PADRE GRAZIANO, 25 ANNI PER L’OMICIDIO DI GUERRINA/ L’avvocato “Vicenda non chiusa”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’avvocato di Padre Graziano, condannato a 25 anni per l’omicidio di Guerrina Piscaglia, non esclude un nuovo ricorso

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Guerrina Piscaglia

Padre Graziano è stato condannato a 25 anni di carcere in Cassazione per l’omicidio di Guerrina Piscaglia e l’occultamento del suo cadavere. L’avvocato del prete congolese, Angeletti, è stato ospite questa sera negli studi de La Vita in Diretta, noto programma di Rai Uno, ribadendo l’innocenza del proprio assistito: «Padre Graziano sapeva benissimo a quello che andava incontro e ha detto che se il Signore voleva così vuole dire che doveva andare così nella consapevolezza di essere innocente». Il legale del prete africano fa capire che la vicenda potrebbe non essere ancora chiusa: «E’ evidente che la parola fine non può essere stata scritta, vi sono altre vie percorribili sia a livello nazionale che non. Il cadavere non è stato trovato, la ricostruzione è tutta fondata sugli indizi, è il frutto di una valutazione indiziaria, manca la prova regina, un dubbio che un altro ordinamento avrebbe permesso di far ottenere una decisione di non colpevolezza». 23 giudici hanno condannato Padre Graziano: il caso verrà riaperto clamorosamente? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PADRE GRAZIANO, 25 ANNI PER L’OMICIDIO DI GUERRINA

Nella tarda serata di ieri, dopo il pronunciamento della Cassazione che ha condannato in via definitiva a 25 anni di carcere Padre Graziano per l’omicidio di Guerrina Piscaglia, il frate congolese ha abbandonato il convento nel quale era ospitato e scortato da alcuni militari è stato trasferito nel carcere Regina Coeli dove ora sconterà la sua condanna. Poco prima, contattato da Remo Croci, giornalista di Quarto Grado, Gratien si è limitato a commentare con pochissime parole cariche di rabbia la decisione dei giudici della Suprema Corte. “Padre Graziano, ha saputo della notizia?”, lo ha incalzato il giornalista della trasmissione di Rete 4, al quale ha replicato negativamente. Quindi Croci gli ha riferito della condanna della Cassazione che ha confermato i 25 anni di carcere rigettando il ricorso della sua difesa, chiedendogli a quel punto quale fosse la sua prima reazione alla notizia. “Razzismo, non potevo aspettarmi altra cosa. Questo è lo Stato italiano. Io dico quello che so”, ha commentato seccamente. Non è la prima volta che Padre Graziano avanza la tesi del razzismo rispetto al trattamento ricevuto nel corso dei tre gradi di giudizio che lo hanno visto imputato nel delitto di Guerrina, della quale era padre spirituale. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“ORA CI DICA DOV’È IL CORPO”

Padre Graziano è stato condannato a 25 anni dalla Cassazione, colpevole di aver ucciso Guerrina Piscaglia e di averne occultato il cadavere. Rosa, la zia della vittima, era ospite stamane presso gli studi di Storie Italiane, noto programma di Rai Uno, e intervistata sull’argomento ha rivolto un appello allo stesso don congolese: «Ormai è stato condannato, parlasse – le parole di zia Rosa – ci dicesse dove ha messo il corpo, noi vogliamo quello. Lui sa che 25 anni deve stare in galera, ci dica la verità. Lui si dichiara innocente? Se è stato condannato qualcosa ci sarà…». Ricordiamo infatti che Guerrina Piscaglia, è scomparsa il primo maggio del 2014, e il suo cadavere non è mai stato ritrovato. Si è trattato quindi di un processo indiziario, ma la Cassazione non ha avuto dubbi dopo i due gradi di giudizio precedenti. «Stiamo meglio – le parole di Mirko Alessandrini, il marito della vittima – dopo 5 anni è quello che si meritava. Eravamo tutti agitati nel sentire la voce del presidente. Sono tanti 25 anni, ma son quelli che ha sempre detto la giustizia. I miei genitori sono soddisfatti, li ho chiamati». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PADRE GRAZIANO, 25 ANNI PER L’OMICIDIO DI GUERRINA

