Roberto Formigoni condannato: va in carcere/ L’ex governatore pronto a costituirsi

Roberto Formigoni va in carcere: condannato in Cassazione a 5 anni e a 10 mesi

21.02.2019, agg. il 22.02.2019 alle 08:13 - Niccolò Magnani
Roberto Formigoni
Roberto Formigoni in Tribunale (LaPresse, 2019)

Roberto Formigoni è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione: 5 anni e 10 mesi per l’ex governatore della regione Lombardia, colpevole di corruzione nell’ambito della vicenda della fondazione Maugeri, e dei fondi “neri”. Nella giornata odierna è atteso l’ordine di carcerazione, forse già stamane, e stando a quanto scrive Askanews, l’ex presidente lombardo sarebbe pronto a costituirsi spontaneamente. Per Formigoni dovrebbero aprirsi le porte del carcere di Bollatte, e a favorire la sua incarcerazione la legge cosiddetta “spazzacorrotti”, tramite la quale il reato di corruzione è stato inserito fra quelli ostativi che impediscono di chiedere delle misure diverse dalla custodia dietro le sbarre, nonostante l’età superiore ai 70 anni. Difficilmente Formigoni resterà per 5 anni e 10 mesi in carcere, ma lo stesso dovrà comunque passare un periodo di detenzione, macchiando definitivamente la propria fedina penale, prima di concludere la propria “espiazione” fra le mura domestiche, come è prevedibile. Nelle ultime ore sono arrivati numerosi commenti sulla vicenda, e l’opinione pubblica sembrerebbe essersi spaccata quasi perfettamente a metà, fra chi si è schierato dalla parte dell’ex governatore, e chi invece lo ha “attaccato”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ROBERTO FORMIGONI CONDANNATO: VA IN CARCERE

Colleghi, amici ed ex alleati al fianco di Roberto Formigoni dopo la condanna a cinque anni e dieci mesi di carcere per il caso Maugeri. Tra le reazioni alla sentenza della Cassazione c’è anche quella di Silvio Berlusconi, intervenuto ai microfoni di Adnkronos: «Sono umanamente dispiaciuto per Roberto». Da casa Forza Italia arriva anche il giudizio di Maurizio Gasparri: «L’atteggiamento della magistratura è noto. Resta comunque l’azione del governo in Lombardia condotta da Formigoni ha raccolto tanti giudizi positivi». Di tenore diverso il commento del pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro: «La legge è uguale per tutti. E prima o poi arriva. L’anomalia non sta nella sentenza di oggi ma è nelle tante sentenze che non arrivano in tempo a causa della prescrizione e degli intoppi che rallentano percorso della giustizia». Infine, l’attacco dell’esponente M5s Stefano Buffagni: «Ho iniziato il mio cammino nel Movimento per combattere contro personaggi come Mr. B e contro il Celeste ed il suo impero. Oggi mentre gli italiani ci hanno mandato al Governo del paese Formigoni andrà in carcere per corruzione dopo che solo qualche mese fa abbiamo anche approvato la legge ‘spazzacorrotti’ che non lo farà scappare dalle sbarre dati i gravi reati! Il Cambiamento», le parole del sottosegretario. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ATTILIO FONTANA: “AMAREGGIATO PER FORMIGONI”

Arrivano le prime reazioni dopo la condanna a 5 mesi e 10 mesi di carcere a Roberto Formigoni per il caso Maugeri. Ecco le parole del governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana ai microfoni di Adnkronos: «Amareggiato e dispiaciuto, per 18 anni ha contribuito a sviluppare un incontestabile serie di importanti primati in Lombardia. Non limitiamoci a giudicarlo solo per questa sentenza». Sulla sentenza della Cassazione si è espresso così il senatore Renato Schifani: «Lo andrò a trovare presto. Rispetto la decisione dei giudici, mi duole che fino ad un mese fa la pena sarebbe stata espiata secondo un rito più umano, che avrebbe previsto misure alternative. E non come avverrà ora per la legge spazzacorrotti». Infine, il commento dell’ex ministro della Giustizia leghista Roberto Castelli: «E’ una vicenda molto triste, se Roberto ha commesso degli errori, forse li ha commessi perché il potere fa perdere di vista la realtà. Cose non dovute diventano dovute ma a me non sembrava un ladro. C’è un rapporto particolare, siamo stati insieme a scuola, dalla seconda elementare e poi al liceo, era un enfant prodige, non posso dire altro che mi rimetto alla verità giudiziaria, ma dal punto di vista umano mai dispiace tantissimo. Non conosco le carte, da un po’ non ci sentiamo, con lui ci siamo frequentati nei nostri periodi di gloria, da senatore, e poi ministro io e da governatore lui. Pensare che adesso finisca a 72 anni in carcere, mi dispiace davvero tanto». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

