Manuela Battezzato, con Marchionne a Zurigo fino alla fine/ Alessio e Tyler: il volere dei figli sui funerali

- Niccolò Magnani

Manuela Battezzato, la compagna di Sergio Marchionne vicina fino all’ultimo nell’ospedale di Zurigo assieme ai figli Alessio Giacomo e Jonathan Tyler: “sono la mia fortuna”

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La famiglia di Sergio Marchionne (LaPresse)
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Da oltre un anno Sergio Marchionne era in cura presso la clinica di Zurigo dove è morto per una grave malattia. Arriva solo oggi la conferma da parte dell’ospedale che con una nota ufficiale ha fatto chiarezza sulle ultime vicende private legate all’ex ad di Fca. Al suo fianco, la compagna Manuela Battezzato, rimasta con lui anche nelle avversità. Sei lunghi anni di amore, contrassegnati però dagli ultimi mesi non privi di preoccupazioni e di dolori ma sempre all’insegna del rispetto reciproco e dell’amore, come confermato dal padre di lei oggi intervenuto al Corriere. E’ il solo, al momento, ad aver rotto il silenzio attorno a Marchionne poiché al momento nessuno della sua famiglia, compresi i due figli Jonathan Tyler e Alessio Giacomo, si è mai esposto. Dopo la nuova sconcertante verità, nulla sembra essere trapelato rispetto ai funerali che, per volontà della stessa famiglia di Marchionne si terranno in forma strettamente privata. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

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IL PADRE DI LEI: “SI AMAVANO”

I giornalisti, in questi giorni concitati che hanno preceduto la morte di Sergio Marchionne, non hanno mai visto la compagna Manuela Battezzato, ma la donna, come confermato dal padre Pier Luigi, in realtà è sempre rimasta al suo fianco, in clinica a Zurigo. Una notizia che non ha affatto sorpreso la giornalista del Corriere alla quale il padre della Battezzato ha ribadito l’innata riservatezza che ha caratterizzato anche la loro storia d’amore. Una cosa è certa, i due “si amavano”, ha spiegato il “suocero” che li ha definiti “inseparabili da 6 anni”. La scelta della figlia di vivere la sua storia con Marchionne nell’ombra, però, è stata pienamente rispettata dal padre che non ha voluto aggiungere ulteriori particolari, compresa la presenza fissa, in questi giorni di dolore, dei due figli del manager, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler. Adesso all’uomo, Pier Luigi, non resta che attendere che Manuela faccia ritorno nella casa in cui è cresciuta. Questa volta però, da sola, senza l’uomo che sei anni fa visse per lei un vero e proprio colpo di fulmine. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

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PARLA IL PADRE DI MANUELA BATTEZZATO

Al Corriere della Sera ha parlato il suocero di Marchionne, padre di Manuela Battezzato, il primo e per un po’ di tempo forse anche l’unico che parla della famiglia dopo la tragedia avvenuta in Svizzera: oltre a raccontare degli ultimi mesi del genero e dei rischi per la malattia che progrediva (qui tutti i dettagli), Pier Luigi Battezzato ha spiegato alla collega Lorenzetti il rapporto strettissimo e privatissimo che i due compagni tenevano da tempo. «Manuela è rimasta fino all’ultimo al suo fianco… Non si è mai mossa dalla clinica. Si amavano». Con lei c’erano anche i figli del manager, Alessio Giacomo, 29 anni, e Jonathan Tyler, 23 anni, ma su questo non vuole andare oltre il suocero-nonno, rispettando la privacy che per Sergio e Manuela valeva tutto, «Manuela ha scelto di vivere nell’ombra, sempre un passo indietro. Deve essere lei, se vorrà, a raccontarvi di Sergio e della loro storia d’amore». La prima ad avvisarlo della morte di Marchionne è stata la stessa Manuela, «Mi ha chiamato questa mattina (ieri, ndr) e mi ha detto “Sergio non c’è più”. Mi ha detto che non lo sapeva ancora nessuno, ma dieci minuti dopo la notizia era su tutti i siti on line. A volte bisognerebbe saper fermarsi».

IL LORO VOLERE SUI FUNERALI

Nonostante la grande riservatezza in merito alla sua vita privata, su una cosa non ci sarebbe alcun dubbio: il grande affetto, la stima ed il rispetto che Sergio Marchionne provava per la sua compagna. Quello per Manuela Battezzato fu un vero e proprio colpo di fulmine anche se in queste ore, la donna si ritrova a far fronte all’immenso dolore dettato dalla scomparsa dell’uomo che così tanto amava, seppur lontana da telecamere e flash. E così è stato fino alla fine. Al suo fianco, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero i due figli del manager scomparso, Jonathan Tyler e Alessio Giacomo. I due fratelli insieme alla compagna del padre, starebbero discutendo in merito all’ultimo saluto ed anche attorno ai funerali al momento c’è il massimo riserbo. Come riporta Libero Quotidiano, si potrebbero svolgere in tre luoghi, tutti vicini a Marchionne, ovvero Canada, Abruzzo o Zurigo. Sempre secondo le indiscrezioni rivelate dal quotidiano, pare che il volere della sua famiglia formata esattamente da Manuela Battezzato e dai due figli, sia quello di realizzare una cerimonia funebre rigorosamente privata quindi senza camera ardente al Lingotto, come si era ipotizzato, e senza cerimonie pubbliche. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA ‘LOTTA‘ CONTRO SIGARETTE

