Alberto Micalizzi, condannato a 6 anni Madoff della Bocconi/ Milano, truffa e associazione per delinquere

- Silvana Palazzo

Alberto Micalizzi, condannato a 6 anni il Madoff della Bocconi. La sentenza del Tribunale di Milano per truffa e associazione per delinquere

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(LaPresse)

Alberto Micalizzi, un tempo soprannominato il “Madoff della Bocconi”, è stato condannato a 6 anni di carcere. Lo ha deciso la seconda sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Flores Giulia Tanga, che ha riconosciuto colpevole di associazione a delinquere, una truffa e altre due tentate truffe. L’ex docente di Finanza Aziendale fu arrestato nel 2014: all’epoca era direttore di investimenti di una società di hedge found. Nell’ordinanza di custodia cautelare Micalizzi era indicato come responsabile di truffe ai danni di varie società tra cui Snam, Ubi Banca e Jp Morgan. Per questo erano stati chiesti 8 anni di carcere, ma è stato prosciolto per altri reati. Micalizzi è stato condannato solo per una delle due associazioni per delinquere a lui contestate. Inoltre, è stato condannato anche per una truffa da 19 milioni ai danni di Jp Morgan, cifra che però non essendo mai uscita dalla banca non è stata incassata, e per una tentata frutta da 11.200 mila euro ai danni di Pirelli Spa. Su 15 imputati il Tribunale ne ha condannati altri due rispettivamente a 5 anni e 3 anni e 800 euro di multa. Le altre persone sotto processo sono state invece assolte.

ALBERTO MICALIZZI, CONDANNATO A 6 ANNI MADOFF DELLA BOCCONI

Il collegio giudicante ha poi deciso di derubricare pure le truffe da 20 milioni ciascuna ai danni di Russian Agricultural Bank e di InvestTradeBank Ojsc, due istituti di credito di Mosca, in tentate truffe, così come quella da 50 mila sterline nei confronti di un avvocato inglese che alla fine non si sarebbe visto liquidare la propria parcella. Alberto Micalizzi è stato assolto da una truffa da 6 milioni a Ubs ed è stato prosciolto per prescrizione per tre capi di imputazione, tra cui uno in cui era accusato di una seconda associazione per delinquere e un altro in cui rispondeva di abusivismo finanziario. I giudici non hanno disposto alcuna provvisionale per Pirelli e hanno respinto la richiesta di danni da parte di Fidor spa, perché è intervenuta la prescrizione dell’episodio contestato. «Questa sentenza rispecchia le risultanze processuali. È stato essenziale avere a che fare con un Tribunale attento e scrupoloso», hanno affermato Piermaria Corso e Paolo Cassamagnaghi, difensori di alcuni degli imputati assolti. L’avvocato Lodovico Mangiarotti, difensore di Micalizzi, invece ha commentato così la sentenza: «Questo mondo straordinario di truffe da centinaia di milioni non esiste. Se le truffe sono tentate non ci sono».

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