SAN CLAUDIO/ Santo del giorno, il 7 luglio si celebra il martire di Ostia: la festa patronale

- La Redazione

San Claudio, è il santo che viene celebrato nella giornata di oggi, sabato 7 luglio, dalla chiesa cattolica. Egli si convertì al cristianesimo grazie al fratello Massimo.

croce_gesu_pixabay_2017
Santo del giorno: Sant'Aureliano

San Claudio, le celebrazioni ad Ostia

Nel giorno in cui la chiesa cattolica celebra la ricorrenza di San Claudio da Ostia, è proprio la città del litorale romano quella che commemora il martire riservandogli i fasti più importanti. Essendo San Claudio patrone del comune, infatti, ogni 7 di luglio nella Chiesa di Santa Maria Regina Pacis si celebra una apposita messa nella quale si ricorda la vita del martire e i sacrifici che lo hanno elevato alla santità. Nel corso della funzione, il patrono viene celebrato come un fervente cristiano, come un uomo che fino al termine della sua esistenza – pur consapevole dei supplizi che lo attendevano – preferì non rinunciare alla propria fede. In questa data, ad Ostia, in occasione della festa patronale, si svolgono anche diverse manifestazioni gastronomiche, che danno l’opportunità alla gente di mangiare alcuni piatti tipici del posto, in particolare la carbonara e i fritti in pastella. (agg. di Dario D’Angelo)

San Claudio, la storia

Il 7 luglio viene celebrato san Claudio. Le informazioni di cui si è in possesso in merito alla vita del santo non sono moltissime. Nella maggior parte dei casi, poi, sono arrivate a noi grazie al Martirologo romano, un testo che rappresenta un vero e proprio pilastro in fatto di festività religiose. Di san Claudio, però, si sa qualcosa anche tramite i calendari cosiddetti liturgici che, com’è noto, hanno il compito di determinare ogni genere di festività religiosa. Ma vediamo di scendere più nel dettaglio. San Claudio è vissuto nel periodo di Diocleziano. Quando, dunque, il cristianesimo si era diffuso in maniera capillare in ogni angolo dell’impero. In questo periodo, l’autorità divina dell’allora imperatore non veniva riconosciuta. Inoltre, in tutto l’impero i cittadini erano tendenzialmente contrari ad ogni genere di guerra e, addirittura, tendevano a non ricoprire le cariche pubbliche. In un primo periodo, Diocleziano riconobbe questa fede ma il rifiuto da parte di due magistrati di effettuare dei sacrifici per omaggiare la vittoria contro i persiani spalancò le porte a una serie di persecuzioni e a tre editti. A questi editti seguì addirittura il rogo dei testi sacri e l’amnistia solo per coloro che decidevano di rinunciare alla loro fede per avvicinarsi al paganesimo.

La conversione e il martirio

È proprio in questo quadro che ha vissuto Claudio, un giovane che si è convertito al cristianesimo per merito di Massimo, suo fratello. Tra l’altro, come Claudio, anche sua moglie Prepedigna e Cuzia e Alessandro, i suoi figli, si convertirono al cristianesimo. Dopo essersi convertito al cristianesimo, Claudio dedicò la sua vita alla religione, privandosi dei propri beni e donandoli ai più poveri. Diocleziano, a dir poco favorevole alle nozze tra suo figlio Massimiano e Susanna, la nipote di Claudio, fece andare su tutte le furie quest’ultimo che non appoggiò il matrimonio. Proprio a causa di questa opposizione, Diocleziano lo fece arrestare con la sua famiglia, esiliandoli a Ostia. E proprio ad Ostia, furono tutti bruciati vivi e le loro ceneri vennero gettate in mare. Per questo motivo, Ostia è diventata la città di san Claudio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori