Giovanni Rana, figlio condannato per omofobia “Finocchio”/ Replica “Solo uno scherzo”

- Dario D'Angelo

Gian Luca Rana, figlio del noto Giovanni, è stato condannato per parole omofobe nei confronti di un ex dirigente

giovanni rana figlio 2019 twitter
Giovanni Rana con il figlio Gian Luca, foto da Twitter

Gian Luca Rana, figlio del noto Giovanni, fondatore dell’omonima azienda alimentare di Verona, è stato condannato per parole omofobe dirette ad un ex manager del famoso pastificio. Secondo quanto emerso, il dirigente in questione avrebbe subito, dal 2001 per sei anni, l’epiteto “finocchio”, con i giudici della Suprema Corte che hanno definito il comportamento di Gian Luca, “vessatorio”. E’ giunta la replica dello stesso pastificio veneto, che ha difeso il suo amministratore delegato, derubricando le parole del figlio in «espressioni di un clima scherzoso nell’ambiente di lavoro». Il pastificio Rana ci tiene a precisare «che il suo amministratore delegato non abbia mai rivolto appellativi omofobi al suo ex dirigente: infatti, già nel 2010 in primo grado, il tribunale ha escluso qualsiasi condotta o atteggiamento persecutorio omofobo in capo all’azienda». Secondo l’azienda Rana, si tratterebbe di accuse mosse da due ex dirigenti che avrebbero un contenzioso in corso proprio con la stessa «si basa solo su presunzioni desunte dalla testimonianza di altri due ex-dirigenti fuoriusciti dall’azienda, parti in causa di pregressi contenziosi con il Pastificio». Una vicenda quindi, secondo Rana, che «nulla ha a che fare con il tema della discriminazione e dell’orientamento sessuale». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GIOVANNI RANA, FIGLIO CONDANNATO PER PAROLE OMOFOBE

Per anni ha dato del “finocchio” ad un manager dell’azienda e per questo motivo Gian Luca Rana, figlio di Giovanni Rana, è stato condannato in Cassazione. Come riportato da Il Messaggero, la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dal Pastificio di Giovanni Rana definendo quella dell’amministratore delegato una “condotta vessatoria” nei confronti del suo ex dipendente che, per effetto della sentenza, avrà dunque diritto ad un risarcimento. Il figlio del presidente Rana, secondo i togati, ha arrecato un “concreto e grave pregiudizio alla dignità del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione”. Il verdetto della Corte di Cassazione ha ricalcato il pronunciamento della Corte d’Appello di Venezia, che a sua volta aveva ribadito la condanna emessa in prima istanza dal Tribunale di Verona.

FIGLIO GIOVANNI RANA CONDANNATO

La Corte di Cassazione che ha condannato Gian Luca Rana, figlio del fondatore dello storico Pastificio Rana, nell’ordinanza pubblicata ieri ha chiarito come dal 2001 al 2007 il legale rappresentante della ditta abbia pronunciato “ripetute offese sulla presunta omosessualità del dirigente”, il quale era stato “sistematicamente apostrofato col termine finocchio”. A testimoniare la condotta del figlio di Giovanni Rana sono stati gli stessi colleghi del manager, che dopo alcuni anni nei tribunali è giunto a capo di una causa che costringerà l’erede Rana a risarcirlo. Esulta su Twitter l’Arcigay, che con un cinguettio tagliente ha commentato il pronunciamento della Cassazione a favore del manager:”Non preoccupatevi alla Giovanni Rana, anche noi in clima scherzoso dirotteremo i nostri acquisti verso aziende in cui non ci chiamano “Fino_chi”. Saluti cari”.

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