Padova, campo estivo choc: “Ragazzini bastonati da animatori”/ Ultime notizie, il Parroco: “Esagerazioni”

- Niccolò Magnani

Padova, denuncia choc al campo estivo: “ragazzini bastonati e maltrattati dagli animatori”. Ultime notizie: ecco cosa è successo, il parroco “solo disguidi, no violenze”

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L'ospedale di Legnano

E’ stato laconico il Parroco di Sant’Antonino a Padova, che interpellato riguardo le percosse ricevute dai ragazzi che hanno partecipato al campo estivo organizzato dalla sua parrocchia, ha parlato semplicemente di “Esagerazioni”, lasciando intendere come i fatti non siano stati così gravi, per quanto meritevoli di approfondimenti. Difficile però contestare il fatto che uno dei ragazzini sia stato addirittura bisognoso di cure mediche dopo le bastonate ricevute nel corso del campo. Maltrattamenti che lasciano ben poco spazio alle giustificazioni, e di cui sicuramente i responsabili del campo estivo dovranno rendere conto in seguito alle denunce ricevute dai genitori. Anche di fronte a un comportamento particolarmente vivace e maleducato dei ragazzi, infatti, appare difficile trovare spiegazioni ad eventuali comportamenti violenti come quelli che sono stati denunciati dalle famiglie. (agg. di Fabio Belli)

GENITORI SCIOCCATI

Pensavano che i loro figli avrebbero trascorso un’esperienza diversa, che si sarebbero divertiti e allo stesso tempo avrebbero iniziato a cogliere il valore di un’esperienza in comunità. E invece i genitori di un gruppo di ragazzini di età compresa tra gli 11 e i 12 anni reduci da un campo scuola in Valdobbiadene organizzato dalla parrocchia di Sant’Antonino, dell’Arcella, quartiere di Padova, si sono trovati dinanzi a dei racconti da incubo. I loro figli sarebbero stati infatti maltrattati e presi a bastonati dagli animatori del campo estivo. Il motivo? Erano troppo maleducati: e allora ecco che loro hanno pensato bene di “raddrizzarli” con quelli che a ragion veduta sono stati definiti “metodi da caserma”. Veri e propri racconti dell’orrore, quelli riportati da Il Gazzettino, secondo cui i ragazzini delle scuole medie sarebbero stati anche percossi con “doghe di legno della rete del letto su gambe e schiena, nella loro stanza di notte”. (agg. di Dario D’Angelo)

PADOVA, RAGAZZINI PRESI A BASTONATE DAGLI ANIMATORI AL CAMPO ESTIVO

Secondo quanto raccontato dal Gazzettino, non tutti i campi estivi oratoriali sono al sicuro dalla follia e pazzia che corre di questi nostri tempi moderni: alcuni genitori hanno accusato gli animatori di un centro estivo nel Padovano di avere maltrattato e preso a bastonate alcuni ragazzini delle scuole medie. Il tutto sarebbe avvenuto nei giorni scorsi presso la parrocchia dell’Arcella, uno dei quartieri più popolosi di Padova: «Fin da subito gli animatori hanno applicato punizioni con metodi da caserma, ma poi sono arrivate addirittura le bastonata», recita la denuncia pubblicata fatta dai genitori di tre 12enni e riportata anche sulle cronache locali del Gazzettino di Padova. Addirittura un ragazzino è stato portato al Pronto Soccorso ed è stato dimesso dopo 4 giorni per una prognosi che parlava di contusioni al dorso e alla gamba destra. La denuncia parla di un animatore ma è chiaro che la Procura ora dovrà stabilire cosa sia realmente successo in quello che da vacanza si sarebbe trasformato in un autentico incubo.

I RACCONTI CHOC

Domenica scorsa, al ritorno dal campo estivo da San Pietro di Barbozza (appena sopra Valdobbiadene, Treviso) gli stessi genitori, sentito il racconto dei figli, sono andati dal parroco Padre Nando Spimpolo per potere avere delle spiegazioni. Il prete ha fatto sapere che «È vero, ci sono stati dei disguidi ma dire che sono stati applicati metodi da caserma e che i ragazzini sono stati maltrattati mi sembra proprio un’esagerazione», ha spiegato il religioso al quotidiano locale. I racconti però fatti sono gravi visto che secondo alcuni del gruppo (fatto da 30 ragazzi, gli altri però al momento non hanno denunciato nulla) i nove animatori 17enni e i 5 adulti avrebbero imposto un “regime” interno durissimo: «Fin dalla prima sera non hanno concesso i cellulari ai ragazzi per poter chiamare casa come punizione per non essersi comportati bene». Il tutto poi è degenerato fino al punto in cui – secondo i racconti dei minorenni ai genitori e alla polizia – «alcuni sono stati picchiati con bastoni e doghe di legno della rete del letto su gambe e schiena, nella loro stanza di notte. Un ragazzino avendo ricevuto una bastonata sulla schiena ha avuto difficoltà a respirare». Ora non resta che capire da indagini approfondite cosa sia successo e perché non tutti hanno denunciato se realmente (e va verificato proprio questo in primis) vi fosse un clima da “carcere” con punizioni corporali gravi.

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