FORMICHE AL SAN GIOVANNI BOSCO DI NAPOLI/ Non solo insetti, crolla anche il soffitto in sala parto

- Silvana Palazzo

Formiche al San Giovanni Bosco di Napoli/ Il direttore Asl denuncia: “Comparse dopo nuovo appalto per impresa pulizie”

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Napoli, formiche in ospedale

Non solo le formiche: all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, la struttura sanitaria finita al centro delle polemiche per i molteplici avvistamenti di insetti ripetutisi periodicamente, adesso si aggiunge un nuovo problema di natura strutturale. A denunciarlo è ancora una volta il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, già in primissima linea nella vicenda delle formiche. Ieri infatti sono crollati dei pezzi di soffitto della sala parto, pezzi di calcinacci venuti giù che avrebbero potuto provocare dei danni gravissimi per i medici stessi ma in particolare per le pazienti che utilizzano quella stanza per mettere al mondo dei bambini e dovrebbero essere messe nelle migliori condizioni per farlo. Dunque un nuovo fronte si apre rispetto al San Giovanni Bosco e alla sua idoneità come struttura: chi di dovere interverrà per tempo? (agg. di Dario D’Angelo)

FORLENZA, “SABOTAGGIO”

Ancora formiche all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, e il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, ribadisce il proprio pensiero: “E’ stato sabotaggio”. Intervistato dai microfoni di Rai Uno, durante il programma Storie Italiane, Forlenza ha sottolineato come qualcuno stia remando contro la stessa struttura ospedaliera: «Ho sempre usato due termini – spiega – situazione anomala e sospetta: anomala perché il periodo invernale non prevede la presenza di formiche, sospetta perché ricompaiano sempre ogni 6/7 giorni. Oggi uso il termine sabotaggio perché abbiamo la prova», raccontando poi la questione delle tubature manomesse con lenzuola e pannoloni. Forlenza ha aggiunto che tali continui episodi di degrado presso il San Giovanni Bosco sarebbero iniziati da quando è stato indetto l’appalto per la nuova azienda che si occupa della pulizia della struttura ospedaliera, visto che quella precedente, in carica dal 2004, è considerata vicina alla camorra (fino a prova contraria): solamente un caso o le due situazioni sono strettamente collegate? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ANCORA FORMICHE AL SAN GIOVANNI BOSCO DI NAPOLI

Nuovo avvistamento di formiche all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, ma questa vicenda potrebbe rientrare in un piano di sabotaggio. Lo sostiene Mario Forlenza, direttore generale dell’Asl Napoli 1, che ha presentato una denuncia ai carabinieri per «numerosi episodi di sabotaggio alle condotte fecali dell’area del Pronto Soccorso» dell’ospedale sopracitato. Per Forlenza dunque potrebbe essere in atto un’opera di sabotaggio, possibile «prova di un disegno collegato con la vicenda delle formiche». E questo perché «l’intento era far allagare il pronto soccorso di acqua putrida proprio mentre era in corso la ispezione della Commissione del ministero, con lo scandalo mediatico che ne sarebbe derivato a livello nazionale». Il riferimento del direttore generale dell’Asl Napoli 1 è all’ispezione che è stata condotta giovedì scorso dopo i ripetuti casi di reparti invasi da formiche. Una cosa è certa e la chiarisce Forlenza: la situazione «non è più tollerabile». Per questo non si esclude «l’ipotesi della necessità della riduzione della attività ospedaliera con chiusura parziale o totale di interi reparti con trasferimento dei pazienti in altre strutture ospedaliere per consentire una totale e definitiva bonifica».

NAPOLI, FORMICHE IN OSPEDALE: REPARTI A RISCHIO CHIUSURA

L’ipotesi della chiusura di alcuni reparti dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli arriva dopo «l‘ennesimo episodio, nella giornata di ieri domenica 13 gennaio, della presenza di formiche, nel reparto di Chirurgia donne». Il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Mario Forlenza ha affermato di aver «acquisito una prima relazione sulle iniziative della commissione d’accesso e indagine sul fenomeno della presenza di formiche» e di ritenere «la situazione grottesca e non più tollerabile». Quindi, ha convocato per mercoledì 16 gennaio alle ore 9 l’intera Commissione d’indagine, insieme ai direttori sanitari di presidio e aziendale, nonché il direttore Dipartimento Ospedaliero Aziendale, «per fare il punto della situazione non escludendosi l’ipotesi della necessità della riduzione della attività ospedaliera con chiusura parziale o totale di interi reparti con trasferimento dei pazienti in altre strutture ospedaliere per consentire una totale e definitiva bonifica».

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