Open Arms denuncia la Libia ma non l’Italia/ Migranti, ultime notizie: l’allarme del Papa a San Pietro

- Annalisa Dorigo

Migranti, accuse contro la Guardia Costiera della Libia: causa naufragi volutamente, ecco perché. Intanto la nave Open Arms è approdata nel porto di Palma di Maiorca in Spagna.

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Open Arms

Anche il Papa, durante l’Angelus domenicale, ha espresso grande preoccupazione riguardo la situazione dei migranti, in particolare per i “naufragi di barconi carichi di migranti nelle acque del Mediterraneo“, riferendosi anche alla vicenda della Open Arms. Il Santo Padre ha auspicato che la Comunità Internazionale “agisca con decisione e prontezza onde evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi, e per garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti.” Parole che stridono rispetto alle decisioni di molti Governi europei, quello italiano in testa, di valutare le possibilità di accoglienza chiudendo i porti alle ONG e aprendo le frontiere solo in caso di interventi precedentemente concordati e pianificati con Bruxelles. Una tendenza che secondo Papa Francesco potrebbe sfociare in una vera e propria emergenza umanitaria. (agg. di Fabio Belli)

LIBIA CONTRO LA ONG: “SOLO CALUNNIE“

La Ong Proactiva Open Arms ha precisato come nessuna denuncia sia stata presentata nei confronti del governo italiano né della Guardia Costiera in merito alla migrante ed al bimbo trovati morti in mare. La notizia è stata accolta con ironia da Salvini che è intervenuto come sempre via Facebook. Stando a quanto spiegato da TgCom24, la denuncia della Ong avrebbe riguardato piuttosto “il capitano della motovedetta libica 648 Ras Al-Jadar, membro della guardia costiera libica” e “il comandante di eventuali altre imbarcazioni libiche intervenute in quelle stesse ore, per omissione di soccorso e per aver causato la morte di due persone”, oltre che verso chiunque possa aver avuto responsabilità dirette o indirette in merito all’intervento dello scorso 17 luglio. Di contro, spiega l’agenzia di stampa Ansa, lo Stato maggiore navale libico avrebbe replicato in maniera dura contro le altrettante pesanti accuse della Ong: “smentiamo e rigettiamo categoricamente le calunnie”, si legge in un comunicato, nel quale si precisa quanto sia “illogico che una pattuglia salvi 165 migranti e lasci due donne e un bambino mentre sono usciti solo per salvarli”. Per tale ragione la Libia ha chiesto una commissione d’inchiesta neutrale sulla vicenda. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SALVINI: “IL BUSINESS SCHIFOSO DEVE FINIRE”

Contrordine, la Ong Open Arms non ha denunciato il Governo Italiano: lo aveva detto lo stesso Oscar Camps ieri in conferenza stampa ma ora arriva la rettifica del board centrale che prova così a “chiudere” la polemica conio Governo Conte dopo il clamore degli attacchi nelle scorse ore. «il direttore e fondatore di Proactiva Open Arms, Oscar Camps, e molti dei volontari presenti a bordo della Open Arms durante l’ultima missione, hanno presentato presso la Procura di Palma di Maiorca, una denuncia contro il capitano della motovedetta  libica 648 Ras Al Jadar» e una seconda contro il Capitano del mercantile Triades battente bandiera panamense, «per omissione di soccorso e omicidio colposo». Infine, terza denuncia contro «Chiunque abbia responsabilita` dirette o indirette o sia stato coinvolto a qualunque titolo nell’aver determinato gli esiti di quell’evento drammatico». Manca però il riferimento all’Italia e al suo governo: Salvini lo nota subito e scrive un altro post sui social assai critico, in cui spiega «contrordine compagni! La Ong Open Arms dopo aver sottoposto una naufraga a quattro giorni di navigazione portandola in Spagna (nonostante avessimo dato disponibilità di attracco, per assistenza e cura in un porto siciliano), dichiara adesso di non aver presentato alcuna denuncia contro il Governo italiano». Al termine del post, il Ministro degli Interni ribadisce che se i governo fanno bene il loro dovere, «allora il business schifoso dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e l’Europa si può fermare». (agg. di Niccolò Magnani)

VIMINALE: “JOSEFA STRUMENTALIZZATA”

