla sera Piazza Maciachini, grande piazza dominata da una delle più antiche scuole elementari di Milano, è in mano di spacciatori e piccoli gruppi che controllano la zona, di donne non se ne vede mai neanche una. Le poche che escono di casa rigorosamente coperte dal velo. Una di queste, originaria del Bangladesh, era arrivata in Italia con il marito nel 2016. Subiva rigorosamente pestaggi violenti, così violenti da essere stata costretta a subire un aborto, se solo trasgrediva le leggi islamiche imposte in casa.

MILANO, PICCHIA LA MOGLIE: NON VUOLE CHE MEDICO LE VISITI IL SENO

Un altro pestaggio lo aveva subito perché, per via del caldo insopportabile, aveva osato togliersi il velo. Ultimo episodio inaudito, pochi giorni fa in pieno giorno nel cortile di casa, la donna doveva recarsi a fare un controllo al seno e il marito glielo ha impedito perché non voleva che un dottore uomo le toccasse il seno. E’ stata la classica goccia che le ha dato il coraggio: ha denunciato il marito ai carabinieri. L’uomo lavorava come lavapiatti: tornava a casa in piena notte e pretendeva che la moglie cucinasse per lui. Poi c’era anche una storia di soldi: partendo dal Blangladesh aveva ricevuto 5mila euro dalla sua famiglia, il marito se li era fatti dare per aprire una attività che poi aveva rivenduto a 13mila euro, lei voleva indietro i suoi soldi. Ovviamente non glieli aveva ridati, ma le botte sì. E’ stato arrestato per maltrattamenti in famiglia.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori