Omicidio Fortuna Loffredo, ergastolo a Raimondo Caputo ‘Titò’/ Ultime notizie: la mamma, “giustizia è fatta”

- Emanuela Longo

Omicidio Fortuna Loffredo, conferma dell’ergastolo per Raimondo Caputo, detto Titò. La terza Corte d’Assise di Appello di Napoli conferma anche i 10 anni di reclusione per Marianna Fiabozzi.

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Fortuna Loffredo, ultime notizie

Ergastolo a Raimondo Caputo, detto Titò, e 10 anni di reclusione per la sua ex compagna Marianna Fiabozzi. La terza Corte d’Assise di Appello di Napoli conferma entrambe le sentenze di primo grado nel processo che vede il primo accusato di aver violentato e ucciso Fortuna Loffredo, la bambina di 6 anni che nel giugno del 2014 fu scaraventata dal terrazzo dell’ottavo piano del palazzo del Parco Verde di Caivano, e di aver abusato delle tre figlie della ex compagna; la seconda invece di essere stata sua complice nelle violenze che Titò riservava alla più piccola delle sue tre bambine, tra l’altro amica di Fortuna. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, dopo la lettura della sentenza da parte dei giudici è scoppiata in lacrime la mamma della povera Fortuna Loffredo, Mimma Guardato, che ha dichiarato:”Ritengo sia stata fatta giustizia, ora mi spetta dare un futuro a gli altri due miei figli”. La madre di Fortuna ha annunciato la sua intenzione di lasciare la Campania “per cambiare vita, per dimenticare questa brutta storia”. (agg. di Dario D’Angelo)

ERGASTOLO A CAPUTO, 10 ANNI PER MARIANNA FIABOZZI

La terza Corte d’Assise di Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo per Raimondo Caputo, detto Titò, l’uomo accusato di aver violentato e ucciso – lanciandola dal terrazzo dell’ottavo piano del palazzo dove abitava nel Parco Verde di Caivano – la piccola Fortuna Loffredo, il 24 giugno 2014. Sentenza dunque che non muta dunque nel secondo grado di giudizio che vedeva Raimondo Caputo imputato insieme alla sua ex convivente Marianna Fabozzi anche con l’accusa di aver abusato delle 3 figlie della sua precedente compagna. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, anche per la donna, accusata di essere complice nelle violenze che Titò infliggeva ai danni della più piccola delle sue tre bambine, amica della piccola Fortuna, l’appello ha confermato la sentenza già emessa nel primo grado di giudizio: dieci anni di reclusione. (agg. di Dario D’Angelo)

ATTESA PER LA SENTENZA

Si chiude oggi, con l’attesa sentenza della Corte di Assise di Appello di Napoli, il processo di secondo grado a carico di Raimondo Caputo detto Titò, accusato dell’omicidio della piccola Fortuna ‘Chicca’ Loffredo. L’uomo era stato condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo in quanto ritenuto il responsabile del delitto della piccola, uccisa dopo essere stata scaraventata dal terrazzo dell’ottavo piano del palazzo dove abitava, al Parco Verde di Caivano, il 24 giugno del 2014. Sono trascorsi poco più di quattro anni da quella morte, caratterizzata da tanta omertà e diverse piste spesso ostacola tenda tentativi di depistaggio messi in atto. Secondo i giudici del primo grado, tuttavia, fu proprio Titò a scaraventare la piccola dopo aver tentato di abusare di lei per l’ennesima volta, in seguito ad un suo rifiuto. Come riferisce Giustizianews24.it, oggi in aula ha preso la parola l’avvocato dell’imputato, Paolino Bonavita, parlando di “complotto” da parte di alcune famiglie del Parco al fine di far risultare colpevole Caputo, mentre a suo dire sarebbe totalmente “innocente”. Oltre all’attesa sentenza di secondo grado a carico dell’uomo, oggi verrà pronunciato anche il verdetto per la sua ex convivente, Marianna Fabozzi. Secondo gli inquirenti la donna fu complice, con il suo silenzio, nelle violenze che lo stesso Titò avrebbe commesso sulle sue figlie. In primo grado la Fabozzi ottenne una condanna a 10 anni di reclusione.

LE PAROLE DELLA MAMMA DI CHICCA

A distanza di un anno dalla sentenza di primo grado per l’omicidio di Fortuna Loffredo, la mamma della piccola Chicca, Mimma Guardato torna in aula e spera di poter nuovamente vedere confermata la stessa pena a Raimondo Caputo. “Mi aspetto che gli venga confermato l’ergastolo, come nel primo processo”, ha detto ai giornalisti prima di entrate nel palazzo di giustizia accompagnata dal padre Vincenzo. La donna, come riferisce Repubblica.it, non ha nascosto la sua disperazione: “Da quando lei non c’è più sono io che ho preso l’ergastolo, loro sono dentro, mangiano, bevono e dormono. Io ho preso ergastolo fuori dal carcere”, ha aggiunto. Nonostante abbia saputo il nome dell’assassino dell’amata figlia, Mimma non può dirsi totalmente serena. “Spero di andare avanti e di riuscire a superare tutto questo, anche se sarà un po’ difficile”, ha ammesso. Mimma ha quindi esposto i suoi prossimi progetti: “Per cambiare vita, per far dimenticare questa brutta storia, vado via dalla Campania”. Nonostante questo, ha detto di portare, inevitabilmente e sempre con sé, la piccola Chicca. A quanto pare Mimma si trasferirà a Mantova portando con sé i suoi due bambini, proprio come avvenne qualche tempo fa, quando si trasferì nella medesima città in cerca di fortuna.

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