SALVINI, “AQUARIUS NON IN ITALIA”: NO DI MALTA E SPAGNA/ Londra a Toninelli: “Si garantisca porto sicuro”

Aquarius con 141 migranti a bordo, appello ai governi europei affinchè possano indicare un porto sicuro in cui sbarcare. L’allarme delle Ong sulle navi e il rifiuto di Salvini

12.08.2018 - Emanuela Longo
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LaPresse

Sulla questione dei migranti trasportati sull’Aquarius è intervenuto anche il Governo della Gran Bretagna, con il ministro dei Trasporti Toninelli che è stato invitato da Londra a garantire, in caso di necessità, un porto sicuro dove attraccare per la nave che trasporta 141 migranti: “E’ ben noto che la responsabilità di organizzare lo sbarco, nel porto sicuro più vicino, vada assunta dal Centro di coordinamento marittimo dei soccorsi competente,” si legge nella nota arrivata dalla Gran Bretagna: un invito chiaro all’Italia a occuparsi dello sbarco nel caso la nave si trovasse nelle vicinanze di un porto italiano e questa procedura fosse dunque in grado di garantire la sicurezza delle persone a bordo. Oltre alla nota del Foreign Office, il Governo del Regno Unito ha comunque ribadito di essere: “Impegnato per affrontare con i partner europei la sfida dell’immigrazione irregolare.” (agg. di Fabio Belli)

MELONI: “NAVE SEQUESTRATA SE ESISTESSE UE”

Giorgia Meloni seguendo la scia del Governo sul fronte immigrazione, rilancia ancora una volta la sua personale battaglia contro lo sbarco indistinto dei rifugiati sulle nostre coste, ribadita in più occasione con lo slogan “blocco navale nel Mediterraneo”. Sul caso Aquarius la leader di Fratelli d’Italia scrive su Facebook di come la nave Ong anche in questa occasione favorisce «l’immigrazione clandestina e agevola il lavoro degli scafisti e dei trafficanti di esseri umani. Se ci fosse una vera Unione Europea la nave sarebbe già stata sequestrata e il suo equipaggio sarebbe rinchiuso in qualche accogliente prigione europea», scrive durissima la leader FdI. Immediata e consueta la richiesta finale, con la Meloni che ribadisce «basta prese in giro, subito un blocco navale al largo delle coste libiche», per limitare il fenomeno in attesa che l’Ue prenda decisione in merito. Il sindaco di Palermo intanto, di contro, offre la propria disponibilità – seguendo la scia di de Magistris a Napoli e Colau a Barcellona – per l’accoglienza dei 141 migranti sull’Aquarius: «nostre strutture sono pronte ad accogliere coloro che sono a bordo della nave». E il caso dunque rimane tutt’altro che risolto.. (agg. di Niccolò Magnani)

SPAGNA E MALTA NEGANO LO SBARCO

Si prospettano tempi lunghi, come era prevedibile, per la soluzione del nuovo caso di una nave di una Ong che, coil suo carico di migranti, cerca in Europa un porto sicuro per attraccare. Dopo che il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, aveva ricordato che non toccava all’Italia accogliere l’imbarcazione ma alla Gran Bretagna dal momento che batte bandiera di Gibilterra, era arrivato il rilancio del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, che aveva ribadito come la nave Aquarius possa andare dove vuole ma non in Italia: e dall’equipaggio a bordo adesso si fa sapere che non solo Malta ha negato la possibilità di attraccare ma pure la Spagna che, attraverso le autorità cittadine di Barcellona, aveva dato la proprio disponibilità: insomma, l’imbarcazione resta in stand-by e da un tweet apparso poco fa sul profilo Twitter della Ong si legge che “siamo in attesa di un porto sicuro”. Quel porto sicuro che, stando a fonti del Governo citate dal quotidiano El Pais, non può essere il Paese iberico dal momento che non è “quello più vicino per accogliere i 141 migranti a bordo”, stando a quanto stabilisce il diritto internazionale. E, citando un film di Federico Fellini, intanto la nave va. (agg. di R. G. Flore)

