Treviso, ubriaco al volante: assolto/ Patente restituita: “Guidava piano e…”

- Silvana Palazzo

Treviso, ubriaco al volante: assolto in appello, Cassazione rende definitiva sentenza. E la patente è stata restituita perché “guidava piano e…”

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Treviso, ubriaco al volante: assolto - Foto La Presse

Quando è stato fermato dai poliziotti era ubriaco. Per questo gli agenti lo hanno multato e gli hanno ritirato la patente. Tutto normale, secondo la prassi? Non proprio, perché i giudici hanno graziato l’automobilista. Quando i poliziotti lo hanno beccato ubriaco al volante, stava procedendo a bassa velocità. Incredibile ma vera questa storia che arriva da Spresiano, in provincia di Treviso, e che è raccontata da Il Giornale. Il protagonista è un 33enne che era stato sottoposto alla prova del palloncino prima di essere multato e di veder ritirata la sua patente. Ma l’uomo è stato assolto in appello nonostante sia stato pizzicato con un tasso alcolemico pari a 1,10 g/l che corrisponde a più del doppio del limite consentito, che è 0,5 g/l per chi non è neo-patentato. Il cittadino veneto in primo grado era stato condannato a 20 giorni di arresto, con mille euro di mula e 8 mesi senza patente.

TREVISO, UBRIACO AL VOLANTE: ASSOLTO E PATENTE RESTITUITA

La “grazia” inaspettata è arrivata per «tenuità del reato». L’uomo stava guidando piano, non aveva causato alcun incidente e non ha litigato con le forze dell’ordine che lo hanno fermato in strada, anzi si è mostrato molto collaborativo con loro. Per queste ragioni è arrivata l’assoluzione in appello. I fatti sono stati ricostruiti dalla Tribuna di Treviso e risalgono al maggio del 2016. Il conducente ubriaco al volante era stato condannato in primo gradi a venti giorni di carcere, ma ha presentato ricorso alla Corte d’appello di Venezia che lo ha accolto. Nonostante un precedente analogo, il giudice ha applicato il principio della non punibilità per “particolare tenuità” previsto dall’articolo 131 bis del Codice penale. La Procura generale aveva poi fatto ricorso in Cassazione. La quarta sezione della Corte suprema lo ha respinto, rendendo quindi definitiva l’assoluzione. Ma con questa sentenza si crea sicuramente un precedente scomodo.

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