GUINZAGLIO ALLA COMPAGNA: VOLEVA LASCIARLO/ Ultime notizie, choc a Napoli: il racconto horror della donna

Guinzaglio alla compagna: voleva lasciarlo. Ultime notizie, choc a Napoli: il racconto horror della donna “Diceva che ero di sua proprietà”

02.01.2019, agg. il 03.01.2019 alle 08:34 - Davide Giancristofaro Alberti
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Una volante dei Carabinieri (Pixabay, 2018)

Nuovi raccapriccianti dettagli in merito al fatto gravissimo avvenuto ieri a Napoli, dove una donna è stata trascinata dal suo compagno con un guinzaglio in mezzo alla gente. Oggi il Corriere della Sera ha scritto che vittima e aguzzino erano entrambi originari dello Sri Lanka e tutti e due erano coetanei, 37 anni. All’inizio il loro rapporto andava a gonfie vele, con l’uomo che aveva aiutato la fidanzata ad inserirsi in Italia. Poi ad un certo punto è scattata la follia, una gelosia accecante che ha trasformato la vita della ragazza da idilliaca ad un film dell’orrore. «Non ne potevo più – ha raccontato subito dopo il dramma vissuto – dalle offese era passato alle mani. Mi prendeva a schiaffi ogni volta che aprivo bocca. Era geloso e possessivo». Sabato scorso, 29 dicembre, la donna ha così deciso di farla finita, prendendo tutte le sue cose e andandosene di casa. Peccato però che l’orco con cui conviveva non gliel’ha permesso: «Diceva che ero di sua proprietà». Ha quindi iniziato a picchiarla e non contento le ha legato il collare del cane al collo trascinandola giù per i gradoni di Chiaia, centralissimo quartiere di Napoli: «Voleva evitare che provassi a scappare quando sarei rinvenuta». Fermato dalla polizia, dopo che la folla ha tentato di linciarlo, si è giustificato così, mentendo: «Ma io non le ho fatto nulla, l’ho presa a schiaffi per farla riprendere dallo choc. Le ho salvato la vita già cinque anni fa accogliendola a casa nonostante aspettasse un bambino da un altro uomo». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUINZAGLIO ALLA COMPAGNA: NUOVI DETTAGLI

E’ una donna dello Sri Lanka, di nome Stella, la protagonista della triste vicenda avvenuta a Chiaia, a Napoli, in cui il compagno, anch’egli srilankese, l’ha costretta ad andare in giro al guinzaglio in strada, culmine di atti di gelosia e violenza che andavano avanti da molto tempo. Questo il drammatico racconto della donna: “Ho avuto paura che per me fosse veramente finita e questo mi ha dato la forza di denunciare. Si innervosiva anche se salutavo un amico o un’amica e controllava sempre i miei spostamenti nonostante facessi una vita ritirata, casa e lavoro, c’era sempre qualche ragione per arrabbiarsi con me. Si è messo a piangere e si è mostrato dispiaciuto ma ero decisa a lasciarlo perché non riuscivo più a vivere nella paura, quindi ha strappato il collare del mio cane, che amo moltissimo e stavo portando via. Me l’ha infilato al collo trascinandomi per tutti i gradoni di Chiaia finché i miei occhi si sono chiusi, ricordo solo le urla della gente che inveiva contro di lui, poi sono svenuta.” (agg. di Fabio Belli)

DURO COMMENTO DEL MINISTRO BONGIORNO

Reazione forte anche da parte del ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, la quale in una nota si è espressa sul caso dell’uomo che, in provincia di Napoli, ha messo il guinzaglio alla compagna intenzionata a lasciarlo, dopo averla aggredita e successivamente umiliata. A riportare le sue parole, il portale online Cronache della Campania. “Ancora una volta registriamo un grave e intollerabile episodio di cronaca, con una donna vittima di violenze da parte del suo partner”, ha esordito la Bongiorno. “Oggi a Napoli un farabutto – non mi viene in mente altra parola che possa ben descrivere un uomo capace di un simile gesto – ha umiliano la sua compagna, che voleva interrompere la loro relazione, e dopo averla picchiata le ha addirittura messo al collo il guinzaglio del cane”, ha proseguito il ministro, ripercorrendo le tappe dell’assurda quanto incredibile vicenda di violenza. A sua detta, l’uomo, poi condannato per direttissima, avrebbe così trattato la compagna “alla stregua di un animale, negandole la dignità di donna”. Per il ministro il nuovo anno sarebbe dunque partito con il piede sbagliato, esattamente così come si era concluso il precedente. “Il governo si sta impegnando con forza e determinazione su questi temi, abbiamo recentemente approvato il ddl ‘Codice Rosso’, e tanto faremo ancora per le donne e contro la violenza”, ha aggiunto, ribadendo che non si deve per nessuna ragione al mondo abbassare la guardia. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ASSESSORE CLEMENTE “MESCHINA VIOLENZA”