SI FA AVANTI BARCELLONA

Mentre il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, si è affrettato a far sapere che la responsabilità di accogliere i 141 migranti a bordo della nave Aquarius è della Gran Bretagna, smorzando sul nascere le polemiche che comunque inevitabilmente rifioriranno attorno a questo nuovo caso, il suo omologo agli Interni, Matteo Salvini, ha tagliato corto spiegando che le navi delle Ong possono andare ovunque ma non in Italia. E così si profila una nuova odissea per l’imbarcazione che intanto ha ricevuto un “no” all’attracco anche da Malta, mentre al momento le ipotesi più credibili sul tavolo restano quelle che portano in Spagna, e più precisamente a Barcellona, mentre in Italia è stato il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, a sfidare ancora una volta apertamente Salvini, spiegando che il porto partenopeo è aperto a tutti. Intanto, proprio la vice sindaca di Barcellona, Laia Ortiz, ha fatto sapere che la città catalana è da sempre a difesa della vita, ma pare che dalla stessa nave Aquarius abbiano fatto sapere che “la Spagna non è il porto più sicuro perché, stando alle leggi internazionali, non è affatto il più vicino al momento”. (agg. di R. G. Flore)

TONINELLI, “GB E’ RESPONSABILE”

Una nuova odissea in mare per l’Aquarius, la nave che in questo momento ha a bordo 141 migranti soccorsi nel Mediterraneo che attendono di essere indirizzati in un porto europeo. Dopo il no di Salvini all’accoglienza nei porti italiani del carico di persone è arrivata anche la dura presa di posizione di Danilo Toninelli, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che in un tweet ha rincarato:”L’Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi”. Intanto l’UE sta tentando di trovare una soluzione comunitaria alla vicenda. Lo ha detto Tove Ernst, una portavoce dell’esecutivo, come riportato dall’Ansa sottolineando che “la Commissione Ue è in contatto con un numero di Stati membri, che ci hanno contattato”, per la suddivisione dei migranti, e quindi i Paesi cui destinarli. “Come abbiamo fatto per casi precedenti, siamo pronti a prestare il nostro pieno sostegno e peso diplomatico, per una rapida soluzione”. (agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI, “NAVE ONG VADA DOVE VUOLE MA NON IN ITALIA”

Il Ministro degli Interni torna ad attaccare le Ong, in particolare Medici senza Frontiere e Sos Mediterranee in merito al nuovo caso Aquarius: questa mattina su Twitter, dopo l’appello rimasto per ora inascoltato della nave con 141 migranti a bordo, Salvini ha attaccato «Nave ONG Aquarius con altri 141 immigrati a bordo: proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra. Può andare dove vuole, non in Italia!». Inevitabili le polemiche, le ennesime, sulla linea “dura” di Matteo Salvini e del Governo gialloverde sul fronte immigrazione: «STOP trafficanti di esseri umani e complici,#portichiusi e #cuoriaperti», conclude il Ministro in un tweet che ha subito fatto aizzare le opposizioni contro il leader leghista. Dallo scorso 12 giugno, quando avvenne la prima crisi con la nave Ong Aquarius – finita poi nel porto di Valencia – il Ministro Salvini ha sempre detto che la Ong MsF non avrebbe mai più ottenuto il permesso di attraccare in un porto italiano. E così, per ora, avviene.. (agg. di Niccolò Magnani) 

MIGRANTI RIFIUTANO SOCCORSO ONG

Dopo l’appello di ieri, la nave Aquarius con a bordo 141 immigrati sta proseguendo il suo viaggio verso Nord, in attesa di ricevere risposte da parte dei governi europei ai quali ha chiesto un porto di sbarco. Da Malta è già arrivato un secco “no” mentre l’Italia resta in silenzio sebbene lo scorso giugno il ministro Salvini abbia già chiarito la sua posizione confermando la chiusura dei porti italiani. E se anche le altre navi mercantili si sono rifiutate di prestare soccorso per disparati motivi, ora sono anche gli stessi immigrati a rifiutare di essere tratti in salvo dalla nave Ong, ritenendo più sicuro sbarcare a Lampedusa. E’ quanto riporta oggi Repubblica.it che spiega come nove uomini e due ragazzini, individuati ieri pomeriggio dalla Aquarius, ai soccorritori della nave umanitaria che li invitavano a salire avrebbero risposto: “No grazie, andiamo a Lampedusa”. Da bordo hanno così distribuito i salvagente di cui erano sprovvisti, acqua e cibo e poi li hanno lasciati andare. Evidentemente anche in Tunisia sanno che raggiungere Lampedusa garantisce maggiori possibilità di proseguire il viaggio rispetto alla nave Ong. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SOCCORSI IGNORATI, NAVE VERSO L’EUROPA

