Terni, maxi bomba disinnescata da Esercito/ Esploso ordigno II°Guerra Mondiale: restano altri 2100 in Italia

- Niccolò Magnani

Terni, maxi bomba esplosa e disinnescata dall’Esercito: in Italia ci sono altri 2100 ordigi della Seconda Guerra Mondiale. Comunità salva, cittadini evacuati dalle 6 di mattino

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Bomba a Terni disinnescata dall'Esercito (Twitter)

A metà pomeriggio è finalmente terminato il rischioso disinnesco della bomba d’origine bellica risalente alla Seconda Guerra Mondiale: martedì scorso l’ordigno era stato, ricorderete, trovato nei pressi della Stazione di Cesi a Terni e nel giro di qualche giorno è stato imbastito l’intervento immediato delle forze di sicurezza e degli esperti del Sesto reggimento genio pionieri dell’Esercito. Questa mattina l’enorme bomba inesplosa da 60 anni è stata caricato su un mezzo speciale per poter essere inviata nella cava di San Pellegrino, non lontano da Terni: poco prima delle 14.30 il Centro Operativo Comunale, dopo l’annuncio dato dai militari, ha ordinato il via libera al rientro nelle proprie abitazioni degli oltre 11 mila cittadini fatti evacuare dalle 6 di questa mattina. Nell’intera operazione andata per fortuna a buon fine, senza problemi o conseguenze, hanno partecipato oltre ai professionisti dell’Esercito anche 250 volontari e 19 funzionari regionali della Protezione civile. «Gli artificieri dell’Esercito hanno concluso con successo e in sicurezza le operazioni per il disinnesco dei due ordigni bellici ritrovati a Santarcangelo di Romagna e Cesi di Terni. Sempre al fianco dei cittadini per la sicurezza dell’Italia», hanno scritto i militari sul loro account ufficiale di Twitter.

NO PANICO E RISCHI RIDOTTI

«Desidero esprimere a tutti coloro che hanno collaborato alla piena riuscita delle operazioni e vivissimi complimenti agli ufficiali e agli artificieri del sesto Reggimento Genio Pionieri di Roma che con grande maestria hanno condotto i delicati interventi di messa in sicurezze e di brillamento del pericoloso ordigno»: così scrive il prefetto di Terni Paolo De Biagi dopo il via libera e il ritorno a casa di tutti i cittadini fatti evacuare. Il buon comportamento della popolazione ha ridotto tutti i rischi di panico e simili, portando a buon esito l’operazione complessa e mai banale, dato che si parlava di un enorme ordigno risalente a oltre 70 anni fa. La notizia pazzesca, ribadita ancora oggi dall’Esercito, è che di bombe del genere ve ne sono in tutta Italia e non in poche quantità: «Dall’inizio dell’anno gli artificieri dell’Esercito hanno rimosso e distrutto oltre 800 ordigni esplosivi, rinvenuti in tutta Italia, mentre lo scorso anno sono stati bonificati oltre 2.100 residuati bellici».



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