Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: è falso l’allarme terrorismo sul volo Parigi-Pechino, paura a bordo

- Silvana Palazzo

Ultime notizie di oggi, 26 luglio 2018. Ultim’ora: Dl Dignità, proteste imprese Veneto, interviene Garavaglia. Falso allarme terrorismo su volo Parigi-Pechino.

air_china_aereo_web
Allarme terrorismo su volo Parigi-Pechino

Si tratta per fortuna di un falso allarme, anche se la paura a bordo per diverse ore è stata ingente: il volo Parigi-Pechino, costretto a tornare indietro dopo l’iniziale avviso di “allarme” per un possibile dirottamento o bomba a bordo (ancora i dettagli non sono chiariti). La Air China ha dichiarato di aver ricevuto un messaggio sospetto «di carattere terroristico sul volo CA876 rientrato nella capitale francese senza incidenti, con tutti i passeggeri indenni». Ancora non è dato sapere l’origine di tale messaggio, se opera di un fantomatico pazzo o se invece frutto d una specifica strategia di “allarmismo” che purtroppo spesso viene esercitato anche senza l’effettivo uso di armi o bombe. Per i passeggeri un bruttissimo pomeriggio di paura, tutto però risolto con il ritorno a casa senza danni ulteriori. (agg. di Niccolò Magnani) QUI LA NOTIZIA APPROFONDITA

Allarme terrorismo sul volo Parigi-Pechino

Torna l’allarme terrorismo in Europa. Secondo le primissime informazioni rese note da LaPresse, il volo in partenza da Parigi e diretto a Pechino della compagnia Air China è rientrato d’urgenza poco dopo il decollo per via di una “sospetta informazione terroristica”. A riferirlo è stata la stessa compagnia aerea, senza tuttavia aggiungere nuovi dettagli in merito all’allarme. Il volo in questione è CA876, atterrato a Parigi in stato di sicurezza. Non è ancora chiaro cosa possa aver fatto scattare l’allarme per terrorismo, se la presenza di oggetti sospetti a bordo o minacce da parte di qualche passeggero. Al momento non si apprendono altre notizie se non la più importante, secondo la quale tutti i passeggeri e l’equipaggio del volo sono al sicuro. La compagnia ha già annunciato di aver predisposto un altro volo dopo il precedente atterraggio d’emergenza presso l’aeroporto Charles de Gaulle, fortunatamente senza conseguenze. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Decreto Dignità torna a far discutere

Il decreto Dignità fa discutere in Veneto: resta acceso il confronto tra gli imprenditori locali e il governo sui “rischi” che le imprese vedono nei “lacci” della misura voluta dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio. I presidenti di Assindustria VenetoCentro, la nuova aggregazione confindustriale tra Padova e Treviso, avevano chiesto alla Lega, senza mezzi termini, di uscire allo scoperto, essendo partito di riferimento di questo territorio. E hanno chiesto se si schierano in difesa del provvedimento o del sistema industriale del Nordest. «La Lega non può fare lo struzzo. Deve assumersi la responsabilità di far correggere questo decreto» ha dichiarato Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto. Il viceministro Massimo Garavaglia, come riportato dall’Ansa, ha chiarito che la Lega risponderà alle critiche degli imprenditori veneti «con i fatti». Positiva la reazione del presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas: «Accogliamo di buon grado l’apertura del viceministro Massimo Garavaglia ad intervenire sul Decreto Dignità».

È morto Sergio Marchionne

E’ morto l’uomo che probabilmente salvò non solo la Fiat ma anche l’impresa automobilistica italiana. Che le condizioni di Sergio Marchionne fossero gravissime lo si era intuito dal cambio precipitoso del management in casa FCA, ma nessuno attendeva un epilogo cosi veloce. Marchionne è spirato in una clinica svizzera, le sue condizioni aggravatesi Venerdì lo avevano portato a perdere conoscenza, da allora non si è più ripreso. L’ex Amministratore Delegato di Ferrari e FCA era stato ricoverato a fine giugno per un non meglio specificato intervento alla spalla, il recupero sembrava ottimale fino a quando sono insorte delle complicanze post operatorie che hanno aggravato il quadro clinico ed hanno portato alla morte il manager. L’ultima sua uscita pubblica era avvenuta qualche giorno prima del ricovero, l’occasione era stata la consegna di una nuova Jeep all’arma dei carabinieri. 

Legionella nel milanese tre vittime

Tutti e tre anziani e tutti e tre colpiti dal virus della Legionalla. Scoppia l’allarme a Bresso un popoloso centro alle porte di Milano per il batterio killer che sembrerebbe annidarsi tra i rubinetti dell’acqua. La terza vittima è una donna di 84 anni, ricoverata all’ospedale di Cinisello Balsamo. Nello stesso ospedale nei giorni scorsi si erano registrate le altre due vittime entrambi ultra novantenni. Oltre i decessi la paura è alta per il grosso numero di contagi, allo stato attuale infatti ricoverati dopo aver contratto la malattia sono una ventina di persone. Non è la prima volta che la Legionella colpisce il comune di Bresso, un centro che già aveva registrato un morto nel 2014 per lo stesso batterio. 

Si aggrava il bilancio degli incendi a Atene

L’ultimo bilancio parla di 79 vittime accertate ma sono ancora decine le persone disperse che con il passar delle ore potrebbero finire nell’elenco dei deceduti. Intanto in città iniziano ad arrivare gli aiuti europei, le prime squadre di vigili del fuoco a giungere sono svedesi, nelle prossime ore giungeranno anche gli aiuti di Francia, Germania e Danimarca, mentre i due Canadair inviati dal ostro paese dovrebbero giungere entro domani. La marina militare greca ha intanto ridislocato le sue navi per portare aiuto dal mare, ed è proprio il mare ad aver salvato centinaia di persone che si sono gettate nelle acque per sfuggire alla furia delle fiamme. Ignote ancora la causa dei roghi. 

Rilievi “critici” di Mattarela a Conte

E’ stato il decreto sulle esenzione ai terremotati a far sbottare Sergio Mattarella, che nonostante abbia controfirmato il provvedimento non si è potuto esimere dal fare rilievi abbastanza “critici”. Il termine usato dal Quirinale non nasconde l’irritazione della prima carica del Bel Paese per un ampliamento deciso dall’esecutivo, ampliamento che ha portato la legge da un articolo a ventuno articoli. I rilievi terminano con un invito di Mattarella all’esecutivo per individuare le misure più idonee per superare lo stato emergenziale relativamente alla “disciplina in questione”. Nessun commento è arrivato dal Presidente del Consiglio, che si è limitato a prendere atto della conversione in legge del decreto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori