Melegnano, scritte razziste contro Bakary/ Fratello del senegalese, “adesso ha paura”

- Dario D'Angelo

Melegnano, nuove scritte razziste nei confronti del 22enne senegalese adottato Bakary Dandio. La mamma chiede a Salvini di condannare l’accaduto, lui…

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Insulti razzisti a Melegnano contro Bakary, foto da Twitter

Scoppia il caso Bakary a Melegnano, dal nome del 21enne senegalese oggetto di frasi razziste comparse sui muri sotto casa sua. Lorenzo, il fratello 27enne che vive con la famiglia che Bakary lo ha adottato, al Corriere della Sera ha parlato dello stato d’animo del giovane:”All’inizio pensava a uno scherzo, ora inizia ad avere paura”. D’altronde si tratta del secondo episodio in una settimana e il clima, a detta della mamma che ha chiamato in causa anche la politica nazionale, è quello di una “caccia alle streghe”. A raccontare la storia di Bakary al Corriere è stato il papà:”Era arrivato in Italia come rifugiato, ma rischiava di finire in un dormitorio. Si è rivolto a un sacerdote e noi abbiamo dato la nostra disponibilità ad accoglierlo temporaneamente. Poi le cose sono andate diversamente, insomma ci siamo piaciuti”. L’uomo spiega come quella di Bakary sia stata fino ad oggi una bella storia di integrazione, forse addirittura di felicità:”Ma quando ha visto questa seconda scritta sul muro del cortile si è spaventato anche perché stavolta c’è una minaccia, non solo un insulto razzista. Ci fa rabbia che un ragazzo che lotta per trovare un nuovo equilibrio poi rischi di perderlo perché qualcuno decide di scrivere una cosa del genere”. (agg. di Dario D’Angelo)

MELEGNANO, SCRITTE RAZZISTE CONTRO SENEGALESE BAKARY

Nuove scritte razziste sono apparse a Melegnano nei confronti di Bakary Dandio, il ragazzo senegalese di 22 anni adottato da una famiglia italiana che una settimana fa aveva denunciato la comparsa di frasi offensive nell’androne del suo palazzo. I genitori del ragazzo, i coniugi Paolo Pozzi e Angela Bedoni, sul muro di casa lunedì mattina hanno trovato la scritta: “Ammazza al negar” (espressione dialettale che significa ‘Ammazza il negro’) e sotto una svastica, esattamente nello stesso punto dove era stata disegnata la settimana prima, con la differenza che sette giorni prima gli insulti razzisti in pennarello nero erano “Pagate per questi negri di merda” e “Italiani=merda”. Mentre i carabinieri stanno indagando per tentare di capire se la mano sia la stessa, la mamma di Bakary – come riportato da La Repubblica – ha dichiarato:”L’immigrazione non è un problema, qualcuno però l’ha resa un problema. Il decreto sicurezza non aiuta di certo questa situazione”. Salvini dovrebbe condannare? “Sì, vorrei una condanna rispetto a quanto è successo”.

SALVINI, “SIGNORA RISPETTI RICHIESTE ITALIANI”

Da parte di Matteo Salvini non è arrivata probabilmente la risposta che la mamma di Bakary avrebbe auspicato dopo gli insulti razzisti nei confronti del giovane senegalese che tanto stanno facendo discutere a Melegnano. Come riportato da La Repubblica, il ministro dell’Interno ha dichiarato:”Io rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni forma di razzismo. E la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani, che io concretizzo come ministro. Bloccare gli scafisti e i loro complici, fermare l’immigrazione clandestina, assumere poliziotti, installare telecamere ed espellere criminali è semplicemente giustizia, non è razzismo”. A dirla tutta la mamma di Bakary non aveva messo nel mirino il solo Salvini:”E’ una situazione che, pensiamo, sia anche determinata da pronunciamenti, comportamenti, atti legislativi di forze politiche e di alcuni loro esponenti, sia della maggioranza che dell’opposizione: ci riferiamo, ad esempio, a un malinteso senso di tutela dei cittadini italiani e dei confini nazionali e a una sistematica campagna di disinformazione rispetto alla reale rilevanza dei flussi migratori, per altre a una evidente confusione delle posizioni da assumere a livello etico, per altre ancora a una altrettanto evidente contraddittorietà ed incapacità di proporre alternative”.

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