Vicenza, morto 11enne impiccatosi in casa a Capodanno/ Donati organi, si indaga per istigazione al suicidio

Vicenza, morto 11enne impiccatosi in casa a Capodanno: donati gli organi. Intanto si indaga per istigazione al suicidio

09.01.2019 - Silvana Palazzo
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Vicenza, morto 11enne impiccatosi in casa a Capodanno (Pixabay)

È morto l’11enne impiccatosi in casa a Capodanno. Non ce l’ha fatta il ragazzino di San Pietro Mussolino, uno dei comuni della vallata del Chiampo. Era stato trovato nel pomeriggio del primo giorno dell’anno con una sciarpa stretta attorno al collo nel soggiorno della sua casa. Il ragazzino, che non ha mai ripreso conoscenza, è morto all’ospedale di Vicenza, dove era arrivato in condizioni drammatiche. La situazione dell’11enne, che si trovava nel reparto di Rianimazione, era disperata già al momento del suo arrivo al San Bortolo. A nulla sono serviti gli sforzi di medici e sanitari per salvarlo. I suoi genitori, compiendo un gesto di grande altruismo, hanno autorizzato all’espianto degli organi, che quindi salveranno altre vite. Ma intanto, come riportato da Il Gazzettino, il pubblico ministero di Vicenza Hans Roderich Blattner ipotizza il reato di istigazione al suicidio, ma il magistrato non ha iscritto nomi nel registro degli indagati.

VICENZA, MORTO 11ENNE IMPICCATOSI IN CASA A CAPODANNO

La Procura sequestrerà il computer nelle disponibilità dell’11enne per accertare se avesse partecipato ad un gioco assurdo che circola sul web e che consisterebbe nello strangolarsi fino a svenire, ma pare che alla base della tragedia – stando a quanto riferisce Il Gazzettino – potrebbe esserci stato anche un litigio con il fratello di 14 anni. Lui è stato l’ultimo a vederlo e parlarci. I due avrebbero avuto una discussione sul film da vedere, un banale litigio tra fratelli, con il più grande che poi ha rinunciato alla contesa, ritirandosi in camera da letto, dove c’erano già i genitori. Tornato a richiamarlo per andare a dormire, il maggiore ha fatto la drammatica scoperta, richiamando tra le urla l’attenzione dei genitori, che hanno provato fin da subito, con l’aiuto del Suem al telefono, di far tornare a battere il cuore del loro secondogenito, che però ieri non ce l’ha fatta e ora potrà salvare altre vite con l’espianto dei suoi organi.



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