L’appello ai governi Ue da parte della nave Aquarius sembra essere passato al momento inascoltato. L’imbarcazione con a bordo 141 migranti tratti in salvo nei giorni scorsi in due differenti operazioni di soccorso si dirige verso l’Europa in attesa di un porto sicuro nel quale sbarcare. Gli stessi migranti hanno denunciato alle Ong di essere stati ignorati da altre navi che sono passate dritte proprio davanti ai loro barconi sovraffollati ed in difficoltà e questo ha denotato l’atteggiamento attuale in riferimento alla situazione in atto. Stando a quanto riporta da Giornale di Sicilia, appare esclusa l’ipotesi che la Aquarius con a bordo migranti per il 70% provenienti da Somalia e Eritrea possa attraccare in Italia, dal momento che lo stesso ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha già fatto sapere che “non vedrà mai un porto italiano”. Dopo il “no” della Libia, intanto, la nave si sta dirigendo verso Nord per richiedere il luogo di sbarco più vicino ad un altro Centro di Coordinamento. A tal proposito, Vimard, coordinatore di Msf ha commentato: “I governi europei hanno fatto tutto il possibile per sostenere il Centro di Coordinamento dei Soccorsi libico, tuttavia gli eventi mostrano che non hanno assolutamente la capacità di coordinare un salvataggio”. A sua detta però “un soccorso non è completo fino a quando non avviene lo sbarco in un luogo sicuro”. Cosa attualmente non ancora accaduta. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SOCCORSO INCOMPLETO IN LIBIA

Da parte di Medici Senza Frontiere arrivano dichiarazioni che rappresentano il punto della situazione sulla vicenda Aquarius. Con una certezza: non è la Libia che può aiutare le navi che soccorrono i migranti, vista la mancanza di mezzi e di organizzazione. Lo sottolinea il coordinatore di MSF a bordo di Aquarius, Aloys Vimard: “I governi europei hanno fatto tutto il possibile per sostenere il Centro di soccorso libico, tuttavia gli eventi di venerdì mostrano che non hanno assolutamente la capacità di coordinare un salvataggio. Un soccorso non è completo fino a quando non avviene lo sbarco in un luogo sicuro. Il Centro di Coordinamento dei Soccorsi Libico ci ha chiaramente detto che non ce lo avrebbe assegnato. Inoltre non ha informato l’Aquarius delle imbarcazioni in pericolo di cui era a conoscenza, nonostante noi fossimo nelle vicinanze e avessimo offerto la nostra assistenza. Siamo stati fortunati ad aver avvistato noi stessi queste barche in pericolo.” (agg. di Fabio Belli)

ONG: “NAVI NON AIUTANO PIU’ BARCONI”

Quanto sta accadendo in ambito immigrazione, denunciato oggi dalle Ong Medici senza Frontiere e Sos Mediterraneè che gestiscono la nave Aquarius, si può definire una vittoria per Matteo Salvini. Dallo scorso venerdì sull’imbarcazione al centro del braccio di ferro nelle scorse settimane proprio con il ministro dell’Interno, sono presenti 141 immigrati tratti in salvo in due differenti operazioni di soccorso compiute su altrettante imbarcazioni di fortuna. Dai racconti degli stessi immigrati è però emerso un dettaglio che ha sollevato un vero e proprio allarme da parte delle due Ong: in cinque occasioni sarebbero passate delle navi mercantili che però non avrebbero prestato alcun aiuto ai due barconi carichi di immigrati in difficoltà. “Le navi potrebbero non essere più disposte a rispondere a coloro che sono in difficoltà a causa dell’alto rischio di rimanere bloccate e vedersi negare un porto sicuro”, ha spiegato un portavoce di Msf. A tal fine è stato chiesto ai governi europei l’assegnazione di un porto sicuro di sbarco, il più possibile vicino alla nave Aquarius ma al momento non sarebbe ancora giunta alcuna risposta certa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

