AGGRESSIONE FASCISTA AI GIORNALISTI DE L’ESPRESSO/ Roma, cimitero Verano: Salvini, “chi mena va in galera”

Roma, aggressione fascista a giornalisti dell’Espresso: “Siete peggio delle guardie”. L’episodio durante la celebrazione in ricordo di Acca Larentia: Salvini, “chi mena va in galera”

07.01.2019, agg. il 08.01.2019 alle 10:18 - Raffaele Graziano Flore
Forza Nuova
Forza Nuova, alcuni militanti (Facebook, 2018)

L’intera redazione de L’Espresso chiedeva, anche in maniera provocatoria, l’intervento del Ministro degli Interni quasi “scommettendo” che Salvini non intervenisse visto che si trattava di aggressioni neofasciste: invece il leader della Lega è intervenuto ieri, a margine del vertice al Viminale sulla violenza negli stadi, e sull’aggressione al cimitero del Verano ha detto «Il posto giusto per chi mena le mani è la galera». In merito alla presenza di Giuliano Castellino, nonostante il regime di sorveglianza speciale previsto per lui, lo stesso Salvini ha commentato «Cercheremo di capire perché era in libertà». Oggi però la redazione de L’Espresso non ci sta e replica con il direttore Marco Damilano in un fondo, «l’aria annoiata con cui il ministro si è degnato di rispondere ha detto che chi alza le mani deve finire in galera, ci mancherebbe, e che questo – figuriamoci – vale per tutti, giornalisti, netturbini, poliziotti, dipendenti Ama. Giusto, ministro: quel Giuliano Castellino che lei ostenta di non conoscere, infatti, è stato arrestato in passato per violenza e resistenza contro pubblico ufficiale. Per questo non ci accontentiamo del suo bla bla di circostanza, un dichiarare vuoto, soprattutto se paragonato alle esternazioni torrenziali e eccitate con cui inonda più di una volta al giorno i social e i teleschermi». (agg. di Niccolò Magnani)

FORZA NUOVA SOTTO ACCUSA

Roma, aggressione fascista contro i giornalisti dell’Espresso: nel giorno della commemorazione per i morti di Acca Larentia al cimitero del Verano della Capitale, il giornalista del magazine Federico Marconi e il fotografo che era con lui, Paolo Marchetti, sono stati presi di mira da alcuni partecipanti alla manifestazione che ricorda l’omicidio avvenuto nel 1978, e tra di loro vi sarebbero non solo il leader di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, ma anche uno dei vecchi militanti di Avanguardia Nazionale. Secondo il resoconto dei due collaboratori dell’Espresso, gli aggressori hanno sottratto loro il cellulare e anche un portafoglio per identificarlo, cancellando poi i video e le foto che avevano realizzato per il reportage sulla giornata che stavano realizzando, venendo apostrofati in malo modo anche con un “Siete peggio delle guardie!”.

L’AGGRESSIONE AI DUE GIORNALISTI

L’episodio, riportato anche sullo stesso sito web del magazine del Gruppo L’Espresso, sarebbe avvenuto attorno alle 14.30 di oggi quando, presso il Verano, era in corso la commemorazione da parte dei militanti neofascisti: nella ricostruzione dei fatti di Marconi e Marchetti, infatti, dopo il rituale “Presente!” gridato dai partecipanti, tutti appartenenti a Forza Nuova e alle Fiamme Nere, un gruppo si sarebbe diretto verso di loro, minacciandoli e spingendoli. A far discutere, tuttavia, è il fatto che dopo aver dovuto consegnare la scheda di memoria della macchina fotografica e i documenti per essere identificati, i due giornalisti non avrebbero ottenuto l’intervento delle forze dell’ordine che seguivano a distanza la manifestazione. Il cronista inoltre è stato preso per i collo, ricevendo anche calco e una serie di schiaffi. Gli effetti personali sarebbero poi stati restituiti ai legittimi proprietari solo quando sono intervenuti gli uomini della Digos: “La redazione dell’Espresso non si lascerà certo intimidire da queste azioni fasciste, vili e vergognose” si legge sul sito della testata che parla anche di violenza indegna per uno Stato democratico e ora sollecita Matteo Salvini, titolare del Viminale, ad una “dura reazione”.

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