Castel Volturno, sesso in cambio di licenze: 6 arresti/ Coinvolti dipendenti comunali e comandante vigili

Castel Volturno, sesso in cambio di licenze: 6 arresti. Coinvolti dipendenti comunali, comandante e maresciallo dei vigili. Le ultime notizie sull’inchiesta

11.01.2019 - Silvana Palazzo
'ndrangheta
Una volante dei Carabinieri (Pixabay, 2018)

Sesso in Comune in cambio di licenze edilizie: è quanto emerso a Castel Volturno grazie all’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. L’ufficio comunale era usato come alcova per prestazioni sessuali, “contropartite” per il rilascio di autorizzazioni amministrative e permessi a costruire. per questo sei persone sono finite agli arresti, tra cui il dirigente dell’Utc del Comune di Castel Volturno Carmine Noviello e il dipendente Antonio Di Bona. Il primo è considerato, come riportato dal Corriere della Sera, il regista di un «consolidato sistema corruttivo» che per anni avrebbe caratterizzato la prassi amministrativa del comune. Noviello e Di Bona, finiti oggi in carcere, avrebbero ottenuto sistematicamente soldi e favori per rilasciare atti e permessi. Il secondo in particolare si è fatto pagare “in natura”, anche in Comune, da persone che chiedevo il suo intervenuto per vicende edilizie. Al momento non risulterebbe tra gli indagati il sindaco Dimitri Russo. «Stiamo facendo altre verifiche sull’attuale vertice dell’amministrazione», ha fatto sapere il procuratore.

CASTEL VOLTURNO, SESSO IN CAMBIO DI LICENZE: 6 ARRESTI

L’indagine è partita nel 2016 sulla base di una denuncia di un cittadino di Castel Volturno che aveva chiesto un’autorizzazione sismica per un complesso residenziale. Così si è scoperto che Noviello e Di Bona si servivano di un professionista privato, Giuseppe Verazzo, anche lui arrestato. Complici anche i vigili urbani, il Comandante Luigi Cassandra e il maresciallo Francesco Morrone, finiti ai domiciliari con il tecnico comunale Giuseppe Russo. I due vigili avrebbero omesso di procedere ai sequestri quando emergevano illegittimità edilizie inviando false comunicazioni all’autorità giudiziaria. Non rispondo di corruzione, ma solo di abuso di ufficio e falso in atto pubblico, come riportato dal Corriere della Sera. Il Gip ha disposto il divieto di dimora per il dirigente dell’Imat, accademia di formazione del personale marittimo, Rosario Trapanese. Nel mirino anche la costruzione di un simulatore che avrebbe occupato una volumetria superiore a quella consentita. Per la Procura, riporta il quotidiano, Trapanese non avrebbe pagato neppure gli oneri concessori di oltre 150mila euro, offrendo in cambio a Noviello stufe per l’ufficio comunale, prodotti ittici e interessandosi del viaggio di nozze in crociera della figlia di Noviello.



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