NON ARRIVA NESSUNA DISPONIBILITÀ

Aquarius, la nave di Sos Méditerranée e Medici senza Frontiere (MSF), chiede all’Europa «con urgenza il luogo più sicuro e più vicino, come previsto dal diritto marittimo internazionale», per sbarcare. Venerdì a largo delle coste libiche ha salvato 141 migranti. Finora però non ha ricevuto alcuna conferma. «In questo momento stiamo seguendo le istruzioni del Centro di Coordinamento Congiunto di Soccorso libico e contatteremo debitamente altri Centri di coordinamento per un posto sicuro dove sbarcare le persone soccorse che abbiamo a bordo», ha dichiarato Nick Romaniuk, coordinatore dei soccorsi per Sos Mediterranee. «Ciò che è di massima importanza – aggiunge – è che i superstiti siano portati senza ritardi in un luogo sicuro di sbarco, dove si possa rispondere ai loro bisogni di base e dove possano essere protetti dagli abusi». La linea del governo italiano è nota: Salvini nei giorni scorsi ha ribadito che Aquarius non vedrà mai i porti italiani. Ma nessuna disponibilità è arrivata da altri stati europei, dunque la nave continua a compiere le proprie operazioni di search and rescue con a bordo 141 migranti. (agg. di Silvana Palazzo)

NAVE AQUARIUS: “UE CI INDICHI PORTO SICURO”

Da due giorni, 141 migranti si trovano in mare a bordo della nave Aquarius, l’imbarcazione di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere la quale, oggi, si è rivolta ai governi europei chiedendo che venga assegnato “un luogo sicuro più vicino possibile, in conformità con il diritto internazionale marittimo”. La speranza è che le persone a bordo possano presto sbarcare ed ottenere adeguata assistenza umanitaria. E’ la stessa pagina Twitter di MsF a far sapere che le persone attualmente a bordo sono in condizioni stabili “ma molti sono estremamente deboli e denutriti”. Da qui la necessità di un intervento immediato. I 141 migranti a bordo dell’imbarcazione spesso protagonista nelle ultime settimane, sono stati tratti in salvo in due distinte operazioni lo scorso venerdì. L’Aquarius, come spiega Repubblica.it, in mattinata aveva messo in salvo 25 persone trovate alla deriva su una piccola barca di legno sprovvista di motore, dopo essere rimaste in mare per 35 ore. Successivamente su una seconda barca di legno erano ammassate altre 116 persone, tra cui 67 minori non accompagnati. La maggior parte dei migranti arrivavano dalla Somalia o dall’Eritrea. Secondo i racconti di alcuni, erano stati detenuti in Libia in condizioni disumane. L’imbarcazione era tornata ad operare nel Mediterraneo dallo scorso primo agosto.

ALLARME ONG: NAVI NON SOCCORRONO PIÙ BARCONI

I 141 migranti tratti in salvo nei giorni scorsi dalla nave Aquarius, come riporta Il Secolo XIX hanno raccontato che almeno 5 navi transitate a vista dalle loro barche hanno proseguito dritto senza prestare alcun soccorso. A riferirlo è stato Aloys Vimard, coordinatore di Msf a bordo di Aquarius che ha ribadito: “Le persone salvate a bordo hanno dichiarato ai nostri team di aver incrociato cinque diverse navi che non hanno offerto loro alcuna assistenza, prima di essere soccorse dall’Aquarius”. A sua detta sarebbe a rischio il “principio stesso di fornire assistenza alle persone in pericolo in mare”. Probabilmente proprio per via dell’alto rischio di rimanere bloccate o di vedersi negare un luogo sicuro di sbarco, avrebbero preferito proseguire per la propria strada ignorando le imbarcazioni in pericolo. “Le politiche che mirano a impedire a tutti i costi alle persone di raggiungere l’Europa si traducono in maggiori sofferenze e anche in viaggi più rischiosi per persone che sono già molto vulnerabili “, ha aggiunto Vimard secondo il quale il centro di coordinamento libico non avrebbe informato l’Aquarius della presenza di imbarcazioni in pericolo di cui era invece a conoscenza sebbene la nave fosse nelle vicinanze e pronta a soccorrere.

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