Napoli, gli puntano pistola e rubano Rolex: lui li perdona/ Pino Bozza ai rapinatori: “Vi offro un lavoro”

Napoli, gli puntano pistola e rubano Rolex: lui li perdona. L’imprenditore Pino Bozza manda un messaggio ai rapinatori: “Vi offro un lavoro”

08.01.2019 - Silvana Palazzo
Napoli, gli puntano pistola e rubano Rolex: lui offre un lavoro ai rapinatori

Gli hanno puntato una pistola contro e gli hanno rubato un Rolex, eppure non medita vendetta, anzi Pino Bozza è pronto a perdonare i due ragazzi che lo hanno rapinato e a offrire un lavoro ai rapinatori. La vicenda risale al 6 gennaio scorso, quando due giovanissimi entrano nel suo locale, uno dei ristoranti più noti di Napoli, per rapinarlo. Avevano percorso in sella a uno scooter via Pietravale, ai Colli Aminei, dove si trova il locale “Antonio La Trippa”, inaugurato nel 2011. In quel momento il ristorante era vuoto, non lo è invece il loro bottino. Sono infatti fuggiti con una refurtiva del valore di circa 40mila euro: avevano rubato un Rolex Daytona, un laccio d’oro bianco che Pino Bozza portava al collo e alcuni bracciali. Questi per l’imprenditore valevano più del resto, «perché erano il regalo dei miei figli per i 40 anni». Nonostante ciò, non solo è disposto a perdonarli, ma anche a dare loro un’altra chance. «Se il ladro mi guarda negli occhi e mi abbraccia, ha la mia parola che diventerà il mio braccio destro», ha raccontato a Fanpage dopo la rapina subita.

RAPINATORI GLI PUNTANO PISTOLA: LUI OFFRE LORO UN LAVORO

In tanti hanno espresso solidarietà all’imprenditore Pino Bozza: il giorno successivo alla rapina il cellulare suona ininterrottamente. Anche chi non frequenta di solito il ristorante vuole esprimergli sostegno. «Voglio ringraziare chi mi sta dimostrando affetto. Ma soprattutto voglio insegnare una cosa ai due ragazzi che mi hanno derubato», ha affermato Pino Bozza a Fanpage. L’imprenditore fa riferimento alla sua infanzia, alla difficoltà di crescere in un quartiere difficile come Miano e in una città dove è dura raggiungere il successo. Costruire la sua impresa onestamente è stato difficile, ma ora che ce l’ha fatta vuole dare una mano a quei ragazzi che lo hanno rapinato. «Siete stati portati a fare questo gesto da cattivi maestri. Se tornate vi do un bel lavoro. Solo per farvi capire la differenza. Così magari potrete insegnarlo ai vostri amici, ai vostri figli». Una vicenda del genere porta con sé uno strascico di polemiche che muove essenzialmente da richieste di giustizia, invece l’imprenditore va oltre e sposta la questione su un altro piano, dimostrandosi non solo capace di perdonare, e quindi di non portare rancore, ma anche disposto a dare il suo contributo per contrastare una realtà che conosce molto bene.



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