Rapper scomparso, indagato per lesioni ex coinquilino/ Domenico D’Amato: Bologna, fascicolo sulla sparizione

Rapper scomparso, indagato per lesioni ex coinquilino: nuovi aggiornamenti sulla sparizione di Domenico D’Amato, risalente al marzo del 2017 a Bologna

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Domenico D'Amato, ultime notizie

Rapper scomparso, indagato per lesioni ex coinquilino: nuovi aggiornamenti sulla sparizione di Domenica D’Amato, scomparso nel marzo del 2017 a Molinella, provincia di Bologna. Come riportato da Repubblica, c’è un indagato per lesioni gravi e si tratta dell’ex coinquilino, con cui Domi Dami ha convissuto per alcuni mesi prima della sua scomparsa. Domenico D’Amato infatti ha vissuto nell’appartamento nel centro della cittadina fino a febbraio 2017 e l’abitazione è stata perquisita, delegati dalla Procura competente, dagli agenti del nucleo investigativo e sezione investigazioni scientifiche. Barbara Iannuccelli, il legale che assiste la famiglia del rapper, ha riportato che Domenico andò al pronto soccorso di Budrio il 28 febbraio 2017 per farsi medicare una ferita da taglio alla mano. Il motivo? Un litigio all’interno di quella abitazione.

RAPPER SCOMPARSO, INDAGATO PER LESIONI L’EX COINQUILINO

L’avvocato Iannuccelli ha sottolineato che il coinquilino potrebbe essere una delle ultime persone ad aver visto Domenico D’Amato. Un importante aggiornamento su uno dei casi mediatici di cronaca più seguiti degli ultimi mesi, con la trasmissione di “Chi l’ha visto?” che gli ha dedicato numerosi approfondimenti. Oltre al fascicolo legato alle lesioni dell’ex coinquilino, il pubblico ministero Beatrice Ronchi ha tra le mani un altro fascicolo: aperto lo scorso novembre 2017, fa riferimento all’istigazione o all’aiuto al suicidio, non vi sono però indagati. Un’altra tappa dunque nella ricerca di Domi Dami: solo qualche settimana fa il legale della famiglia aveva diffuso un video del febbraio 2017 che vede il rapper scomparso insieme ad una bambina all’interno di un appartamento. A tal proposito, Barbara Iannuccelli ha rinnovato l’appello a chi riconosce quell’abitazione e quella bambina, sottolinea Repubblica.



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