25 anni di carcere per Padre Graziano, condannato in via definitiva per la scomparsa e l’omicidio di Guerrina Piscaglia. La cassazione ha emesso il suo verdetto nella serata di ieri, ribadendo quanto già deciso dai giudici nei due precedenti appelli: Gratien Alabi, il prete di origini congolesi, è colpevole di omicidio volontario e occultamento di cadavere. «Vado incontro a quello che mi aspetta – le prime parole del don subito dopo la sentenza – anche se non è una sentenza giusta. Sconterò quello che devo scontare anche se non lo merito». Inizialmente padre Graziano era stato destinato al carcere romano di Regina Coeli ma questa notte (attorno alle ore 2:30), quando i carabinieri di Arezzo lo hanno prelevato dal convento di via Roma, lo hanno portato a Rebibbia. La corte d’Assise d’Appello di Firenze ha escluso ogni possibile alternativa all’omicidio da parte di Padre Graziano, che avrebbe assassinato Guerrina per timore che la stessa rivelasse la loro relazione. L’assassinio sarebbe stato portato a termine in strada o in convento, e Padre Graziano avrebbe strangolato la sua vittima per poi far sparire il cadavere. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUERRINA: 25 ANNI IN CASSAZIONE PER PADRE GRAZIANO

Moderata soddisfazione, è questo il massimo dello slancio che riesce a concedersi Mirco Alessandrini, marito di Guerrina Piscaglia, nonostante la sentenza di Cassazione abbia confermato i 25 anni di reclusione nei confronti di Padre Graziano con le accuse di omicidio e distruzione di cadavere. Sentito a caldo ai microfoni di Chi l’ha visto?, il marito della donna scomparsa da Ca’ Raffaello ha commentato:”C’è soddisfazione, adesso penso alla mia famiglia”. Prima del pronunciamento dei giudici, come riportato da La Repubblica, Mirco Alessandrini aveva commentato:”Non ho voltato le spalle a Guerrina nonostante ciò che è stato detto e mai lo farò, fino all’ultimo”. Un riferimento al presunto tradimento commesso dalla moglie con padre Gratien:”Voglio rispetto per la madre di mio figlio anche nell’ipotesi che mi tradisse. Era una ottima madre, voleva bene a Lorenzo. Ed anche a me voleva bene, al di là dei problemi che abbiamo avuto”. (agg. di Dario D’Angelo)

LA SENTENZA

Padre Graziano deve andare in carcere: è questa la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 25 anni e rigettato il ricorso della difesa dell’uomo ritenuto colpevole dell’omicidio di Guerrina Piscaglia, la donna scomparsa da Ca’ Raffaello di cui ancora non è stato ritrovato il corpo. L’avvocato Zaccheo, legale di padre Gratien, ha commentato a caldo la sentenza ai microfoni di Chi l’ha visto?:”Rigetto del ricorso: ne prendiamo atto rispettando la decisione, non la condividiamo, riteniamo sia stato fatto un passo troppo in là per la quantità di elementi indiziari. Padre Graziano rispetterà il dettato della legge e la sconterà fino a quando altri giudici, e mi riferisco a corti superiori o sovranazionali, emetteranno un altro verdetto. Corte Europea dei diritti dell’Uomo?E’ ovvio che si deve ricorrere a quella giustizia che deve dire se sono stati lesi i diritti fondamentali della persona. Se ho parlato con lui? Non ancora ma so che ha appreso la notizia della sentenza”. (agg. di Dario D’Angelo)

