MARMOLADA TORNA AL TRENTINO, IRA DEL VENETO/ Video, Dolomiti: Zaia vs Rossi, ghiacciaio a Canazei

- Niccolò Magnani

Marmolada torna al Trentino Alto Adige, tolti i confini al Veneto ritornando al Decreto Pertini dell’82: ecco cosa è successo alla Regina delle Dolomiti. Zaia, “la difenderemo”

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Marmolada, Dolomiti

La Marmolada torna in Trentino, ira del Veneto. Si accende la contesa tra le due regioni sulla demarcazione dei confini. Dalla direzione centrale servizi catastali è arrivata la nota che definisce nuovamente i confini tra i territori comunali di Rocca Pietore e Canazei. Il Gazzettino evidenzia che per i tecnici la delimitazione corre sulla linea della cresta che da Punta Rocca scende verso Passo Fedaia, coincidendo con la linea di displuvio del massiccio. La titolarità del ghiacciaio, dunque, è di Canazei, ma il Veneto non ci sta e grida alla battaglia. Il Governatore Luca Zaia, come vi abbiamo raccontato, non ci sta: “Questa è una partita che si potrebbe risolvere con il buon senso, ma mi sembra di capire che il buon senso è stato affidato ai legali, allora continueremo con i legali”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ROSSI RISPONDE A ZAIA

Marmolada torna al Trentino Alto Adige con i confini al Veneto che sono stati tolti tornando indietro al Decreto Pertini del 1982. Il Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi ha voluto rispondere al Governatore Zaia sottolineando diversi particolari. Come riportato da SiViaggia Rossi ha sottolineato: “I confini, se si parla di autonomia speciale, sono una cosa ancora più importante delle attività economiche. Il territorio è elemento costitutivo della nostra specialità al quale non possiamo rinunciare. Detto questo le contrapposizioni non fanno mai bene né a una parte né all’altra e le questioni dello sviluppo, ma anche della salvaguardia dell’ambiente sulla e intorno alla Marmolada. Possiamo affrontarle insieme”. Parole importanti che regalano davvero importanti punti di arrivo per Marmolada che rimane un grande punto di dibattito e non riesce al momento a dare delle risposte. (agg. di Matteo Fantozzi)

IN CIMA SVENTOLA LA NUOVA BANDIERA

Sta per trasformarsi in una bega politica la notizia del passaggio della Marmolada al Trentino. La decisione dell’Agenzia del territorio di Roma, che ha tracciato i nuovi confini applicando quanto stabilito dal decreto presidenziale di Sandro Pertini nel 1982, è destinata a far discutere. Il protocollo di intesa che era stato firmato nel 2002 non è più valido. Se a sollecitare la svolta romana è stato il Comune di Canazei, che da sempre si batte per il ritorno al decreto Pertini, dall’altra parte c’è il Veneto, e in particolare il Bellunese, che da anni osteggiano i tentativi di cambiamento. Non è solo una questione di confini: in ballo ci sono impianti e lo sfruttamento del ghiacciaio, ma non è neppure trascurabile il risvolto turistico. E nel Bellunese già qualcuno sbotta, come riportato dal Gazzettino: «Dopo Sappada, la provincia ora perde anche la Marmolada». Intanto Tgr Rai Trentino mostra le immagini della bandiera trentina che sventola sulla Marmolada. Clicca qui per vedere il video. (agg. di Silvana Palazzo)

MARMOLADA TORNA AL TRENTINO, TOLTI CONFINI VENETO

La sentenza emessa dall’Agenzia del Territorio è storica: la Marmolada torna al Trentino Alto Adige come confine, tolto dunque l’accordo che nel 2002 aveva di fatto passato la Regina delle Dolomiti sotto l’egida e il controllo della Regione Veneto. Sentenze, colpi di scena, polemiche e battaglie legali: la guerra andata in scena fra Trento e Venezia si è conclusa nei giorni scorsi all’Agenzia del Territorio di Roma con la Regione trentina che ha la meglio sulle ragioni e specifiche in mano al Veneto. «E’ un successo per tutto il Trentino, ora si può cominciare una nuova fase», ha spiegato il sindaco di Canazei appena giunta la notizia dalla Capitale della sentenza storica che riporta il tutto al Decreto del Presidente della Repubblica Sandro Pertini promulgato nel 1982 e ribadito anche dal Consiglio di Stato con sentenza del 1998 nella quale si affermava che «confine della Marmolada deve essere fissato sulla linea delle creste coincidente con la linea di displuvio del monte». Secondo il sindaco Parmesani, «la nuova fase consiste nell’elaborare un sistema complessivo per la Marmolada. Bisogna mettersi insieme e ragionare cosa sia meglio per l’area». Non solo, quello che si pone davanti potrebbe essere un accordo sereno con i vicini veneti per poter gestire al meglio l’impegno di una delle località turistiche di montagna più visitate al mondo: «Se il Veneto ha compreso la decisione dell’Agenzia del Territorio e accetta che i confini siano quelli definiti dal decreto Pertini, allora possiamo sederci intorno ad un tavolo in maniera tranquilla avendo sgomberato uno dei temi che ci hanno diviso. Se non lo capirà, allora valuteremo da soli cosa fare», conclude Parmesani raggiunto dal quotidiano l’Adige.

L’IRA DI ZAIA E I SOSPETTI DI CANER

La reazione immediata del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è tutt’altro che “possibilista” in un accordo con il Trentino almeno dalle prime impressioni a caldo: «Giù le mani dalla Marmolada, la difenderemo con le nostre unghie. Difenderemo quel confine, nel senso che riguarda gli impianti di risalita, attività economiche e identitarie che sono del Veneto». Intervenendo da Venezia, pochi minuti prima della sentenza giunta da Roma, era ancora Zaia a spiegare come «si tratta di un dibattito che va avanti da decenni, e vogliamo entrare nel vivo con la convinzione di avere una proposta alternativa. Questa è una partita che si potrebbe risolvere con il buon senso, ma mi sembra di capire che il buon senso è stato affidato ai legali, allora continueremo con i legali. Questa è una partita che eredito; se fosse iniziata con noi sarebbe già conclusa perchè avremmo trovato un accordo, ho ereditato una partita di scartoffie da paura di sentenze contro sentenze che cercheremo di risolvere». Molto più duro è stato invece l’assessore al Turismo e Impianti a fune della Regione Veneto, Federico Caner, che contesta apertamente la sentenza dell’Agenzia del Territorio: «Una decisione arbitraria, unilaterale e lesiva di precedenti sentenze e accordi condivisi. […] Si dice che a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca – conclude l’assessore veneto – e in questo caso mi chiedo da quali interessi sia stata indotta l’Agenzia del catasto a introdurre questa nuova linea geografica che non trova corrispondenza in nessun atto della ‘querelle’. Non vorrei che la nuova demarcazione catastale fosse motivata dall’esigenza di rendere possibile il ventilato progetto del comune di Canazei di realizzare un nuovo impianto di risalita alla vetta della Marmolada, tutto in territorio trentino».

MARMOLANDA, SVENTOLA BANDIERA TRENTINA



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