SALVINI-TONINELLI: “SBARCO SEA WATCH 3, MA MIGRANTI IN OLANDA”/ Esposto del Pd contro il Governo

- Niccolò Magnani

Sea Watch 3, Toninelli con Salvini: “Si allo sbarco ma solo se i migranti andranno in Olanda o Germania”. Esposto del Pd contro il Governo gialloverde

Migranti e parlamentari sulla Sea Watch
Sea Watch 3, parlamentari a bordo della nave carica di 47 migranti (LaPresse, 2019)

Con Salvini si schiera il Ministro Toninelli, pur nel giorno in cui su un altro fronte – la Tav – gli screzi tra i due sono tutt’altro che “leggeri”: «Sulla nave Sea Watch non c’è una bandiera italiana, ma olandese. L’Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane in questi anni, ma è finita l’epoca dei Renzi e dei Gentiloni. E’ ovvio che noi apriremmo un nostro porto come fosse un corridoio umanitario per farli sbarcare, ma immediatamente dopo mandarli in Olanda», fa sapere il Ministro dei Trasporti, sposando appieno la linea del Ministro Salvini. Sul fronte Diciotti, tra l’altro, lo stesso Toninelli ha fatto sapere che «se processano Salvini devono farlo con tutto il Governo perché la linea è stata condivisa». Intanto prosegue la “staffetta” del Pd a bordo della Sea Watch 3, con un esposto presentato stamane dal gruppo dei dem alla Procura di Siracusa, diretto contro il Governo: «Riteniamo siano state commesse, violazioni di legge come sul caso Diciotti. I migranti sono trattenuti in modo illegittimo sulla Sea Watch ma a nostro avviso ci sono altri punti di arbitrarietà e illegittimità» hanno spiegato Matteo Orfini e Fausto Raciti. Immediata la replica del leader leghista, su Twitter «I parlamentari del Pd passano il loro tempo a incontrare immigrati e denunciarmi. Io preferisco lavorare».

SALVINI: “OK ALLO SBARCO MA I MIGRANTI ANDRANNO IN OLANDA”

Prosegue lo scontro diplomatico sulla Sea Watch 3, la nave che da diversi giorni si trova ancorata in rada a Siracusa, con a bordo 47 migranti. Nonostante numerosi appelli, l’Italia non intende accogliere i profughi a bordo del mercantile, convinta che tocchi all’Olanda (la bandiera battuta dalla stessa imbarcazione), farsi carico del gruppo di disperati. Di conseguenza nella giornata di ieri ha fatto domanda alla Corte europea dei diritti dell’uomo affinché l’Aja si prenda le proprie responsabilità. Poco fa è uscito nuovamente allo scoperto il ministro dell’interno, Salvini, che si è detto pronto ad autorizzare lo sbarco dei profughi a bordo della Sea Watch 3, ma solo se andranno poi in Germania o in Olanda: «Sì allo sbarco – le sue parole – ma solo se poi i migranti andranno in Germania o in Olanda. In Italia abbiamo già accolto e speso anche troppo». Nel frattempo non si placa la polemica interna, con numerosi esponenti dell’opposizione e non, che si dicono contrari all’operato del governo. Sulla vicenda si è espresso anche il procuratore di Siracusa, Fabio Scavone, che ha ammesso: «La Procura per i minorenni di Catania – si legge su Blog Sicilia – ha agito per la parte di sua competenza compulsando Procura generale, ministero degli interni, ministero dei trasporti. Alcuni minorenni tra l’altro hanno un’età dubbia. Non hanno nessun documento con sé – ha sottolineato – e quindi è riportato soltanto l’anno di nascita senza neanche giorno e mese. Quindi è un profilo da verificare anche questo. Sostanzialmente c’è solo un minorenne che dichiara di avere 15 anni, per il resto tutta la fascia dei diciassettenni, molti nati il 1 gennaio del 2002». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SEA WATCH 3: TONI ASPRI DI DI MAIO

