KARL LAGERFELD/ L’arte (e la bellezza) di restare uomini nel superfluo

- La Redazione

Ieri è scomparso Karl Lagerfeld, Uno degli ultimi “grandi” della moda che ha avuto il dono di concepire a tutto tondo: non solo come espressione, ma come conoscenza

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Karl Lagerfeld (LaPresse)

Karl Lagerfeld, icona moderna, ci ha lasciato ieri mattina all’età di 85 anni. Stilista poliedrico, eccentrico e carismatico, ha seguito con spiccata personalità e dedizione maison pilastri della moda come Fendi e Chanel, consegnando ad ognuna di loro la sua brillante creatività e le invenzioni della sua sempre provocante personalità.

Mancheranno al mondo della moda le sue camice bianche, i suoi guanti neri di pelle che suggerivano un’anima punk. Tutto con grande rigore e stile. Uno degli ultimi grandi che aveva il dono di concepire la moda a tutto tondo, mostrando così la grande mutevolezza insita nell’industria del fashion e facendo però in essa fluire diverse espressioni artistiche. Un fenomenale direttore d’orchestra che rendeva melodico il tempo dettato da ogni singolo passo sui più grandi palcoscenici del mondo.

Lagerfeld è stato un formidabile illustratore, uno stilista unico nel suo genere e un fotografo visionario, riconosciuto universalmente come un’icona pop del nostro tempo. Aveva prese le redini, nel 1983, di Chanel (azienda fondata ai primi del ‘900 dalla rivoluzionaria Cocò) inventando una donna elegante ma seducente, suscitando un grande clamore per quella gonna un po’ troppo corta, e rinnovando i canoni estetici della Parigi borghese di quegli anni.

Il suo indossare con estrema eleganza il bianco e il nero esprimeva la rigidità delle origini tedesche, ma allo stesso tempo, grazie a una natura così eclettica, ha colorato il mondo con le sue creazioni riconducibili a quell’esperienza parigina, che iniziò debuttando dapprima come assistente di Balmain, poco dopo la vittoria nel 1954 al “Woolmark Prize”, condivisa col futuro collega Yves Saint Laurent.

Le creazioni di Lagerfeld hanno proiettato i suoi contemporanei nel futuro, unica dimensione temporale da lui concepita nel suo lavoro, descrivendo così l’essenza stessa della moda: il presente non esiste se non come passerella di una sera, ovvero come rischio assoluto. È un uomo che ha scommesso sul futuro. Quasi negando a se stesso la possibilità di essere “archiviato” nel passato. Nulla infatti resta dei suoi disegni, ma rimangono le fotografie che custodiranno per sempre la sua identità.

Karl Lagerfeld non è stato solo un grande della moda, ma ha incarnato il concetto dell’espressione artistica legata alla moda come forza essenziale di conoscenza e non solo come mezzo di espressione. In una figura come la sua infatti sfumano i concetti spesso banalizzati di creatività, di artisticità, e di consenso. Se quel che conta, infine, è lo stile, Lagerfeld ha dato alla luce uno stile nuovo e che però veniva da una sua attenta lettura del mondo. In casi come questi la moda diviene non solo un facile e banale specchio dei tempi o un azzardo di tendenze, ma un lavoro ermeneutico, una indagine sul fenomeno umano. 

(Martina Pierozzi, Davide Rondoni) 

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