Il caso che ha visto vittima una donna del Napoletano, messa al guinzaglio dal compagno violento dopo la sua decisione di lasciarlo, ha scatenato varie reazioni. A commentare la notizia, come riferisce l’agenzia giornalistica Il Velino, è stato anche l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, Alessandra Clemente che ha asserito: “Desidero rivolgere il plauso agli Agenti della Polizia Locale intervenuti, in questo caso, coordinati dal capitano De Martino, con grande professionalità e tempismo in una drammatica quanto meschina violenza a danno di una donna indifesa”. Per Clemente si è trattato di un episodio “che ci fa sentire tutte e tutti colpiti e che testimonia quanto siano diffuse, le violenze che un uomo può infliggere ad una donna”. A sua detta, il fatto che ciò sia avvenuto per strada ha permesso un intervento repentino delle forze dell’ordine. Quindi ha ribadito l’importanza per tutte le persone in difficoltà di conoscere “l’esistenza della “Stanza dell’Ascolto”, del Corpo della Polizia Locale di Napoli, presso la sede dell’Unità Operativa Tutela Minori ed Emergenze Sociali, che come Amministrazione Comunale abbiamo potenziato e dotato delle più moderne tecnologie per un “ascolto protetto”, in via Alessandro Poerio 21”, ha chiosato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

UOMO CONDANNATO: HA RISCHIATO IL LINCIAGGIO

Una indicibile storia di violenza, quella che arriva dalla provincia di Napoli, dove una donna è stata prima picchiata per poi essere umiliata dall’uomo che aveva intenzione di lasciare e che l’avrebbe trascinata in strada con un guinzaglio del cane al collo. Ad evitare il peggio è stato l’intervento dei passanti che si sono trovati di fronte alla scena choc e che hanno fortunatamente deciso di allertare subito le forze dell’ordine. L’aggressore ha tentato di difendersi nonostante fosse abbastanza evidente ciò che stava accadendo ma secondo quanto reso noto da Affatitaliani.it, dopo aver affidato la donna alle cure mediche, gli agenti intervenuti sul posto hanno trascinato via l’uomo che nel frattempo stava rischiando il linciaggio da parte dei passanti in preda all’ira. Per questo lo hanno portato prima in un locale pubblico e poi condotto nei loro uffici per l’identificazione. Ai vigili urbani, intanto, la vittima ha raccontato che quella reazione violenta non era la prima compiuta dall’uomo nei suoi confronti che, già in passato e spinto dalla gelosia, aveva reagito in modo simile. L’aggressore è stato condannato per direttissima a 1 anno e 4 mesi oltre alla applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ARRESTATO: PENA DI 1 ANNO SOSPESA

È stato condannato per direttissima l’uomo autore del violento e umiliante gesto, ma intanto monta la polemica a Gradoni di Chiaia (Napoli) sia per l’esiguità della pena che per la gravità dell’episodio in sé: il tribunale ha infatti inflitto una pena di un anno e 4 mesi di reclusione all’uomo che aveva legato un guinzaglio al collo della sua compagna che voleva lasciarlo, trascinandola poi in strada fino a farla svenire e colpendola con pugni e schiaffi, prima di essere arrestato dagli agenti della polizia locale. Infatti, al momento la pena è sospesa, ma resta l’indignazione dato che all’interno della coppia si ripetevano da tempo le violenze nei confronti della donna a causa di ripetute scenate di gelosia, alla base della decisione di quest’ultima di troncare la loro relazione. Oltre alla pena, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento a casa della sua ex compagna ma ora si attende la reazione della comunità di Chiaia che aveva già cercato di linciare il diretto interessato al momento del suo arresto. (agg. di R. G. Flore)

CHOC A CHIAIA, DONNA AL GUINZAGLIO

Un uomo ha messo il guinzaglio alla propria compagna perché non voleva essere lasciato. L’episodio di violenza si è verificato negli scorsi giorni in quel di Napoli, precisamente a Gradoni di Chiaia, quartiere centralissimo del capoluogo campano. Ad avvisare le forze dell’ordine che qualcosa non andava come doveva, alcuni passanti, che si sono appunto accorti della donna maltrattata e con un collare al collo. Una volta intervenuti gli agenti della polizia municipale di Napoli, questi hanno provveduto all’identificazione dell’aggressore, portandolo prima in un locale pubblico e poi negli uffici della polizia municipale. L’intervento delle forze dell’ordine è stata una manna dal cielo per lo stesso uomo, visto che una folla inferocita era pronta a linciarlo dopo aver visto come trattava la sua compagna.

NAPOLI, GUINZAGLIO AL COLLO DELLA COMPAGNA

Nel frattempo erano stati allertati i soccorsi che hanno fornito le prime cure sul posto alla povera vittima, che nel frattempo era svenuta, e l’hanno poi ricoverata presso l’ospedale Cardarelli per tutti gli esami del caso. Stando a quanto spiegato dalla stessa donna, come scrive l’edizione online del quotidiano Il Messaggero, il suo compagno l’aveva strattonata e poi presa a pugni e schiaffi quando gli aveva detto che voleva andarsene di casa assieme al cane. L’aggressore è andato su tutte le furie, ha tolto il cane dal guinzaglio e l’ha stretto attorno al collo della compagna, trascinandola lungo i Gradoni di Chiaia fino a che la stessa non è svenuta per la mancanza d’aria. La donna ha riportato numerosi traumi per via dell’aggressione subita e la sua prognosi è risultata essere di 21 giorni. L’uomo, una volta fermato, si è difeso negando ogni responsabilità e dicendo che la ragazza era svenuta per la mancanza di ferro, ma ovviamente gli inquirenti non gli hanno creduto visti anche i moltissimi testimoni, e il pm di turno ne ha disposto l’arresto: dopo il processo per direttissima è stato condannato a un anno e 4 mesi di detenzione, oltre al divieto di avvicinamento alla vittima.

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