Usa toni aspri Luigi Di Maio sulla vicenda Sea Watch 3 dagli studi di Quarta Repubblica, su Rete 4:”Sui migranti è tempo che rialziamo la testa. O l’Ue redistribuisce questi 47 o, ancor meglio, l’Olanda se li prende: la bandiera non è una cosa folklorstica, indica che quella barca è Olanda”. Il capo politico M5s, ospite di Nicola Porro, rincara la dose:”Siamo pronti a un incidente diplomatico con l’Olanda. Tutti quelli che si oppongono al governo, l’unico argomento che possono ancora trattare, sono i migranti. I disoccupati, i pensionati, i piccoli imprenditori, i commercianti sono stati traditi. Possono andare sul ponte di una nave a dire che bisogna aiutare quelle persone perché lì ci sono persone che non li conoscono, perché se conoscessero questa gente probabilmente gli stessi migranti direbbero non vi occupate di noi, perché vi siete occupati di tante persone in questi anni e le avete prese in giro”. (agg. di Dario D’Angelo)

PALAZZO CHIGI, “PRONTI A CORRIDOIO UMANITARIO CON OLANDA”

L’Italia ricorre “alla Corte europea dei diritti dell’uomo” sul caso Sea Watch 3 poiché ritiene che “la giurisdizione appartenga all’Olanda, in quanto Paese di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali. Pertanto domani l’Italia depositerà una memoria davanti alla Corte, con la quale farà valere la giurisdizione olandese, contestando la propria legittimazione passiva”. Lo afferma in una nota palazzo Chigi aggiungendo che “già da ora l’Italia si rende disponibile, una volta riconosciuta la giurisdizione olandese, a offrire un corridoio umanitario al fine di consentire un trasferimento dei migranti verso l’Olanda. Nel frattempo, abbiamo offerto la nostra totale disponibilità per assistenza in caso di richiesta, mettendo a disposizione due motovedette della guarda costiera e una della guardia di Finanza, che sono nei pressi pronte a intervenire”. Parole durissime anche verso la nave Ong:”Si conferma la temeraria condotta della Sea Watch che, in condizioni di mare mosso, anzichè trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l’incolumità dei migranti a bordo. Rimane un quesito finale l’obiettivo dell’azione della Sea Watch era salvare i naufraghi e offrire loro un pronto riparo nel primo porto sicuro (Tunisia) oppure creare un caso internazionale richiamando l’attenzione dei mass media?”

PD, INDAGATI ORFINI E MARTINA

Matteo Orifini e Maurizio Martina sono indagati per essere saliti a bordo della Sea Watch. Lo ha annunciato il presidente del Partito Democratico su Twitter. «I campi in Libia sono un inferno che non finisce mai, ci hanno detto i migranti sulla #SeaWatch. Io e @maumartina siamo appena rientrati in porto». E poi ha aggiunto: «Ora stiamo facendo l’elezione di domicilio perché a quanto pare siamo indagati per essere saliti sulla nave». Dunque, per la visita dei parlamentari Pd si sarebbe già mossa la magistratura. La delegazione era salita a bordo della nave nel pomeriggio, dopo aver avuto il via libera dal prefetto di Siracusa. La presenza dei parlamentari era stata autorizzata dopo l’ordinanza di stamattina che aveva deciso lo stop alla navigazione nel tratto di mare fino a mezzo miglio dalla nave della Ong tedesca con a bordo 47 migranti. La decisione aveva inizialmente frenato i dem, poi nel pomeriggio è arrivata la deroga che ha aperto la svolta. Tra i parlamentati saliti sulla Sea Watch Maurizio Martina, Matteo Orfini e Davide Faraone. (agg. di Silvana Palazzo)