PADRE GRAZIANO SI DICHIARA INNOCENTE

E’ attesa nella giornata odierna la sentenza della Cassazione in merito al caso dell’omicidio/scomparsa di Guerrina Piscaglia. Gli avvocati difensori sono convinti di poter ribaltare le due precedenti sentenze che hanno condannato padre Graziano, di contro, i legali dei famigliari di Guerrina puntano alla definitiva colpevolezza del don. Lui, intanto, si continua a professare innocente. «Dicono che io avrei potuto strangolare quella donna per strada, mentre tutti passavano – racconta ai microfoni di Chi l’ha Visto? – come possono immaginarlo? Non ho incontrato Guerrina quel giorno, il primo maggio. Incinta da padre Graziano? E’ troppo. Lei voleva avere un figlio di colore, ma parlava così anche davanti a suo marito. Lei innamorata di me? Mai avuto un rapporto con lei, mai. Mi ha scritto “vengo da te, cucino il coniglio e poi facciamo l’amore”, ma io sapevo che la sua testa a volte non funzionava bene». Ha destato scalpore il fatto che padre Graziano, nonostante i due gradi di colpevolezza, continui a proferire messa: «Sono qui da quasi due anni – è ai domiciliari in un convento ndr, le parole a Storie Italiane seguo il programma della casa, mi sveglio la mattina, vado in chiesa, abbiamo la messa, le lodi. Io dico messa certo, partecipano tutti quelli che vengono, anche ospiti da fuori e le suore che cucinano da noi la domenica. Amministro anche i sacramenti, io sono prete. Non sono mai stato sospeso. Non è solo la giustizia che fa le indagini, è il segretario generale del vaticano che ha permesso che io venga qui». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GUERRINA, OGGI SENTENZA IN CASSAZIONE

Padre Graziano potrebbe tornare in carcere per l’omicidio di Guerrina Piscaglia. Oggi è infatti prevista l’udienza in Cassazione per la scomparsa della donna di Ca’ Raffaello, di cui ancora oggi non è stata trovata alcuna traccia. Don Graziano rischia di tornare dietro le sbarre e di restarci per i prossimi 25 anni, qualora i giudici dovessero rigettare la richiesta degli avvocati difensori. Al momento padre Graziano, come ricorda il programma di Rai Uno, Storie Italiane, si trova agli arresti domiciliari e sarebbe in condizioni di salute piuttosto precarie, forse proprio per il timore di quanto potrebbe prospettarsi. Padre Graziano era già stato in carcere, precisamente nel 2015, ma solamente per sei mesi, poi gli vennero concessi i domiciliari con il braccialetto elettronico. «Lei innamorata di me? Sono solo illazioni – afferma l’imputato alla Rai così no, così invaghita no. Non ho timore di tornare in carcere, voglio che la giustizia sia fatta».

GUERRINA PISCAGLIA: OGGI SENTENZA CASSAZIONE

Fra Guerrina Piscaglia e padre Graziano vennero scambiati quasi 6000 contatti telefonici, ma il prete continua a dichiararsi innocente e di non sapere dell’infatuazione della stessa donna. «Speriamo di poter mettere la parola fine a questa storia – le parole di Chiara Rinaldi, avvocato dei parenti di Guerrina – quanto meno sotto il profilo giuridico. Purtroppo il corpo ancora non si trova e spero che padre Graziano si metta una mano sulla coscienza e ci dica dov’è Guerrina, perché suo figlio ha diritto di piangere sulla tomba della madre». La Piscaglia è sposata con Mirko Alessandrini e i due hanno un figlio di 20 anni, Lorenzo, che soffre di problemi di salute. Dopo la condanna di due gradi di giudizio, oggi ci sarà finalmente la conclusione: cosa decideranno i giudici della suprema corte? In studio a Storie Italiane, gli opinionisti sembrano praticamente tutti concordi: Padre Graziano verrà condannato in via definitiva

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