“SPARI PISTOLE AD ARIA COMPRESSA CONTRO AFRICANI”/ 2 casi a Forlì, un terzo a Napoli: “allarme razzismo”

Forlì, africani feriti con pistole ad aria compressa: ultime notizie, due casi nel giro di una settimana nel Comune romagnolo, indagano le forze dell’ordine

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Immagine di repertorio (LaPresse)

La denuncia del componente della consulta degli stranieri ha rilevato e richiamato alla mente un caso che solo due giorni fa aveva lasciato sgomenti in quel di Napoli: uno chef, richiedente asilo del Mali, tal Konatè Bouyagui, a 22 anni è stato attaccato da un’auto in corsa che ha all’improvviso in pieno centro di Napoli sparato contro dei piombini con fucile ad aria compressa. Il giovanissimo cuoco era stato così ferito e rimasto a terra per diversi minuti prima di essere soccorso: «Sparavano e ridevano», ha raccontato il ragazzo per fortuna senza gravissime conseguenze dopo l’attacco. «Bouyagui aveva partecipato anche all’ultima edizione di MasterChef Italia. durante una puntata speciale dedicata proprio al tema del cibo come integrazione, occasione di confronto e rinascita in cui i concorrenti dovevano replicare le ricette di cuochi provenienti appunto da diverse parti del mondo in cui la vita è davvero difficile», avevano riportato i colleghi del Secolo XIX. Oggi altri due casi a Forlì in un autentico “allarme” razzismo che non va né aumentato né tantomeno messo in secondo piano.. (agg. di Niccolò Magnani)

SPARI CONTRO AFRICANI: IL DOPPIO CASO DI FORLÌ

Forlì, africani feriti con pistole ad aria compressa: due segnalazioni nel giro di una settimana, sulla vicenda indagano i carabinieri. Come riportato dai colleghi de Il Fatto Quotidiano, il primo episodio risale a venerdì 6 luglio 2018: un ivoriano di trentatre anni è stato affiancato da una autovettura mentre era su una bici in viale Bolognesi ed è stato colpito da un proiettile sparato con una pistola ad aria compressa. Le sue condizioni non sono gravi: riportate alcune ferite all’addome, prognosi di dieci giorni. La seconda triste vicenda risale invece alla notte tra lunedì e martedì, vittima una donna originaria della Nigeria: affiancata da un motorino, è stata ferita ad un piede con un colpo partito sempre da una pistola ad aria compressa. Due segnalazioni che, come vi abbiamo sottolineato, sono finite nel mirino delle forze dell’ordine: investigatori al lavoro per ricostruire le dinamiche ed assicurare alla giustizia i colpevoli.

FORLI’, AFRICANI FERITI CON PISTOLE AD ARIA COMPRESSA

Il portavoce della comunità africana è Gbeu Serge Diomande, intervenuto ai microfoni de Il Resto del Carlino per denunciare i gravi fatti: “Sì, abbiamo paura. Fatti simili non si erano mai verificati a Forlì prima d’ora”. L’ivoriano di ventotto anni ha poi commentato il riferimento all’ipotesi razzista: “Sì, si può chiamare razzismo. Perché si spara ai neri. Si guarda alla pelle, è evidente”. Nei prossimi giorni è prevista una manifestazione di piazza per denunciare i due episodi: “È il momento di far sentire la nostra voce e che la politica parli alla comunità africana. Oppure ci dicano che c’è il coprifuoco e che dopo una certa ora non possiamo più uscire di casa. Bisogna fare qualcosa. Non vorrei che la prossima volta sparassero proiettili veri”. Ricordiamo che Gbeu fa parte della consulta comunale dei cittadini extracomunitari e presidente di Anolf, associazione Nazionale Oltre Le Frontiere, legata alla Cisl.

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