PEDOFILIA NELLA CHIESA, IL PAPA INVITA ALL’AZIONE/ “Informare le autorità civili”

- Niccolò Magnani

Il Papa invita all’azione durante il primo giorno del summit sulla pedofilia: “Non bastano più le parole di condanna”

Papa Francesco al Sinodo dei vescovi
Papa Francesco davanti ai vescovi (LaPresse, 2019)

Il Papa ha condannato fermamente la pedofilia nella Chiesa in occasione della prima giornata del summit dedicato presso il Vaticano. Come riferisce Quotidiano.net, Bergoglio ha voluto sottolineare di fronte ai colleghi, che ai fedeli non bastano più le parole di condanna ma si attendono una reazione concreta. Papa Francesco lo dice e lo ribadisce attraverso una sorta di vademecum diviso in 21 diversi punti, una serie di misure atte a contrastare la piaga delle violenze e degli abusi sessuali sui minori e non, nel mondo della Chiesa. «Il santo popolo di Dio – mette subito in chiaro le cose il Santo Padre – ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre: ci vuole concretezza, bisogna informare le autorità civili». Di fronte ai presidenti degli episcopati nazionali, ai capi dei dicasteri di Curia, ai rappresentanti dei superiori generali degli istituti religiosi, e infine, agli esperti qualificati, Bergoglio invita all’azione, e non semplicemente alla reazione, perché in ballo vi è la credibilità di una Chiesa che negli ultimi anni ha creato disaffezione, complici i numerosi casi di pedofilia e violenza venuti a galla in ogni parte del mondo, 20 anni di scandali che hanno macchiato in maniera indelebile lo stato del Vaticano. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PEDOFILIA NELLA CHIESA, IL PAPA INVITA ALL’AZIONE

Summit in Vaticano contro la pedofilia e gli abusi, alla presenza di Papa Francesco. Il Santo Padre ha elencato ben 21 punti di riflessione in apertura dell’incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”, e come sottolinea agensir.it, si è soffermato anche sulla necessità di elevare l’età minima per il matrimonio ai 16 anni. A sottolinearlo è stato il presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, spiegando che: «Per il matrimonio ci vuole la maturità delle persone, e in concreto delle donne, che spesso non vengono rispettate». Il Papa emerito si riferisce ovviamente al fenomeno delle spose bambini, che in alcune zone del mondo, in particolare, in quelle povere e sottosviluppate, è purtroppo una consuetudine molto diffusa. Attualmente, come si legge nel codice di diritto canonico, l’età minima per il matrimonio è di 14 anni per le donne e di 16 per gli uomini, ma la si vuole equiparare in entrambi i sessi, portandola appunto a 16. «La maggior parte delle Conferenze episcopali ha già portato a 16 anni per entrambi i sessi l’età minima per il matrimonio», ha sottolineato monsignor Charles Scicluna, che poi ha aggiunto: «Ora si tratta di farlo diventare un diritto universale, secondo quanto ci chiede il Papa». Significative a riguardo le parole di Mons. Mark Benedict Coleridge, arcivescovo di Brsibane, che ha fatto notare come in Africa «quando una ragazzo ha superato l’età minima per il matrimonio, la parola ‘abuso’ non si applica più». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PAPA FRANCESCO AL SUMMIT SULLA PEDOFILIA

«Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre»: questo il passaggio forse più importante del saluto e introduzione fatto da Papa Francesco nel primo giorno di conferenza sul male della pedofilia nella Chiesa Cattolica. Serve giustizia ma serve anche un percorso che porti il popolo di Dio fuori dall’ignominia degli abusi anche nei prossimi anni: non solo processi ma purificazione, non solo “dolore” ma rinascita dopo un periodo buio, purtroppo molto lungo. «Iniziamo, dunque, il nostro percorso armati della fede e dello spirito di massima parresia, di coraggio e concretezza.Come sussidio, mi permetto di condividere con voi alcuni importanti criteri, formulati dallediverse Commissioni e Conferenze Episcopali. Sono delle linee-guida per aiutare la nostra riflessione che vi verranno consegnate. Sono un semplice punto di partenza», ha poi detto Papa Francesco nei saluti finali prima di dare la voce al Cardinal Tagle, che ha subito esordito «La mancanza di risposte da parte nostra alla sofferenza delle vittime, fino al punto di respingerle e di coprire lo scandalo al fine di proteggere gli abusatori e l’istituzione ha lacerato la nostra gente, lasciando una profonda ferita nel nostro rapporto con coloro ai quali siamo inviati per servirli». Sempre il cardinale filippino ha poi aggiunto «Le ferite richiedono guarigione, ha sottolineato il cardinale. Come possiamo fare? Vedere e toccare le ferite di Gesù è fondamentale per l’atto di fede. Coloro che sono chiamati a proclamare la morte e risurrezione di Cristo possono farlo solo se sono in contatto costante con le ferite dell’umanità».

PAPA FRANCESCO, “ASCOLTIAMO IL GRIDO DEI PIÙ PICCOLI”

Si è aperta oggi a Roma la prima giornata della conferenza sulla pedofilia convocata da Papa Francesco con tutti i capi delle Conferenze Episcopali del mondo: durerà fino a domenica 24 febbraio prossima, sul tema deciso dalla Santa Sede “La Protezione dei Minori nella Chiesa” davanti a 190 rappresentanti delle Diocesi mondiali. Testimonianze, racconti, linee guida e modalità per affrontare le ignominie compiute da uomini di chiesa negli ultimi decenni. Grazie all’esempio e al solco lanciato dal Papa Emerito Benedetto XVI, Francesco oggi comincia una “nuova era” di protezione delle vittime e di purificazione all’interno della Chiesa Cattolica: «Ascoltiamo il grido dei piccoli che chiedono giustizia. Il popolo dei fedeli, infatti, ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre», ha detto Papa Bergoglio aprendo i lavori stamattina davanti alla nutrita platea di vescovi rappresentanti da ogni parte del mondo. Ha letto anche alcune esperienze di vittime che gli hanno raccontato in questi anni la loro ferita ancora aperta: «Nessuno mi ascoltava; né i miei genitori, né i miei amici, né più tardi le autorità ecclesiastiche. Non ascoltavano me e il mio pianto. Ed io mi chiedo: perché? E mi chiedo, perché Dio non mi ha ascoltato?».

LA CONFERENZA SULLA PEDOFILIA

Il peso del dolore, il dramma della pedofilia e il grido delle vittime «grava sul nostro incontro il peso della responsabilità pastorale ed ecclesiale che ci obbliga a discutere insieme, in maniera sinodale, sincera e approfondita su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità». Al popolo di vescovi e cardinali riuniti in conferenza che rappresentano un po’ tutti i fedeli sparsi nel mondo, alcuni anche molto “scottati” da esperienze nefaste proprio sul tema indecoroso degli abusi sessuali, Papa Francesco grida l’intera sua invocazione allo Spirito Santo: «sostenga i lavori e aiuti a trasformare questo male in un’opportunità di consapevolezza e di purificazione». Dopo l’invocazione anche alla protezione della Madonna sulla conferenza in corso nei prossimi tre giorni, «ci illumini per cercare di curare le gravi ferite che lo scandalo della pedofilia ha causato sia nei piccoli sia credenti». La parola poi è passata al cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, che cederà poi all’arcivescovo di Malta e segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della Fede Charles Jude Scicluna, fino a concludersi poi con il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotà.



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