Strappò l’orecchio alla fidanzata: “non fu un gioco erotico”/ Cattolica, donna aggredita per gelosia

Strappa orecchio fidanzata dopo una lite: tribunale del Riesame di Bologna esclude l’ipotesi di un gioco erotico finito male in merito ai fatti di Cattolica

cassa forense
Immagine di repertorio

Non fu un gioco erotico, bensì una aggressione dopo una lite per gelosia aggravata dallo stato di ebbrezza: così si è espresso il tribunale del Riesame di Bologna sui fatti di Cattolica dello scorso 25 novembre 2018, quando un 32enne strappò l’orecchio alla fidanzata. L’uomo, A. F. di Cattolica, si avventò contro la compagna mentre si trovavano all’interno della vasca idromassaggio di un locale strappandole parte del padiglione auricolare dell’orecchio destro: secondo la sua ricostruzione, le urla della ragazza non erano dovute alle violente effusioni amorose ma a un attacco di epilessia. Di parere diverso i giudici: «Non emergono elementi idonei a incidere sulla ricostruzione dei fatti».

STRAPPA ORECCHIO ALLA FIDANZATA: NESSUN GIOCO EROTICO

Nelle scorse ore il Tribunale del Riesame di Bologna ha depositato le motivazioni della sentenza, con i giudici che hanno sottolineato: «“La versione difensiva dell’indagato trova riscontro del tutto negativo nelle dichiarazioni del direttore del locale che intervenne nella Spa su segnalazione di un cliente che aveva riferito di una coppia impegnata in una lite animata” e di aver visto la ragazza “sanguinante e in lacrime” e l’uomo che inizialmente si rivolgeva a lei “con fare aggressivo e espressioni volgari», riporta La Nazione. Un’aggressione che ha scosso l’opinione pubblica e che è avvenuta proprio in concomitanza con la Giornata Mondiale contro la violenza sulla donne: il 32enne accompagnò successivamente la fidanzata al pronto soccorso, per poi tornare al locale insieme alla moglie. A. F. fu arrestato poche ore dopo a Gubbio, nell’abitazione dei genitori: secondo i giudici l’uomo potrebbe commettere nuovamente gli stessi reati «per mancanza di autocontrollo». Ricordiamo che già a maggio aveva spintonato e schiaffeggiato la ragazza.



© RIPRODUZIONE RISERVATA