Padova, morto dopo duello a colpi di katana/ Ultime notizie, arrestato 37enne: letale il colpo con una roncola

Padova, ucciso a colpi di Katana ultime notizie, duello fra ‘samurai’ nel parcheggio dello stadio Euganeo. Già fermato il presunto killer, la vittima è di origini filippine

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Finge rapimento per giustificare assenza ai genitori (Pixabay)

Arriva un importante aggiornamento per quanto riguarda la morte del 51enne filippino, Walter Sahagun, ucciso nella giornata di ieri a Padova dopo un duello di katana. Stando a quanto riportato dall’agenzia Ansa, gli investigatori hanno interrogato fino alle prime ore di questa mattina il sospettato numero uno. Si tratta di Melvin Arca, 37enne connazionale della vittima, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio. In base a quanto emerso, i due si erano dati appuntamento presso il parcheggio dello stadio Euganeo per discutere: pare che la vittima fosse convinta che l’ex compagna avesse una relazione con Melvin Arca. Appena giunto allo stadio, Sahagun ha colpito il suo “rivale in amore” con una pistola scacciacani, poi i due avrebbero iniziato un duello con la famosa katana, la spada giapponese, che entrambi avevano portato con se. Arca ha estratto ad un certo punto una roncola, una specie di falcetta con una lama ricurva e molto tagliente, di solito viene usata in agricoltura, con cui ha inferto un duro colpo al connazionale. A quel punto è scappato, lasciando agonizzate a terra la vittima, poi morta per le profonde ferite. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LA VITTIMA HA 51 ANNI

Vicino allo stadio Euganeo di Padova è stato scoperto il cadavere di un cittadino filippino di 51 anni. La salma presentava diverse ferite da arma da taglio: pare che la vittima sia stata uccisa in un duello a colpi di katana, la spada usata nelle arti marziali. Il duello sarebbe andato in scena in un parcheggio vuoto. Questa, secondo Tgcom24, l’ipotesi più probabile per la morte del 51enne, il cui corpo insanguinato e riverso sull’asfalto è stato trovato dagli agenti della Questura. Una donna, residente della zona, li ha indirizzati. Dalla finestra ha sentito urla e visto due persone muoversi come in uno scontro che richiamerebbe le scene di film d’azione come Kill Bill. Molte le ferite di arma da taglio, al volto e alle braccia, riscontrate dal medico legale. Nei pressi del cadavere poi le due spade abbandonate sull’asfalto. Poco più in là invece una vettura con il baule aperto, da cui potrebbero essere state estratte le armi. La polizia ha fermato un uomo, connazionale della vittima. Gli investigatori lo hanno sottoposto ad un lungo interrogatorio. Vogliono capire se si sia trattato di un agguato o se si fossero dati appuntamento per un duello, rivelatosi mortale per uno dei due. (agg. di Silvana Palazzo)

PADOVA, DUELLO A COLPI DI KATANA: UNO MORTO, L’ALTRO FERMATO

Omicidio dai toni decisamente orientali, quello che si è verificato quest’oggi in Veneto. A Padova, vicino allo stadio Euganeo, le forze dell’ordine hanno ritrovato la salma di un uomo di origini filippine, il cui corpo presentava evidenti ferite da arma da taglio. Stando a quanto riferito poco fa dai colleghi dell’agenzia Ansa, la questura locale avrebbe già fermato una persona ritenuta responsabile dell’assassinio. Pare che il filippino possa essere morto dopo una sorta di duello da film di arti marziali: la vittima avrebbe infatti sfidato il suo aguzzino con la katana, la classica spada giapponese usata dai samurai, lunga una sessantina di centimetri circa.

A LANCIARE L’ALLARME UN RESIDENTE DELLA ZONA

A far propendere gli inquirenti verso questa pista, al di là delle ferite riconducibili ad arme bianche, le due katane ritrovate abbandonate a pochi metri dal parcheggio dello stadio, dove appunto è stato rinvenuto il corpo il filippino. A scoprire il cadavere è stato un residente della zona, che dopo aver sentito delle urla si è affacciato dal suo appartamento ed ha appunto assistito alla scena. Una volta che il duello è terminato, ha  avvertito le forze dell’ordine. Non si conoscono le identità della vittima ne tanto meno dell’aggressore: quest’ultimo è stato interrogato in questura per cercare di capire il movente alla base del duello, e se lo stesso fosse programmato o meno.

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