Prima le parole di Josefa, l’unica sopravvissuta nel naufragio al largo della Libia e salvata dall’equipaggio di Open Arms, poi la netta risposta del Viminale: lo scontro Spagna-Italia continua vista la denuncia contro il Governo italiano e quello libico e le parole durissime della migrante che ancora non riesce a camminare dopo lo choc e la permanenza in acqua per diverse ore accanto a dei cadaveri. «Sono arrivati i libici, ci hanno picchiato e ci hanno lasciato in mare», spiega Josefa, riportata dalla Ong spagnola: la sua testimonianza al momento è l’unica versione disponibile della vicenda ben poco chiara e dai tratti ancora oscuri, come di fatto ripete il Ministero degli Interni a guida Salvini. «denunceremo chi, con bugie e falsità, mette in dubbio l’opera di salvataggio e accoglienza svolta dall’Italia. Qualcuno strumentalizza una vittima per fini politici. Se la Ong ha preferito rifiutare l’approdo per scappare altrove è un problema suo. I porti siciliani erano aperti». Intanto Oscar Camps, responsabile della Open Arms Proactiva, continua nel lanciare accuse durissime contro la Guardia Costiera Libica e contro soprattutto l’intera gestione sul fronte migranti del nuovo corso inaugurato dal Governo Conte. (agg. di Niccolò Magnani)

GUARDIA COSTIERA: “MAI COINVOLTI IN SOCCORSO GOMMONE”

Dopo quattro giorni di navigazione è finita l’odissea per i migranti sulla nave Open Arms, entrata nel porto di Palma di Maiorca. Subito dopo lo sbarco, l’imbarcazione della Ong Proactiva ha annunciato presentato denuncia per omissione di soccorso per quanto avvenuto davanti alla Libia. L’ha presentata il giocatore di Nba Marc Gasol e il fondatore della Ong Oscar Camps. dopo l’attacco dell’Ong, la Guardia costiera italiana è intervenuta per specificare di non essere «mai stata coinvolta nel soccorso del gommone ritrovato successivamente». E ha ricordato che «dopo il ritrovamento è stata data piena disponibilità a trasferire la donna ancora in vita (cioè Josefa) in Italia». Lo stesso per «il porto di Catania, dove sarebbero state effettuate le operazioni di sbarco per tutti i migranti a bordo». Lo scontro tra il ministero dell’Interno italiano e le Ong è però destinato a proseguire. (agg. di Silvana Palazzo)

MELONI, “LORO FANNO TRATTA ESSERI UMANI”

Dopo la denuncia di Open Arms ai danni di Italia e Libia per omicidio colposo, non è soltanto il governo – attraverso il Viminale e per mezzo del tweet del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli – a far sentire la propria voce. Anche Fratelli d’Italia, con un post su Facebook pubblicato dal suo leader Giorgia Meloni, si scaglia contro la Ong spagnola Proactiva:”Open Arms, una delle tante ONG che agevola gli scafisti nel mediterraneo, ha denunciato la Libia e l’Italia per omicidio colposo. Ora il Governo italiano dimostri che la musica è cambiata, denunci subito la Open Arms per tutti i gravissimi reati di cui è responsabile: dalla tratta di esseri umani a causata strage. Se anche lucrare sui disperati grazie ai finanziamenti di Soros non sarà considerato reato, il disgusto della gente perbene rimarrà comunque”. L’esecutivo di cui Salvini fa parte darà ascolto alla “vecchia alleata” leghista? (agg. di Dario D’Angelo)

TONINELLI, “OPEN ARMS SBAGLIA OBIETTIVO”

Fuochi d’artificio nei rapporti tra la Ong spagnola Proactiva e il Viminale dopo lo sbarco in Spagna della nave Open Arms. Sui migranti lo scontro è ormai aperto e il fondatore della Ong Oscar Camps ha annunciato di aver denunciato Italia e Libia per omicidio colposo. Dopo aver risposto per le rime annunciando a sua volta una denuncia, il Viminale ha tenuto il punto sottolineando che “la Ong spagnola ha preferito rifiutare l’approdo in Italia per scappare altrove: è un problema suo. I porti siciliani erano aperti anche per accogliere i cadaveri a bordo e per questo alla ong era stata esclusa l’opzione Lampedusa: l’isola è infatti sprovvista di celle frigorifere per i corpi”. Anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, non arretra:”Mi spiace, ma Open Arms sbaglia obiettivo Italia è esempio nel Mediterraneo per umanità ed efficienza soccorsi. Parlano i numeri. Avevamo dato disponibilità a curare Josepha e aperto porto a Catania. Polemiche strumentali non ci interessano, si lavora per evitare morti in mare”. (agg. di Dario D’Angelo)

