Niccolò Bettarini rinuncia a risarcimento/ Difesa aveva chiesto 1 milione di euro: processo verso la sentenza

- Silvana Palazzo

Niccolò Bettarini, processo per tentato omicidio: difesa chiede 1 milione di euro di risarcimento ma il giovane rinuncia in caso di condanna

Niccolò Bettarini
Niccolò Bettarini (LaPresse, 2018)

Un milione di euro era stata la richiesta di risarcimento avanzata oggi in aula dall’avvocato di Niccolò Bettarini, in caso di condanna dei quattro imputati per il tentato omicidio. Un risarcimento per il quale perà la sua famiglia ha disposto di rinunciare in caso di condanna. “Niccolò Bettarini rinuncia a risarcimento/ Processo verso sentenza “non intende esercitare alcuna azione”, ha commentato l’avvocato Calabrò, come riporta BlitzQuotidiano. Lo stesso legale ha spiegato che “Se ci riconosceranno il risarcimento che abbiamo chiesto, rinunceremo a prenderlo. Una richiesta che ero obbligata a fare in quanto parte civile e sulla cui entità ha pesato la gravità del reato. La famiglia non intende esercitare nemmeno un’azione in sede civile, qualora dovesse arrivare una sentenza di condanna”. Lo stesso Bettarini, figlio di Simona Ventura e dell’ex calciatore, aveva spiegato come la sua vita fosse cambiata dopo la terribile aggressione: “La mia vita, dopo l’aggressione, è cambiata in meglio. Quello che è successo mi ha fatto capire tante cose, anche se l’ho pagata. Ora sto bene e credo nella giustizia, sono nel momento in cui mi dico ‘fatto 30, facciamo 31’, nel senso che non bisogna cedere, ma andare avanti non perché questa cosa è successa a me, ma perché queste cose possono succedere a chiunque”, ha spiegato il ragazzo. Intanto si avvicina sempre di più la sentenza del processo, fissata al prossimo 18 gennaio. Ad esprimersi sarà il gup Guido Salvini. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CHIESTO 1 MILIONE DI EURO DI DANNI

Si è svolta oggi l’udienza nell’ambito del processo con rito abbreviato per tentato omicidio ai danni di Niccolò Bettarini, giovane figlio di Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano Bettarini. Al termine dell’udienza, come riferisce l’agenzia di stampa Ansa, il difensore di Niccolò Bettarini, avvocato Alessandra Calabrò ha avanzato per conto del ragazzo la richiesta di un milione di euro di risarcimento e 500 mila euro di provvisionale immediatamente esecutiva. Gli imputati nel processo che si sta svolgendo davanti al gup Guido Salvini sono in tutto quattro, tutti accusati dell’aggressione al 20enne avvenuta lo scorso 1 luglio fuori dalla discoteca Old Fashion a Milano, con calci, pugni e svariate coltellate. Sempre nel corso dell’udienza odierna, il legale di parte civile si è detto d’accordo con la richiesta del pm di Milano, Elio Ramoindini relativa alla condanna a 10 anni di reclusione ai quattro imputati. Ad intervenire l’avvocato Mirko Perlino, difensore di Alessandro Ferzoco, che ha chiesto di derubricare l’accusa di tentato omicidio in lesioni aggravate e in subordine le attenuanti generiche e quella del “reato diverso da quello voluto”. Derubricazione richiesta anche dal difensore di Albano Jakej, avvocato Daniele Barelli, in rissa aggravata e in subordine in lesioni aggravate, con la richiesta di concedere le attenuanti generiche e della provocazioni. Insomma, secondo le difese degli imputati gli stessi non avrebbero voluto uccidere il giovane Bettarini. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DIFESA NICCOLÒ BETTARINI: “SERVONO PENE ESEMPLARI”

L’avvocato di Niccolò Bettarini chiedere pene esemplari per i quattro che il primo luglio scorso lo hanno aggredito con calci, pugni e coltellate. «Siamo fiduciosi nella giustizia e auspichiamo pene esemplari». L’avvocato Alessandra Calabrò, che rappresenta come parte civile il 20enne figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura, si è espressa così alla vigilia dell’udienza di mercoledì del processo abbreviato a carico dei quattro giovani accusati di tentato omicidio. Sono Davide Caddeo, accusato di avere sferrato materialmente le coltellate, Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakej. Il pm Elio Ramondini per loro ha chiesto condanne a 10 anni, e quindi il gup Guido Salvini domani, dopo gli interventi dei difensori, potrebbe già emettere la sentenza. Nella ricostruzione dell’aggressione all’esterno dell’Old Fashion, i quattro avevano agito insieme. Per questo il pm ha chiesto condanne uguali, senza distinzioni di ruoli. «L’integrazione istruttoria disposta dal giudice ha aggravato il quadro accusatorio e fornito una ricostruzione molto dettagliata del violentissimo episodio relativo al tentato omicidio», ha aggiunto Calabrò.

NICCOLÒ BETTARINI, PROCESSO PER TENTATO OMICIDIO

Il legale ha fatto riferimento alle testimonianze in aula di Niccolò Bettarini e di altri suoi amici della scorsa udienza. Domani interverranno i difensori degli arrestati e potrebbe arrivare la sentenza, ma potrebbe anche esserci un rinvio ad altra data per il verdetto. Di fiducia nella giustizia ha parlato lo stesso Niccolò Bettarini al termine dell’ultima udienza, quella nella quale la procura di Milano ha chiesto 10 anni, con lo sconto della pena dovuto al rito abbreviato, per i suoi aggressori. «Ho provato tanta rabbia nel vedere i miei aggressori, ma parlerò a fine processo. Abbiamo molta fiducia nella giustizia, ci crediamo fino alla fine», dichiarò il figlio di Stefano Bettarini e Simona Ventura fuori dall’aula. Il 20enne risultò «positivo al test sull’uso di sostanze stupefacenti», ma il pm Elio Ramandini spiegò in un passaggio della sua requisitoria che «questo non è reato e non è rilevante». Anzi per il pm questo potrebbe prefigurare un ulteriore addebito per gli imputati che avrebbero approfittato della sua non lucidità. Il legale di Bettarini jr spiegò invece che la positività è dovuta alla somministrazione di «morfina e Fentanest, sostanze oppioidi per il controllo del dolore. armaci e non droghe. La ricerca della cocaina è risultata negativa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA