PAOLO RUFFINI PREFETTO DELLA COMUNICAZIONE/ È il primo laico a capo di un dicastero Vaticano

- Paolo Vites

Per la prima volta nella storia della Chiesa un laico, un non consacrato, è stato nominato alla guida di un dicastero Vaticano, quello della comunicazione

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Paolo Ruffini con il papa

Una decisione coraggiosa, ma soprattutto significativa per capire il percorso di papa Francesco nel rimodellare le strutture vaticane, percorso difficile e spesso combattuto, da vecchie gerarchie ecclesiastiche che non afferrano il senso profondo di questo percorso. Bergoglio per la prima volta nella storia della Chiesa ha nominato un laico alla guida di un dicastero vaticano, come si sa da sempre nelle mani di cardinali e esponenti del clero.  Paolo Ruffini, giornalista di lungo corso, attualmente direttore di Tv2000 è il nuovo Prefetto della comunicazione, responsabile del Dicastero delle comunicazioni. Mai una carica così alta era stata destinata a un non consacrato. Francesco sottolinea così quella necessità di de-clericalizzaione della Chiesa e valorizzazione del laicato impegnato. Ruffini sostituisce monsignor Viganò che fu al centro dello scandalo sulla lettera di Benedetto XVI che tanto scalpore fece.

PRIMO LAICO ALLA GUIDA DI UN DICASTERO VATICANO

Il sottosegretario della Cei don Ivan Maffeis, commenta che “È una nomina che valorizza un professionista di primo piano, che ha contribuito in maniera decisiva a far crescere Tv2000 e il Circuito radiofonico InBlu; un amico stimato, che ha saputo far squadra, paziente e lungimirante”. Nato a Palermo nel 1956 ma trasferitosi ben presto a Roma dove si laurea in giurisprudenza alla Sapienza, lavora al Mattino di Napoli, al Messaggero, poi al Giornale Radio Rai, a Radio 1, a Inblu Radio, quindi in televisione a Rai3, La7 e infine Tv2000. Ruffini ha commentato all’agenzia Sir dopo la nomina: “Quella di Papa Francesco è stata una chiamata che mi ha sorpreso, che non mi aspettavo, per un compito così grande da essere anche misura e ammonimento costante della mia personale piccolezza. Di fronte a questa chiamata  potrò sempre e solo esprimere la mia gratitudine. E mettere a disposizione di un disegno più grande tutto il mio impegno, tutto quel che so e tutto quel che sono”.



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