NAPOLI, BLATTE IN OSPEDALE/ “Ecco tutti gli indizi che fanno pensare al sabotaggio”

- Emanuela Longo

Blatte scovate a Napoli: si tratta di sabotaggio? Numerosi indizi che fanno pensare a questa ipotesi

Il video delle blatte all'ospedale di Napoli
Blatte in ospedale a Napoli (Youtube)

Continua a tenere banco il caso delle blatte scovate presso l’ospedale del Vecchio Pellegrini di Napoli. Secondo le ultime emerse nelle scorse ore, pare che gli insetti siano stati messi da alcuni infermieri sindacalisti, che avrebbero dato vita a questa protesta contro la modifica dei turni di lavoro, e che vorrebbero il trasferimento. Molti gli indizi che spingono verso un sabotaggio, a cominciare dal fatto che gli scarafaggi non hanno origini italiane, provengono dal Sud America, e di conseguenza sono stati sicuramente acquistati. Secondariamente, le blatte sono state scoperte tutte vicine, come se fossero state gettate da un sacchetto pochi minuti prima della scoperta. Infine, il terzo indizio, il fatto che alcune blatte fossero capovolte, a pancia in giù, cosa che difficilmente accade in natura se non vi è l’intervento dell’uomo. Storie Italiane, noto programma della Rai, ha intervistato alcuni pazienti o lavoratori dello stesso Vecchio Pellegrini di Napoli, “Una struttura antica, servono ristrutturazioni”, affermano, e ancora “Purtroppo ci credo al sabotaggio” “C’era un infermerie che aveva già fatto un dispetto di questo tipo, la voce che gira”, “Visto che le blatte non ci sono in questo periodo, è logico pensare che si sia trattato di un gesto di qualcuno per fare un’altra cosa”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

NAPOLI, BLATTE IN OSPEDALE: È SABOTAGGIO?

La procura di Napoli ha aperto un’indagine per sabotaggio in riferimento al caso delle blatte ritrovate lo scorso martedì pomeriggio all’interno dell’ospedale Vecchio Pellegrini. Un ritrovamento che ha scatenato inevitabilmente grandi polemiche e che oggi, secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Mattino, sembrerebbe confermare sempre di più i sospetti iniziali della Asl che sin dal principio aveva parlato di origine dolosa. Ma cosa si nascondere realmente dietro il caso delle blatte in ospedale a Napoli? Secondo il quotidiano farebbe tutto parte di un piano ben preciso portato avanti da chi, volontariamente, aveva intenzione di piazzare gli insetti nel pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. Non una semplice bravata, dunque, ma una strategia mirata, studiata nei minimi dettagli, al fine di far scattare l’allarme e ovviamente causare un grave danno all’immagine del nosocomio partenopeo. Secondo l’inchiesta per sabotaggio, sarebbero stati alcuni infermieri i veri autori della presenza delle blatte in ospedale, il tutto condotto al fine di ottenere la chiusura del pronto soccorso ed accelerare il passaggio nella struttura di Ponticelli. Secondo la convinzione comune, al Vecchio Pellegrini si lavora troppo e in condizioni disagiate e turni (straordinari compresi) per nulla controllati.

BLATTE IN OSPEDALE A NAPOLI: INFERMIERE SINDACALISTA NEL MIRINO

Secondo la ricostruzione di quanto accaduto lo scorso martedì pomeriggio all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, le blatte sarebbero state condotte in modo doloso da alcuni infermieri. Gli stessi avrebbero messo gli insetti in una busta, avvolta in un lenzuolo e piena di segatura, quindi sarebbero stati liberati e piazzati all’interno della toilette e in un lettino attiguo, al fine di attirare il più possibile l’attenzione e far prontamente scattare l’allarme. Chi le ha immortalate con il proprio cellulare – un paziente in attesa di essere visitato – le ha descritte come ‘stordite’. Ora, come riporta sempre il quotidiano Il Mattino, il cerchio degli inquirenti si starebbe stringendo sempre di più e nel mirino dei carabinieri del Nas sarebbe finito un infermiere sindacalista. Il sospetto è che possa essere stato lui ad architettare nei dettagli il sabotaggio, portato avanti poi da alcuni colleghi intenzionati a far accendere i riflettori sulle condizioni dell’ospedale. Le indagini degli investigatori per fare totale luce sulla vicenda, intanto, continuano, tra sopralluoghi e raccolta di nuove importanti testimonianze.

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