Reddito di Cittadinanza: stretta sui furbetti/ Divorzi e cambi residenza: le novità

Reddito di Cittadinanza: arriva la stretta sui furbetti. Novità per quanto riguarda i divorzi e i cambi di residenza

Reddito di cittadinanza
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Incontro avvenuto ieri sera a Palazzo Chigi fra il Movimento 5 Stelle e la Lega, per discutere il maxi decreto che contiene fra le altre cose anche il Reddito di Cittadinanza. Il Carroccio, a riguardo, ha chiesto dei controlli più serrati anti-furbetti, cercando di individuare coloro che stanno mettendo in pratica “strani escamotage”, pur di accedere al famoso sussidio da 780 euro ogni mese. Va letto in tale ottica l’emendamento approvato dalla commissione lavoro in senato per evitare che il divorzio venga appunto utilizzato per ottenere il reddito; in poche parole, c’è il serio rischio che due coniugi possano “fingere” di divorziare, ottenendo così il doppio del sussidio invece che uno solo come eventualmente spetterebbe loro. Di conseguenza, tutti coloro che si sono separati dopo il primo settembre del 2018, non potranno avere accesso al reddito di cittadinanza, a meno che non vi siano appositi «verbali certificati dalla polizia locale sul cambio di residenza». Gli ex marito e moglie dovranno di conseguenza dimostrare di non abitare più sotto lo stesso tetto, di modo da poter accedere al contributo.

REDDITO DI CITTADINANZA: STRETTA SUI FURBETTI

Solo in quel caso gli ex coniugi saranno ammessi al sussidio, altrimenti verranno esclusi. Situazione pressoché simile per coloro che hanno effettuato il cambio di residenza a partire dal primo settembre 2018: anche in quel caso serviranno documenti firmati dalla polizia municipale per ottenere i 780 euro, o in caso contrario, non si potrà beneficiare dell’assegno mensile. Stretta anche su coloro che rilasceranno delle dichiarazioni mendaci (che dichiareranno in poche parole il falso), per avere il reddito: chiunque lo farà sarà escluso dalla misura per almeno cinque anni. Chiunque otterrà il reddito, inoltre, dovrà svolgere dei servizi sociali per un monte ore che andrà dalle 8 alle 16 a settimana. Il clima dell’incontro avvenuto ieri, come riferisce l’agenzia AdnKronos, è stato sereno e cordiale, ma il Movimento 5 Stelle ha rimarcato che il reddito di cittadinanza “non si tocca, su quello non torniamo indietro”.



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