ANNA PICCATO, UCCISA SENZA PIETÀ PER SOLDI?/ Omicidio Barge: gli elementi che “incastrano” il 40enne arrestato

- Davide Giancristofaro Alberti

Anna Piccato, le ultime notizie sull’omicidio Barge: gli elementi che “incastrano” il 40enne arrestato secondo La Vita in Diretta. La donna è stata uccisa senza pietà per soldi?

Anna Piccato (Storie Italiane)
Anna Piccato (Storie Italiane)

Roberta è tornata a parlare a “La Vita in Diretta” dell’omicidio di sua zia, Anna Piccato, e in particolare del riconoscimento. «Ho provato una sensazione bruttissima. Non mi ha sconvolta vederla morta ma come era stata ridotta. C’era odio, è stato orribile». Ora si chiede perché sia stata uccisa e se l’uomo arrestato abbia agito da solo. «Ci sono troppe cose strane… Negli ultimi mesi la vedevo preoccupata, mi chiedeva di accompagnarla e inventava delle scuse, non voleva mai uscire da sola», aggiunge in collegamento. E torna a parlare dei 20mila euro circa spariti dal suo conto. Il programma di Raiuno ha intervistato anche il marito di Anna Piccato, il quale ha raccontato che si stavano preparando a festeggiare il 50esimo anniversario di matrimonio: «Questa festa a causa di questo delinquente non ci sarà. Io voglio giustizia, solo questo. Mi ha tolto metà della mia vita. Eravamo una cosa sola». Sono tanti gli elementi che mancano: il movente, l’arma del delitto e il contatto tra Anna Piccato e il suo assassino. Il 40enne arrestato non ha confessato l’omicidio. A incastrarlo, spiega il programma, è uno scontrino in un bar vicino, alcune immagini che lo riprendono in paese e poi quello dell’acquisto di alcune birre. D’altronde aveva dichiarato di essere andato a lavoro, ma è stato smentito dal suo datore di lavoro. «Aspettava che si facessero le 6.30 per uscire dal bar. Quando passava il pullman per Torino usciva dal bar», ha raccontato il barista che le serviva ogni giorno la colazione. La donna temeva di essere seguita? «Ma non al punto da restare a casa, altrimenti non sarebbe uscita al mattino», ha aggiunto la criminologa Roberta Bruzzone. (agg. di Silvana Palazzo)

“SPARITI 20MILA EURO DAL SUO CONTO”

E’ stato arrestato un 40enne per l’omicidio di Anna Piccato, la 70enne di Barge trovata morta con il cranio fracassato il mercoledì della scorsa settimana. In manette è finito Daniele Ermanno Bianco, che gli inquirenti avevano fermato già 24 ore dopo l’omicidio, notizia però emersa solamente nella giornata di ieri. Pare che alla base di tale assassinio, anche se nulla di ufficiale è trapelato, vi sarebbero delle richieste economiche, come ha fatto anche chiaramente capire la nipote della Piccato, Roberta, intervistata ieri da La Vita in Diretta: «Tre anni fa mia zia mi ha lasciato un documento legato a un conto postale. In questo conto vi erano dei soldi: ‘Un domani che non ci sarò più sono tuoi’ mi aveva detto”. L’ammontare del denaro depositato sul contro si aggira intorno ai 20mila euro. In un anno e mezzo questi soldi sono spariti. Su quel conto non c’è più niente: mi ha inquietato il fatto che mia zia faceva prelievi continui, da 500, 1000 euro, da un anno e mezzo». Dove sono finiti questi soldi? E’ possibile che la donna li desse proprio a Bianco e che ad un certo punto abbia deciso di interrompere tali “donazioni” e per questo sia morta? Domande a cui risponderanno presto gli inquirenti. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BARGE, OMICIDIO DI ANNA PICCATO: LE RIVELAZIONI DELLA NIPOTE

