MATTIA MINGARELLI, INCIDENTE O OMICIDIO?/ La sorella: “Questa morta assurda merita delle risposte”

Mattia Mingarelli, omicidio o incidente? La sorella del 30enne di Albavilla: “Questa morta assurda merita delle risposte”

09.01.2019, agg. il 10.01.2019 alle 14:19 - Dario D'Angelo
Mattia Mingarelli
Mattia Mingarelli (Instagram)

Il giallo di Mattia Mingarelli non ha ancora una risposta. Potrebbe essere caduto nel tratto scosceso a ridosso delle piste da sci, ma perché era in quel bosco a sera tarda senza telefonino, torcia e il suo adorato cane Dante da cui non si separava mai? Proprio in queste ore, come riportato dal Corriere della Sera, è stato trovato nella neve il guinzaglio. «Questa morte assurda merita delle risposte», dichiara la sorella Elisa al quotidiano. La famiglia del 30enne di Albavilla resta comunque fiduciosa nell’operato degli inquirenti. «Certamente chiediamo che venga data una spiegazione ai tanti dubbi e alle tante ombre che avvolgono la morte di mio fratello». Intanto provano a guardare avanti con un progetto che ricorda la vitalità e le passioni del ragazzo, come quella per il vino. «Voleva produrre delle grandi bollicine. Lo faremo noi per lui, senza scopro di lucro, e lo spumante che nascerà porterà il suo nome». (agg. di Silvana Palazzo)

GESTORE RIFUGIO, “ECCO COM’È ANDATA QUELLA NOTTE”

Sono moltissimi i punti oscuri sulla morte di Mattia Mingarelli, l’agente di commercio trovato morto la vigilia di Natale poco lontano dal rifugio Barchi, dopo che di lui si erano perse le tracce il 7 dicembre. La trasmissione Chi l’ha visto? ha intervistato colui che potrebbe essere stato l’ultimo ad incontrare vivo il 30enne di Albisola: il gestore della baita, Giorgio Del Zoppo. L’uomo sostiene che intorno all’una e mezza della notte della scomparsa, nella sua stanza sono entrati il suo cane e quello di Mattia, il pastore tedesco Dante. Senza dare peso alla circostanza, il gestore del rifugio avrebbe fatto uscire il cane del ragazzo, con cui aveva fatto un brindisi la sera prima, e richiuso la porta alle sue spalle. Il mattino dopo il gestore dice di aver trovato del vomito all’ingresso della baita e di aver ripulito tutto. Poco lontano il cellulare di Mattia, spento, all’interno del quale Del Zoppo, ha inserito la sua sim “per vedere se funzionava“. Qualche ora dopo, l’uomo avrebbe ricevuto un messaggio su Messenger (che funziona tramite internet e dunque non è collegato alla sim) da parte del padre di Mattia, molto preoccupato per la scomparsa del figlio. Del Zoppo, sostiene di aver detto al padre del ragazzo di essere lui stesso in possesso del cellulare di Mattia e di essere passato poco prima a cercarlo a casa per riconsegnarglielo, ma di non averlo trovato. Cos’è successo dopo il brindisi al rifugio Barchi? Mattia si è sentito male e quel vomito era il suo? O qualcuno gli ha fatto del male? (agg. di Dario D’Angelo)

MATTIA MINGARELLI, OMICIDIO O INCIDENTE?

Sono ancora tanti, troppi, i dubbi sulla morte di Mattia Mingarelli, l’agente di commercio di Albavilla scomparso lo scorso 7 dicembre e il cui corpo senza vita è stato trovato la vigilia di Natale nei boschi della Valmalenco a 1.800 metri di altitudine, poco lontano dal rifugio Barchi dov’è stato avvistato l’ultima volta per uno spuntino con bicchiere di vino in compagnia del gestore della baita. Ed è da quel momento in poi che si spegne la luce su quel che è stato del 30enne comasco, un’oscurità che porta ad un bivio, sempre il solito: si è trattato di un omicidio o di un tragico incidente? A porsi questa domanda e a riportare le ultime notizie sul caso di Mattia Mingarelli sarà questa sera anche Chi l’ha visto?, la trasmissione di Rai Tre condotta da Federica Sciarelli che proverà a fare chiarezza su una vicenda che definire intricata è dire poco, soprattutto dopo che i primi risultati dell’autopsia non sono riusciti a chiarire i tanti dubbi che ancora assillano gli inquirenti.

MATTIA MINGARELLI, COME E’ MORTO?

Come detto sono tante le domande che non hanno trovato risposta in queste settimane di indagini sulla morte di Mattia Mingarelli. Certo è che l’ipotesi di un incidente traballa dinanzi ad un comportamento poco lineare da parte del ragazzo. Si pensi ad esempio, come sottolineato da Il Giorno, al fatto che la vittima avrebbe imboccato lo scomodo sentiero che costeggia i piloni della seggiovia anziché scendere lungo la più larga e agevole pista. E ancora: come mai Mingarelli si sarebbe allontanato dal rifugio senza essersi accorto di aver perso il cellulare fuori dal locale? Una domanda che può sembrare banale ma non lo è se si pensa che all’esterno era già buio e Mattia non aveva con sé neppure una torcia. Infine il mistero sulla scarpa trovata a più di 20 metri dal corpo di Mattia: gli inquirenti dicono che potrebbe averla persa in una tragica caduta. Ma i dubbi restano…

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