Alex Jones, Facebook e YouTube bloccano re delle fake news/ Al via la battaglia contro razzismo e complottismo

- Paolo Vites

Diffusione di video incitanti all’odio razziale e politico: il fondatore del sito InfoWars Alex Jones è stato bloccato per un mese sia da Youtube che da Facebook, ecco perché

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LaPresse

Odio contro i musulmani, discriminazione verso i transgender, incitamento alla violenza: per questi motivi Youtube ha eliminato quattro video caricati da Alex Jones mentre Facebook ne ha bloccato il profilo. Ma chi è costui? Forse non molto conosciuto in Italia, è il fondatore del sito InfoWars invece molto seguito negli Stati Uniti. E’ considerato “il re dei complottisti”, coloro che dietro ogni episodio politico vedono una congiura, nel suo caso da parte della sinistra e dei liberal in generale. Uno dei video che è stato eliminato mostrava un ragazzino che sfasciava una automobile senza ragione, commentandolo con “Come prevenire il liberalismo, usate il preservativo per aiutare l’America a rimanere sicura”. Cattivo gusto senz’altro, adesso per tre mesi Jones non potrà caricare video su Youtube. Magari era meglio vietarglielo per sempre. E’ intervenuto anche Facebook, che ha bloccato il suo profilo per trenta giorni, anche qui troppo poco. Riporta il quotidiano inglese The Guardian che Jones era già stato avvertito una volta dai responsabili del social che, se avesse ancora infranto le regole, sarebbe stato bloccato per un mese, e così è successo: “La pagina che infrange le regole riceve un avvertimento, così come l’admin che ha pubblicato il contenuto in oggetto. Dopo un certo numero di avvertimenti scatta la sospensione”.

ALEX JONES, FACEBOOK E YOUTUBE BLOCCANO RE DELLE FAKE NEWS

Come ha notato qualcuno, i provvedimenti provvisori non servono a nessuno, significano invece mancanze di regole standard chiare, d’altro canto proprio recentemente Zuckerberg ha dichiarato che non è compito di Facebook bloccare chi diffonde fake news a meno che tali notizie non provochino danni fisici a qualcuno: “le regole sono chiare e proibiscono la pubblicazione di contenuti che incoraggiano danni fisici e bullismo, o attacchi a persone sulla base di religione, identità e genere”. Alex Jones peraltro è noto come autore di notizie false da molto tempo. Recentemente ha pubblicato un post in cui sostiene che l’ex direttore dell’Fbi Robert Mueller “ha partecipato a stupri di bambini supervisionando e coprendo per decenni Jeffrey Epstein”, il finanziere americano condannato per abusi sessuali. Ma l’elenco è lungo, come scrive oggi l’agenzia agi: dalle solite teorie che negano l’attacco alle Torri Gemelle a quelle sulla discesa degli astronauti sulla Luna. 



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