Nella puntata odierna de La Vita in Diretta si è tornati a parlare del delitto di Barge con le ultime novità: infatti, dopo alcuni giorni di mistero, è stato arrestato un 40enne del paese per l’assassino della 71enne Anna Piccato anche se al momento non c’è ancora un movente e l’uomo, padre di due bambini ma attualmente separato, si dichiara innocente. E nel talk show pomeridiano di Rai 1 è stata mandata in onda una intervista fatta a Roberta, una delle nipoti della vittima e che è stata chiamata a Barge per effettuare con un maresciallo il riconoscimento della salma della zia. E dalle parole della donna emerge come la pista dell’omicidio per motivi legati a prestiti di soldi potrebbe essere concreta: infatti l’assassino si pensa sia qualcuno che conoscesse bene la Piccato e i suoi tradizionali giri mattutini, ma va ricordato pure che sul corpo della 71enne non vi fossero segni di difesa e colluttazione quindi non è remota la possibilità che avesse confidenza con l’assassino: “Io credo che il mostro che le ha fatto quello, lo abbia fatto di proposito: ce l’aveva a morte ed era una persona che aveva un odio inspiegabile” ha detto la nipote ricordando un particolare che oggi suona inquietante, ovvero il fatto che negli ultimi mesi la zia sembrasse avere paura di qualcuno che l’aspettasse. “La prima cosa che mi è venuta in mente è che l’abbiano uccisa per soldi: mia zia ultimamente faceva prelievi continui di soldi, io penso a un ricatto e forse aveva dato soldi a una o più persone sbagliate…” ha concluso, immaginando che la donna sia stata uccisa per aver forse provato a denunciare alla polizia tutto quanto. (agg. di R. G. Flore)

NON AVEVA PRESTATO DEI SOLDI?

Emergono ulteriori dettagli in merito all’omicidio di Anna Piccato, la donna di 70 anni assassinata a Barge, nel cuneese, la scorsa settimana. Come scrive l’edizione online di Repubblica, è stato fermato Daniele Ermanno Bianco, 40enne che abita nello stesso paese della sua vittima, sposato e con due figli. L’assassino conosceva la signora Piccato, e per tirare avanti si occupava di lavori di edilizia. Bianco, che ha precedenti penali per falsificazione di soldi e ricettazione, avrebbe ucciso la propria vittima colpendola con un martello, che mancherebbe però dai suoi attrezzi di lavoro. L’uomo non ha confessato l’omicidio davanti al gip ma un testimone avrebbe individuato il signor Bianco sul luogo del delitto, ed inoltre, la versione fornita dallo stesso sarebbe stata spesso e volentieri contraddittoria. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, si sarebbe trattato di un omicidio premeditato, che l’uomo aveva pianificato dopo che la sua vittima si era rifiutata di prestargli dei soldi. A quel punto, accecato dalla rabbia, avrebbe atteso che la signora Piccata uscisse di casa, per poi colpirla con 12 martellate fracassandogli la testa. Al momento Bianco si trova nel carcere di Cuneo. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ANNA PICCATO, OMICIDIO DI BARGE

C’è un fermo per l’omicidio di Anna Piccato, la donna ammazzata a Barge, in provincia di Cuneo (Piemonte), la scorsa settimana. Non è stata rivelata l’identità dell’arrestato, ma si tratterebbe di un 40enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio. L’ex operaia, volontaria presso la Croce Rossa locale, era stata trovata morta in un parchetto nei pressi della chiesetta del paese, nella giornata di mercoledì scorso. L’indagine, stando a quanto riportato poco fa dai colleghi de Il Secolo XIX, era stata portata avanti nel massimo riserbo, ma aveva permesso di fermare nelle ore immediatamente successive il delitto, il 40enne sospettato di cui sopra. L’uomo è stato portato in caserma ma non ha confermato l’omicidio: il giudice ne ha comunque convalidato l’arresto, e disposta la custodia cautelare in carcere presso la struttura di Cuneo, dove si trova tutt’ora. Un’indagine “vecchio stampo” quella portata avanti dai carabinieri, visto che nella zona dell’omicidio non vi erano telecamere, e di conseguenza non è stato possibile acquisire eventuali filmati.

BARGE, OMICIDIO DI ANNA PICCATO: FERMATO UN 40ENNE

Gli uomini dell’arma si sono quindi avvalsi di testimonianze, e subito dopo aver individuato il presunto omicida, questi si sarebbe smentito più volte, fornendo dichiarazioni che le forze dell’ordine non hanno ritenuto veritiere, a cominciare dall’alibi. Non è ancora stato trovata l’arma del delitto, un corpo contundente che il killer avrebbe scagliato più volte sul cranio della povera Anna Piccato, trovata in una pozza di sangue. «Stiamo continuando le indagini per ricostruire il più precisamente possibile la dinamica del delitto – le parole del procuratore Dodero – il fatto che si sia stata la convalida del giudice ci conferma la validità degli elementi finora acquisiti. Sono molto soddisfatto dell’attività svolta dai carabinieri, che soprattutto nelle prime ore hanno lavorato senza sosta, così come il collega sostituto procuratore Alberto Braghin». Pare che alla base del folle gesto vi fossero questioni di denaro, e che l’aguzzino conoscesse la sua vittima.

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