Ha lottato con lui su ogni battaglia, comprese le “amate” sigarette di cui Sergio Marchionne non voleva mai farne a meno: sebbene non sia ancora chiaro cosa possa aver portato ad un peggioramento così drastico fino al decesso, di certo quanto raccontato da Franzo Grande Stevens (legale dell’Avvocato Agnelli) giorni fa sul Corriere – «era incapace a sottrarsi al fumo continuo delle sigarette […] i suoi polmoni sono stati aggrediti» – rileva un problema tutt’altro che marginale nella salute del geniale manager industriale. La dipendenza dal tabacco, anche se non avesse provocato il dolore fatale, non è certo un mistero di cui Marchionne ha mai tentato di nascondere: addirittura, raccontano a Fca, era abituato a fumare tre pacchetti al giorno di “bionde”. Proprio la compagna Manuela Battezzato, come raccontava anni fa il Corriere della Sera, aveva cercato di aiutarlo a smettere e ci era anche riuscita a convincerlo per oltre un anno. In realtà poi riprese anche se comunque con quantità decisamente minori, “saranno la mia morte” diceva spesso sorridendo amaramente. Al netto della conclusione, quella “battaglia” portata avanti da Marchionne non sarebbe stata possibile senza la “sua” Manuela, vicina nel dolore e nel limite, proprio come una compagna di vita.

MAI INCROCIATA DAI GIORNALISTI A ZURIGO

Per Manuela Battezzato, compagna di Sergio Marchionne, questi ultimi giorni sono stati caratterizzati dal grande dolore, certamente dalla speranza ma soprattutto dall’estrema discrezione. La stessa che il manager scomparso ha sempre dimostrato di avere nei confronti della sua vita privata. A stargli accanto in questi ultimi istanti di vita, oltre alla donna che sei anni fa lo fece capitolare dopo la separazione dalla donna, Orlandina, dal cui matrimonio nacquero i suoi due figli. E proprio Alessio Giacomo e Jonathan Tyler sono rimasti vicini al padre fino agli ultimi istanti. La figura di Manuela, tuttavia, come spiega Corriere.it, finora non è mai stata incrociata dalle decine di giornalisti in queste delicatissime giornate di apprensione ed attesa, fuori dall’ospedale di Zurigo. Fino alla fine, dunque, Marchionne e le persone a lui care hanno continuato a puntare tutto sull’estrema riservatezza, come lo stesso ha sempre desiderato, riuscendo a tenere la sua vita privata al riparo dalle telecamere e dal gossip pur essendo a tutti gli effetti un uomo pubblico. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DOLORE ASSIEME AI FIGLI JONATHAN E ALESSIO

Manuela Battezzato, Alessio Giacomo e Jonathan Tyler: vicini, fino all’ultimo, senza mai farsi vedere e senza mai “sfruttare” le telecamere per farsi pubblicità. Solo il dolore per la morte di Sergio Marchionne, compagno di una vita e padre (per i figli del primo matrimonio): una riservatezza e una privacy che in vita era stato lo stesso ex manager di Fca a volere per loro, mai sul palcoscenico nonostante lui fosse uno degli uomini industriali più importanti e potenti al mondo. Ma quel legame familiare stretto e lontano dai riflettori è sempre stato perseguito da Marchionne, senza mai “sgarrare”: e loro in questi giorni hanno restituito quella riservatezza, non rilasciando alcuna intervista e stando al suo capezzale per accompagnarlo in quest’ultima, improvvisa, fase della sua vita. «Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato sia coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l’invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio»: a scriverlo è John Elkann, amico e “superiore” di quel compagno e padre che era Sergio Marchionne.

DI LEI DICEVA, ”È LA MIA FORTUNA”

«È la mia fortuna»: così Marchionne parlava della sua Manuela in una delle rarissime confessioni “pubbliche” che tenne in un dialogo con la giornalista del Corriere Bianca Carretto. Italo-canadese lui, italianissima lei, la 47enne compagna di una vita – dopo la fine del primo matrimonio con la moglie Orlandina, dalla quale ha avuto i due figli Alessio Giacomo e Jonathan Tyler – era divenuta anche capo della comunicazione Fca: laureata in Scienze Politiche, faceva inizialmente parte dell’ufficio comunicazione del gruppo fino alla fine degli anni Novanta. In seguito all’acquisizione di Chrysler, avvenuta nel 2009, ha coordinato i rapporti tra l’ufficio stampa del Lingotto e quello di Detroit potendo così approfondire i suoi rapporti con Marchionne. Di quella compagna, appunto, lui diceva spesso «è la mia fortuna»: senza doverla per forza “esibire” – e viceversa – ma con un legame fortissimo che si è portato fino agli ultimi secondi della sua vita. «Una preghiera per lui e per i suoi cari»: ci uniamo all’invito di Jackie Elkann, con tutta la redazione del Sussidiario.net.

LA NOTIZIA DELLA MORTE DI MARCHIONNE I DETTAGLI SULLA MALATTIA E LE CAUSE

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