PATTO RENZI-GRILLO/ Sui vaccini, perché difendere la scienza diventa una notizia?

- Paola Binetti

Clamoroso cambio di direzione di Beppe Grillo, che insieme a Matteo Renzi sottoscrive il Patto trasversale per la scienza (e pro vaccini) di Burioni e Silvestri

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Vaccini (LaPresse)

L’Appello proposto da Roberto Burioni e da Guido Silvestri sul valore della scienza è stato sottoscritto anche da Matteo Renzi e Beppe Grillo. E questa è diventata la notizia del giorno. Non avrebbe potuto essere diversamente, se si tiene conto che il confronto tra NoVax e ProVax aveva assunto negli ultimi mesi il valore di una lotta politica prima ancora che scientifica. Il Movimento 5 Stelle, ostinatamente schierato sul fronte dei NoVax, di cui aveva fatto un obiettivo chiave in campagna elettorale, aveva obbligato Giulia Grillo, nel momento in cui è diventata ministro della Salute, a fare una serie di capriole nel tentativo di difendere contemporaneamente il suo nuovo ruolo e l’indifendibile tesi del M5s, ostile ai vaccini, colpevoli di una serie di patologie, autismo incluso.

Di questa campagna antiVax, tanto aggressiva e violenta, quanto sprovvista di fondamento scientifico, aveva fatto ripetutamente le spese soprattutto Roberto Burioni, professore ordinario all’Università San Raffaele di Milano, responsabile di un laboratorio di ricerca immunologica avanzata. Autore nell’ottobre 2016 del saggio Il vaccino non è un’opinione, scritto proprio per smontare la tesi antivacciniste, confermate poi nell’ottobre 2017 con il libro La congiura dei Somari. Perché la scienza non può essere democratica.

Ed è proprio da quest’ultima ipotesi che Burioni è ripartito per lanciare il suo Manifesto: La scienza non è democratica e non è riducibile ad opinioni senza fondamento; non trae la sua forza dagli slogan, più o meno accattivante di questo o quel comunicatore, ma dalla oggettività dei risultati che il metodo scientifico permette di raccogliere. Anche la scienza però ha bisogno di testimonial credibili, accattivanti, a volte sorprendenti e questo è stato il colpo di genio di Roberto Burioni: arruolare tra i sostenitori del suo Manifesto anche Matteo Renzi e Beppe Grillo. Persone agli antipodi tra di loro, ma capaci di monopolizzare l’opinione pubblica con la vivacità delle loro posizioni e delle loro contrapposizioni. Burioni ha sfidato i suoi competitor in casa loro ed ha vinto alla grande!

Oggi fanno notizia non tanto le 5 affermazioni chiave del Manifesto, tra cui: Mi impegno a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudo-medicina che mettono a repentaglio la salute pubblica (punto 2); Mi impegno a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudo-scienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica (punto 3); Mi impegno ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità (punto 4); Mi impegno affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base (punto 5). Oggi fa notizia che questo Manifesto lo abbia firmato Grillo e il grande rivale politico del M5s: Matteo Renzi. Diventa plausibile perfino una possibile alleanza tra di loro….

Per penetrare dentro l’universo pentastellato e vincerne, almeno in parte le resistenze, Burioni ha cercato nel mondo scientifico internazionale una singolare figura di scienziato: Guido Silvestri, immunologo di chiara fama alla Emory University e consulente in tempi non sospetti del M5s. Colui che era riuscito a far dire al ministro Grillo che non era contraria ai vaccini, ma solo alla loro obbligatorietà, imposta come un sopruso alla dignità educativa genitoriale. L’alleanza tra Burioni e Silvestri acquista una forte valenza strategica, a tal punto che Beppe Grillo giustifica il suo voltafaccia sui vaccini, scrivendo in un PS del suo blog: “Ho ricevuto il presente appello dal Professor Guido Silvestri. Non conosco il Professor Roberto Burioni”. E, citando Levi Strauss aggiunge: “Nella scienza non si crede: o si capisce oppure non si capisce”. Ed evidentemente questa volta anche Grillo ha capito! Tanto che aggiunge: “Condivido con voi il Patto Trasversale per la Scienza, perché il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politici e/o elettorali”.

Posizione inedita, per lui, ma non estranea al sentire di molti colleghi del M5s, presenti in XII Commissione in Senato, a cominciare dal presidente, PierPaolo Sileri, che ovviamente si è subito rallegrato sia del Manifesto Burioni che della condivisione di Beppe Grillo. Sileri ha definito la firma del documento “una bellissima notizia”. E ha aggiunto: “Ci sarà qualcuno che dissentirà, ma quello che dobbiamo cercare è la verità. Il dissenso nato nella popolazione deriva dal fatto che non hanno avuto le giuste risposte. Sarà nostro compito dare risposte giuste e credibili”. Ben detto, presidente! Peccato però che molte delle risposte che lei definisce non giuste fossero state date da tanti sostenitori dello stesso M5s, per cui ora noi, i Pro-Vax della prima ora, ci rallegriamo che si voglia rettificare la campagna di Fakenews che ha riempito i media fino a poche settimane fa. Spesso con accenti violenti contro testimonial eccezionali come lo stesso Roberto Burioni. Ma soprattutto ci attendiamo che il Governo ora prenda le giuste decisioni per rendere operative le affermazioni contenute nell’articolo 3 del Manifesto. Solo pochi giorni fa Walter Ricciardi, dando in anticipo le dimissioni da presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, aveva affermato in una intervista al Corriere: “Lascio l’Istituto Superiore di Sanità: il governo ha posizioni antiscientifiche”.

Non c’è dubbio che questa volta Roberto Burioni ha decisamente fatto centro, sul piano scientifico e su quello politico, su quello umano e su quello comunicativo. E’ andato oltre il pur indispensabile rigore scientifico, ed ha contribuito a creare una importante svolta democratica anche per la scienza. E’ la svolta che si chiama educazione scientifica e in alcuni casi educazione sanitaria, entrambe rivolte ad una popolazione sempre più ampia e consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri. Persone che si rendono conto, sempre di più e sempre meglio, di cosa significhi parlare di consenso informato e di responsabilità morale, oltre che scientifica, quando si ha il compito di dare informazioni. E’ la sfida contenuta nell’articolo 4 del Manifesto. Il Manifesto ha anche un quinto articolo, di rilevante interesse nazionale, che riguarda la ricerca scientifica e i finanziamenti indispensabili per sostenerla. Allora torna di estrema attualità la domanda posta al ministro Grillo dalla presidente di Uniamo, Tommasina Iorno: “Ministro, le Malattie Rare sono ancora una priorità?”. A giudicare dai fatti, dagli emendamenti bocciati, dal rifiuto di sostenere i farmaci orfani, sembrerebbe proprio di no! Ma chissà che al prendere sul serio l’intero Manifesto, anche il ministro Giulia Grillo oggi non cambi idea, come il suo omonimo Beppe Grillo, che proprio per questo oggi ha meritato la prima pagina su tutti i media: solo per aver cambiato di idea…

È paradossale che nel 2019 l’adesione a un appello sull’importanza della scienza diventi una notizia? È incredibile, ma questo è il mondo in cui viviamo.

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