Clara Sereni è morta/ Chi era? Catiuscia Marini: “Una donna che ha lasciato un segno profondo”

- Matteo Fantozzi

Clara Sereni è morta, chi era? La scrittrice di Casalinghitudine aveva settantadue anni e viveva a Perugia. Era nota coma la scrittrice della diversità.

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Clara Sereni è morta

Scrittrice sensibile, giornalista caparbia e piena di ideali, sicuramente Clara Sereni è stata una donna che ha cavalcato i suoi tempi in un mondo fatto da e per gli uomini. Si è ritargliata il suo spazio e in questi anni ha lasciato il segno come afferma anche il Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini che ha appreso con dolore questa notizia e si è detta vicina alla famiglia e alle persone care della scrittrice che in questo momento la piangono. La giornalista e scrittrice si è spenta all’età di 72 anni e proprio la Marini ha detto di lei parole splendide racchiudendo il pensiero di chi l’ha conosciuta e avuto modo di conoscere le sue opere e messioni. In particolare, la Marini ha rivelato: “Voglio esprimere il mio sincero cordoglio, e quello della giunta regionale, per la scomparsa di una donna che ha lasciato un segno profondo in quanti hanno avuto, come me, l’onore di conoscerla personalmente ed in quanti l’hanno conosciuta attraverso i suoi libri. Libri di successo, tra cui mi piace ricordare il romanzo ‘Il gioco dei regni‘. (Hedda Hopper)

UNA VOCE IMPORTANTE PER LA LETTERATURA

A 72 anni si è spenta Clara Sereni, scrittrice perugina, autrice di testi importanti capaci di lanciare messaggi profondi e sensibilizzare l’animo dei lettori. Tra le opere più importanti è “Passami il sale” in cui parla del legame tra un genitore e un figlio con disabilità. Una scrittrice che aveva dedicato la sua vita al figlio psicotico dalla nascita. Considerata la voce della diversità, Clara Sereni era convinta di dover fare qualcosa per cambiare il mondo piuttosto che non fare niente e piangersi addosso. “Credo che comunque fare qualcosa sia meglio di non fare niente; quella storia per cui accendere un fiammifero nell’oscurità è meglio che incazzarsi con il fatto che è tutto buio», scriveva per Vita nel 2004. Una voce importante per la letteratura italiana i cui testi resteranno impressi nella mente di chi li ha letti e di chi deciderà di farli anche ora che è scomparsa. “La speranza è sempre quella di potersi poi collegare ad altre esperienze, di ritrovare un contesto in grado di accogliere, capire e amplificare questo tipo di esperienza; se succederà sarò molto contenta e molto sollevata, non solo in termini personali, ma in termini politici più complessivi. Se non accadrà almeno avrò fatto un pezzetto”, scrive ancora (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

È morta all’età di settantadue anni, l’inventrice dal termine linguistico “casalinghitudine”, Clara Sereni, nonché grande scrittrice contemporanea. A darne un ultimo saluto e ricordo anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Una donna che ha speso gran parte della sua esistenza al servizio della comunità e delle persone svantaggiate”. La Sereni, all’interno di un suo stesso testo, Taccuino di un ultimista, si era così definita: “quattro spicchi dei quali, con continui sconfinamenti, mi sembra di compormi: ebrea per scelta più che per destino, donna non solo per l’anagrafe, esperta di handicap e debolezze come chiunque ne faccia l’esperienza, utopista come chi, radicandosi in quanto esiste qui e oggi, senza esimersi dall’intervenire sulla realtà quotidiana, coltiva il bisogno di darsi un respiro e una passione agganciati al domani”. (Agg. Camilla Catalano)

PIU’ SCONFITTE CHE VITTORIE DEL MIO ’68

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Clara Sereni rievocò i tempi del ’68 come fondamentali per la sua crescita culturale e umana, segnati anche dalla permanenza nella casa in via di Ripetta che divenne iconica per la sua scrittura. “Quegli anni hanno cambiato profondamente l’Italia, che era un paese chiuso, piccolo e bigotto, proiettandola nella modernità. Nel mondo che racconto erano impegnate solo avanguardie numericamente modeste, ma il rivolgimento ha poi riguardato tutti.” Questo diceva Clara Sereni degli anni di contestazione del ’68, che non erano però a suo avviso completamente da “assolvere” nel loro giudizio storico: “Le vittorie sono state minori delle sconfitte se oggi, facendo un bilancio della mia vita, mi accorgo che la maggior parte delle scelte che ho compiuto sono state condizionate e finalizzate a quell’istituzione pressoché trogloditica che è la famiglia.” Uno modo per dire che il conformismo, se non ha vinto definitivamente, ha comunque fatto sentire il suo forte peso sulla società italiana. (agg. di Fabio Belli)

LA SCRITTRICE DI CASALINGHITUDINE

Clara Sereni è morta all’età di 72 anni, li avrebbe compiuti il 28 agosto visto che era nata nel 1946. Viveva ormai da tempo a Perugia anche se era nata a Roma. Era nota per l’esordio letterario che risaliva al 1987 quando aveva scritto Casalinghitudine dopo essere stata attiva anche nel mondo della politica dove era entrata anche per gli insegnamenti di suo padre Emilio Serena noto dirigente dell’allora Partito Comunista Italiano. Era stata sposata con lo sceneggiatore Stefano Rulli da cui aveva avuto un figlio di nome Matteo. Il ragazzo autistico era riuscito a segnare la sua arte dove era stata molto impegnata anche a livello sociale. Viene considerata un’ultimista cosa che aveva raccontato nel suo “Taccuino di un’ultimista”. Sono tantissimi i messaggi di cordoglio per la sua famiglia da parte dei tanti che erano legati alla sua figura.

UNA CARRIERA PIENA DI SUCCESSI

Tra i successi più grandi di Clara Sereni troviamo la raccolta di racconti “Manicomio Primavera” del 1989 e il romanzo “Il gioco dei Regni” del 1993. La donna è stata impegnata a lungo come volontaria e inoltre per un decennio ha seguito il compito da Presidente della Fondazione Onlus “La città del sole”. Clara Sereni era stata impegnata anche come giornalista, editorialista per il Manifesto e per L’Unità. Inoltre a livello politico era scesa in campo per Perugia, città dove non era nata ma che era diventata sua casa quando ci si era trasferita da Roma. Della città era stata vicesindaco e assessore alle politiche sociali. Perdiamo una figura davvero importante del nostro panorama nazionale, donna di uno spessore intellettuale incredibile e anche dal grande cuore.

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