I finti fan di Salvini/ Video selfie, troll e insulti: ma chi è più ‘sfascista’?

- Niccolò Magnani

Salvini e la “moda” dei video-selfie dei finti fan giovanissimi: tra troll e insulti, ma chi è vero “sfascista”?

Salvini e il video-selfie
I video-selfie con Salvini (Twitter, 2019)

Sembra ormai la nuova moda tra i giovani, il video-selfie con “troll” incorporato: vittima illustre sembra essere inevitabilmente quel politico che più di tutti rappresenta questo particolare momento storico, il più presente sui social e nelle piazze (non da oggi ma almeno da quando ha risollevato la Lega dal 4% fino al 34% durante il Governo Conte). Matteo Salvini negli ultimi giorni sembra essere, più del solito, “vittima” dei video-troll fatti da giovanissimi capaci di avvicinarsi per uno delle migliaia di selfie che ogni giorno scatta dalla Sardegna all’Abruzzo, da Roma alla Sicilia fino nella sua Milano. La “tecnica” è la stessa: avvicinarsi, chiedere un selfie, ricevere la sempre disposta positiva risposta e poi via col trolleggio. Prima un ragazzo sardo che apostrofa il vicepremier con «Più accoglienza e più 49 milioni», (giocando sui caso migranti e sui famosi “fondi della Lega” che la gestione precedente a Salvini) e poi una ragazza che invece ci fa giù più pesante facendo la finta «vorrei dirti una cosa» e poi attaccando «sei una merda letale». Inutile dire come nel giro di pochi secondi il web sia già spaccato in due tra i “tifosi” pro Salvini – pronti a santificare ogni cosa dica, pensa o faccia il loro leader – e quelli “pro-ragazzi troll” pronti ad essere incoronati come eroi della sinistra e delle opposizioni anti-Lega.

TRA TROLL E INSULTI: E IL VERO SFASCISMO…

Per chi è avvezzo di queste pagine saprà bene che la “partita” tra tifosi è cosa alquanto sgradita, anche perché non risolve nulla e non porta a nessuna vera comprensione della realtà fuori dalle nostre vite: dunque ci preme una piccola, semplice riflessione in merito a quelle forti accuse di “fascista” o “sfascista” che molto spesso viene imputati all’attuale Ministro degli Interni. Rivolgersi con insulti ad un politico (come a qualsivoglia cittadino di razza, colore, religione o credo) è un atto di eroismo? Tentare di fare “il figo” sbertucciando chi tra l’altro non accenna mai ad una reazione può essere considerato – come hanno fatto alcuni membri del Partito Democratico – vero atto di opposizione critica e costruttiva nel nostro Paese? Salvini ha molti difetti e le sue politiche sono tutt’altro che “sante” come spesso il codazzo leghista è solito reputargli, eppure una vera e sana democrazia può nascere solo quando all’altro, anche diverso dal proprio credo politico, viene imputato un rispetto e una dignità quantomeno pari alla propria. «Ha avuto una diffusione che mai avrei immaginato. È stato un modo concreto per realizzare il diritto di libera espressione. Prendo il lato buono: il video è visto da tanti e può esser commentato, magari può stimolare qualche riflessione», ha ammesso il ragazzo sardo dopo la vitalità raggiunta dal suo video-troll. In effetti la riflessione la scatena, anche se sempre troppo nascosta in mezzo alle opposte tifoserie: qualche tempo fa un ragazzo francese, per aver semplicemente detto “Emmanuel” al capo dello stato Macron si è preso uno schiaffo e un “pistolotto” in diretta nazionale sul senso dell’educazione e del rispetto. A Salvini (ma come prima di lui Berlusconi, Renzi, Di Maio) invece gli si può dire «merda letale» e si viene santificati sull’altare dell’opposizione. Ci permettiamo allora una provocazione, in conclusione: perché chi insulta e “trolleggia” il leader del Governo gialloverde è un “santo” o un “eroe” (fatevi un giro sui social e scoprirete che è così) e chi invece si permette di insultare altri politici viene (giustamente, ndr) redarguito come pessimo esempio per le giovani generazioni? Non dovrebbe mai essere un discrimine l’obiettivo, il destinatario di un insulto, bensì l’insulto in quanto tale: a meno che non si sia sempre determinati da una logica, quella sì, (s)fascista che decida chi/cosa “è bene” e chi/cosa “è male”.



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