DELEGAZIONE PD A BORDO

Dopo un lungo tira e molla, una delegazione del Partito Democratico è salita a bordo della nave Sea Watch. I dem hanno dato vita a una maratona di solidarietà, “una staffetta democratica”, con i deputati che hanno deciso di restare sull’imbarcazione fino a che i 47 migranti a bordo non verranno fatti sbarcare in un porto sicuro. Democratica evidenzia che la vicenda ha unito tutto il partito, a partire i candidati al congresso: Maurizio Martina presente con gli altri a Siracusa, Nicola Zingaretti ha dato la disponibilità della Regione Lazio ad accogliere i 15 minori non accompagnati, mentre Francesco Boccia ha parlato di «47 esseri umani ostaggi della disumanità del Governo», attaccando il ministro Salvini. Carmelo Miceli, tra gli esponenti dem che sono riusciti a salire sulla nave, ha parlato di persone «costrette a vivere su un piccolo ponte, esposti alle intemperie», mettendo nel mirino ciò che definisce «una disumana privazione della libertà». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

OLANDA: “NON LI ACCOGLIAMO”

Il Partito Democratico è salito a bordo della Sea Watch 3, con la delegazione dem che ha annunciato di non voler scendere dalla nave finchè non sarà permesso lo sbarco dei migranti a bordo. E nel frattempo l’Olanda replica alla richiesta del Governo Lega-M5s di farsi carico delle persone a bordo: un secco no. L’Aja infatti ha chiesto una distinzione ben precisa a livello europeo tra i migranti economici e i profughi e, finchè non ci sarà una «chiara prospettiva per una soluzione strutturale» su come distinguere le due categorie, non parteciperà «a misure ad hoc per lo sbarco». Il ministero della Giustizia e della Sicurezza olandese ha ribadito in un comunicato: «Quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale devono essere mandati indietro immediatamente al loro arrivo ai confini europei». Un nuovo braccio di ferro a livello internazionale, con l’esecutivo gialloverde intenzionato a non fare alcun passo indietro. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SALVINI RISCHIA NUOVO CASO DICIOTTI: RICORSO AL TAR?

Il caos attorno alla nave Sea Watch 3 aumenta ancora di più dopo che una delegazione del Pd capitanata da Davide Faraone ha da poco incontrato il Prefetto e la Capitaneria di Porto di Siracusa e con un colpo di scena annunciano: «terminato l’incontro in Prefettura. La delegazione dei parlamentari del @pdnetwork salirà a bordo della #SeaWatch intorno alle 15.30 Finalmente!». “Aggirato” così il divieto della Capitaneria emesso questa mattina, o almeno così pare dalle ultimissime in arrivo dalla Sicilia: in attesa della pronta replica del Ministro Salvini, e in attesa di una soluzione all’infinita vicenda della Sea Watch 3, per il leader leghista arriva il rischio di un nuovo caso Diciotti nei giorni in cui tra l’altro il Tribunale dei Ministri ha dato via libera a procedere. «Stiamo valutando di presentare ricorso al Tar contro Salvini anche sul caso della Sea Watch 3, come per la Diciotti», spiega al Huffington Post Salvatore Di Pardo, lo stesso avvocato che nell’estate scorsa con il suo ricorso ha dato il là alla indagine sulla nave Diciotti. Nel caso della Diciotti – spiega Di Pardo ai colleghi dell’HuffPost – «non c’era un provvedimento strutturato che diceva perché si derogava alla procedura amministrativa di far sbarcare queste persone e perché si derogava a quanto stabilito dai trattati internazionali. C’era solo un tweet del ministro. E anche nel caso Sea Watch 3 non c’è un provvedimento ad hoc. Salvini continua a mischiare le sue posizioni sull’immigrazione con il salvataggio delle persone in mare, che è regolato da leggi italiane e internazionali. Il tutto in barba alla legge e interferendo con i procedimenti amministrativi».