OPEN ARMS DENUNCIA ITALIA E LIBIA PER OMICIDIO COLPOSO

Dopo l’arrivo al porto di Palma di Maiorca della Open Arms, il fondatore Ong Proactiva, Oscar Camps, in una conferenza stampa ha annunciato di aver denunciato Italia e Libia per omicidio colposo. “Abbiamo denunciato anche il capo della petroliera libica per omissione di soccorso e omicidio”, ha aggiunto Camps, come riportato da Il Fatto Quotidiano. La replica del ministero dell’Interno gidato da Matteo Salvini non si è fatta attendere:”Non meritano risposta le Ong che insinuano, scappano, minacciano denunce ma non svelano con trasparenza finanziatori e attività. Noi denunceremo chi, con bugie e falsità, mette in dubbio l’immensa opera di salvataggio e accoglienza svolta dall’Italia”. Dallo scontro in mare aperto a quello in tribunale: il tema migranti non esce dall’agenda politica…(agg. di Dario D’Angelo)

LE ACCUSE ALLA GUARDIA COSTIERA LIBICA

L’approdo nel porto di Palma di Maiorca, in Spagna, dell’imbarcazione Open Arms appartenente alla Ong Proactiva su cui si trovava anche Josefa, la donna originaria del Camerun recuperata in mare dopo il naufragio del gommone su cui si trovava divenuta il simbolo della battaglia anti-Salvini, non placherà comunque le polemiche sulle regole d’ingaggio relative al salvataggio dei migranti da parte della Guardia Costiera libica. Ancora di più dopo le rivelazioni di cui è entrato in possesso Il Fatto Quotidiano consultando fonti militari protette dall’anonimato secondo cui sarebbero le stesse motovedette libiche ad affondare i barconi pieni di migranti e a provocarne il naufragio. Questo per costringere i migranti, che non vogliono essere riportati in Libia, a salire sulle imbarcazioni della Guardia Costiera. Una prassi definita “disumana” che si è già riproposta in più salvataggi. (agg. di Dario D’Angelo)

OPEN ARMS ARRIVA IN SPAGNA

Dopo quattro giorni di navigazione, la nave Open Arms è attraccata in Spagna, nel porto di Palma di Maiorca. L’imbarcazione dell’Ong Proactiva porta con sè Josefa, la donna camerunense trovata ancora viva tra i resti di un gommone al largo della Libia e i corpi di una donna e di un bambino, morti prima del salvataggio. L’annuncio dell’approdo è stato dato su Twitter dal fondatore dell’Ong Oscar Camps: “Dopo quattro giorni di navigazione la nave entra finalmente nel porto sicuro di Palma di Maiorca. Ora denunceremo la Guardia costiera libica per omissione di soccorso”. La traversata non è stata facile, anche per la presenza di due persone decedute a bordo e verrà chiarita nel corso di una conferenza stampa prevista per le ore 12:30 odierne. Queste le prime parole del portavoce di Proactiva Open Arms Riccardo Gatti: “Non è stata una navigazione di piacere, anche per la presenza a bordo dei deceduti, ma il mare per fortuna è stato tranquillo”. Per quanto riguarda le condizioni di Josefa, al momento dello sbarco è stata presa in carico dalle autorità spagnole e trasferita in ospedale dove si sta lentamente riprendendo.

LA POLEMICA CON SALVINI

Il fondatore dell’ong Proactiva Open Arms ha dichiarato che denuncerà la Guardia Costiera libica, lanciando anche una frecciatina al Ministro degli Interni italiano Matteo Salvini, in seguito alle dichiarazioni di quest’ultimo. Il leader della Lega nei social network aveva espresso i suoi dubbi riguardo alla veridicità delle informazioni diffuse dall’imbarcazione, definendo fake news la notizia sull’abbandono della Guardia Costiera. “Perché vanno in Spagna, hanno qualcosa da nascondere?”, aveva scritto Salvini, ottenendo l’immediata replica di Camps: “Andiamo in Spagna perché dopo aver messo in discussione il nostro comportamento e aver definito una fake news il fatto che i libici avessero abbandonato in mare una donna e il suo bambino, l’Italia non è per noi un porto sicuro”. Nel frattempo le imbarcazioni di altre ong transitano nelle acque del mar Mediterraneo e l’Open Arms ha già annunciato che tornerà subito a prestare aiuto ai migranti in difficoltà.

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