Andrea Stampini, geometra-ginecologo/ La madre di Silvia “Mia figlia morta, perché?”

- Davide Giancristofaro Alberti

Andrea Stampini, il geometra-ginecologo che ha operato per anni pur senza i titoli e gli attestati idonei

Andrea Stampini: il geometra ginecologo
Andrea Stampini (Rai)

Andrea Stampini ha esercitato per quasi 20 anni il ruolo di ginecologo negli ospedali del nord-est, pur essendo un semplice geometra. Si era iscritto all’università, ma dopo aver sostenuto pochi esami aveva abbandonato il corso. Peccato però che nel 1997 riuscì in qualche modo ad ottenere tutti i documenti per poter appunto esercitare la propria professione, fino alla scoperta avvenuta pochi anni fa. Durante la sua attività criminale, il finto dottor Stampini è finito più volte sotto accusa, a cominciare da un fatto risalente al 2004, quando una donna morì sotto i ferri dopo aver partorito. Presso gli studi di Storie Italiane, programma di Rai Uno, vi è la madre della vittima, la signora Teresa, che denuncia: «Quando doveva partorire presso l’ospedale di Bassano il suo ginecologo di fiducia era assente, quindi ci siamo affidati al dottor Stampini. Dopo 15 ore di travaglio si è optato per il cesareo, ma in seguito mia figlia Silvia è andata in coma ed è morta dopo quattro giorni: non ho mai capito il perché». La madre mai avrebbe pensato che ad operarla non fosse un reale medico: «Quando nel 2015 abbiamo scoperto il tutto, mi sono domandata perché l’ospedale di Bassano non abbia dubitato nulla, le Usl non hanno verificato, perché? Io voglio giustizia».

ANDREA STAMPINI, GEOMETRA-GINECOLOGO

Collegato dall’ospedale di Bassano vi è l’attuale direttore della struttura, il dottor Simoni, che cercato di replicare alla donna: «Non c’è una risposta, è una storia dolorosa, esprimo la mia vicinanza». Il direttore racconta di come nel 2005, a seguito della morte di Silvia, venne aperta un’indagine penale da parte della procura, poi archiviata. Ora vi è in corso una causa civile dopo la scoperta dei documenti falsi di Stampini: «Stiamo aspettando la sentenza del giudice – ha aggiunto e concluso – e siamo pronti a prendere le nostre responsabilità. Noi diamo garanzia alla signora che quanto sarà previsto dal giudice sarà rimborsato». Il prossimo 7 marzo è prevista un’altra udienza.



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