PM, “COMANDANTE NON HA COMMESSO REATI”

Il comandante della Sea Watch 3 non ha commesso reati: questa la prima valutazione del procuratore di Siracusa Fabio Scavone. L’ex ufficiale della Marina ha dato il suo primo commento sull’operato del comandante, accusato da Salvini per aver violato le leggi ed essersi diretto verso l’Italia anziché verso la Tunisia. Ecco le sue parole riportate dai colleghi di Repubblica: «Il comandante non ha commesso alcun reato, ha scelto la rotta per lui più sicura». Di tutt’altro avviso l’esperto di diritto internazionale Augusto Sinagra, che ai microfoni de La Verità ha commentato: «L’ imbarcazione batte bandiera olandese e deve scaricare i migranti a casa sua, nei Paesi Bassi. A meno che non stia sbandierando illegalmente quel vessillo. La nave è una “proiezione mobile” dello Stato di riferimento. La bandiera non è un elemento folkloristico, in base al diritto internazionale la nave è considerata territorio dello Stato nel cui registro navale è iscritta». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

NAVE FERMA DAVANTI A SIRACUSA: CHIUSO TRATTO DI MARE

È ancora il caso Sea Watch 3 a tenere banco tanto nel Governo quanto nella Sicilia che vive ore di tensione per il braccio di ferro tra opposizione e Salvini per far sbarcare la nave carica di 47 migranti al largo di Siracusa: la novità di mattinata è però rappresentata dalla decisione della Capitaneria di Porto di vietare ad ogni imbarcazione di avvicinarsi a meno di mezzo miglio dalla Sea Watch 3. «Lo specchio d’acqua all’interno della Baia di Santa Panagia, per un raggio di mezzo miglio dalla Sea Watch 3, è interdetto alla navigazione, ancoraggio e sosta con qualunque unità non espressamente autorizzata», stabilisce l’ordinanza firmata dal comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa, Luigi D’Aniello. Vietate così tutte le imbarcazioni, le attività di pesca, le balneazione e le varie immersioni subacquee: quello che però resta evidente è che il provvedimento arriva il giorno dopo della visita dei tre parlamentari (Magi, Prestigiacomo e Fratoianni) a bordo della nave con i migranti per manifestare la loro completa opposizione alla linea tenuta ancora salda dal Governo Lega-M5s. Non solo, con questa decisione la Capitaneria di Porto di fatto “isola” la nave Ong per evitare che venga cominciata la “staffetta dei parlamentari Pd” indetta ieri da Martina e Delrio sempre per protestare contro le politiche di Salvini.

SALVINI, “BISOGNA BLOCCARE LE PARTENZE”

«Sono qui per tenere alta l’attenzione e cercare di dare una mano assieme alle tante associazioni che stanno lavorando su questo fronte. La cosa fondamentale è mettere in sicurezza questa persone ed evitare che si giochi sulla loro pelle un altro tempo di questa campagna sbagliata che il governo ormai ha armato da mesi. Chi sta violando la legge è il governo italiano», aveva detto questa mattina da Siracusa proprio l’ex Segretario Pd Martina, in attesa di partecipare con Davide Faraone, Carmelo Miceli, Matteo Orfini, Fausto Raciti, Valeria Sudano e Francesco Verducci la prima staffetta dem. A questo punto solo l’intervento del Governo – che comunque ha lasciato intendere che valuta lo sbarco per poi inviare i migranti in Olanda, il Paese della Ong Sea Watch – o della magistratura potrà sbloccare l’impasse a bordo della nave carica da una settimana di 47 migranti. Salvini stamattina a Rtl 102.5 ha ribadito che «salvare vite umane significa bloccare le partenze. Quelle donne e quei bambini, che per la verità non ci sono sulla Sea Watch, non devono essere messi in mano agli scafisti. Chi arresta gli scafisti vuole salvare queste vite. Ai primi di marzo tornerò in Africa, dove stiamo lavorando a progetti di sviluppo per aiutare a non scappare quelle donne e quei bambini».

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