FORMIGONI CONDANNATO A 5 ANNI E 10 MESI: VA IN CARCERE

Roberto Formigoni è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione nella sentenza uscita poco prima delle ore 21: i giudici della Corte, dopo essersi chiusi in camera di consiglio alle ore 17, sono giunti alla decisione condannando l’ex Governatore della Lombardia a 5 anni e 10 mesi, di fatto riducendo la pena ma non evitando a Formigoni le porte del carcere. Dopo quasi sei ore di camera di consiglio, i giudici della Cassazione hanno deciso d ridurre l’iniziale sentenza d’Appello (e la stessa richiesta del Pg della accusa) che figurava 7 anni e 6 mesi di carcere per l’ex senatore, sempre per il reato riconosciuto di corruzione. Assoluzione o, in alternativa, annullamento della condanna di secondo grado con rinvio alla Corte di Appello per calcolare la prescrizione, era stata questa la richiesta della difesa di Formigoni tramite l’avvocato Coppi: «Formigoni va in barca, che è invitato in vacanza ma nessuno è riuscito a dimostrare la riconducibilità di un singolo atto di ufficio a queste ‘utilità’ – ha detto nel corso dell’arringa – Nessuno sa che cosa è stato chiesto a Formigoni, e nessuno sa per quale cosa è stata corrisposta quella utilità». Non è però bastato visto che i giudici, chiudendo uno dei processi più controversi e ancora oggi con diversi punti “oscuri” della recente storia giudiziaria italiana. La Cassazione ha respinto il ricorso degli altri imputati mentre ha ritenuto inammissibile quello proposto dai legali dell’unica donna sotto accusa, Carla Vites, che nei precedenti gradi di giudizio era stata assolta. La Suprema Corte di Cassazione ora trasmetterà gli atti alla Procura di Milano per l’esecuzione della pena e Formigoni, anche se forse per un breve periodo, dovrebbe comunque andare in carcere.

PG ACCUSA, “CHIESTA MASSIMO DELLA PENA”

Il Pg della Cassazione Luigi Birritteri ha spiegato nella sua requisitoria davanti alla V sezione penale ha chiesto ai giudici la piena condanna con massimo della pena per Roberto Formigoni: «è un imponente baratto corruttivo quello che caratterizza il processo Maugeri-San Raffaele» spiega il procuratore che per questo motivo chiede di riconfermare la condanna in Appello, ovvero 7 anni e 6 mesi per corruzione. «Tenuto conto del suo ruolo e con riferimento all’entità e alla mole della corruzione, che fanno ritenere difficile ipotizzare una vicenda di pari gravità» ha ritenuto di riferire in Aula il Pg impegnato nel dibattimento che porterà entro serata alla sentenza definitiva in Cassazione. Da ultimo, il rappresentante dell’accusa ha chiesto alla Corte di non attenuare la pena per Formigoni per evitare che la legge possa essere «calpestata con grida manzoniane», per il magistrato Birritteri il carico delle prove è imponente ed è stata «ulteriormente corroborata dal concordato in appello di Daccò e Simone».

IL SOSTEGNO E LE PREGHIERE DEGLI AMICI

Vicinanza e preghiere dagli amici, ancora riuniti in queste ore per sostenere Roberto Formigoni mentre dalla Cassazione si attende con ansia l’esito e la sentenza nelle prossime ore: al momento il “Celeste” non ha voluto scrivere nulla né sui social né tramite note ufficiali, e solo il Corriere riporta un (non confermato) commento fatto da Formigoni ai suoi collaboratori «Solo la Madonna mi può salvare». Proprio la preghiera alla Vergine presso il Santuario di Caravaggio nei giorni scorsi ha raccolto tantissimi amici, colleghi e sostenitori di Roberto Formigoni del periodo d’oro durante il “ventennale” in Regione Lombardia: «Abbiamo pregato perché lui rimanga sereno e perché si illumini la mente di chi deve giudicare» raccontano all’inviato del Corriere, specificando che l’ex Governatore è sereno e solido, nell’attesa di conoscere il proprio destino giudiziario e, ovviamente, anche umano. Il rischio forte di vedere con una eventuale condanna messa da parte l’esperienza di buon Governo della Lombardia agita gli animi di Formigoni e dei suoi collaboratori: ai suoi fedelissimi e sui social nelle scorse ore ha manifestato tutta la propria contrarietà per la decisione (all’unanimità) del Consiglio Regionale sul caso dell’aborto e della sepoltura dei feti – da ieri non può obbligatoria – per volontà di un emendamento Pd votato da tutta l’Assemblea.

ATTESA LA SENTENZA PER ROBERTO FORMIGONI

È attesa oggi la parola definitiva della giustizia italiana con la sentenza sul caso Maugeri che vede Roberto Formigoni, ex senatore e 4 volte Presidente della Regione Lombardia, alla sbarra dopo la condanna ricevuta in Appello lo scorso settembre. Sarà la Cassazione a dover stabilire dunque il destino non solo politico del 71enne “Celeste” accusato di corruzione sul caso della Clinica Maugeri, con le motivazioni della condanna in Appello che recitavano «ha meritato la pena massima prevista per essere stato corrotto anche con vacanze a spese altrui, perché i fatti hanno profili di gravità, oggettivi e soggettivi». Tra gli imputati assieme a Formigoni ci sono anche l’imprenditore Carlo Farina e l’ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino. I pm milanesi nelle indagini chiuse ormai diversi anni fa hanno sostenuto che nelle casse della Clinica tra le eccellenze del modello Sanità Lombardia sarebbero usciti tra il 1997 e il 2011, 61 milioni di euro e dalle casse del San Raffaele, tra il 2005 e il 2006, altri 9 milioni. Quegli stessi soldi sarebbero poi confluiti su conti dell’ex assessore lombardo Antonio Simone e il faccendiere amico di Formigoni, Pierangelo Daccò (entrambi patteggianti la pena) di fatto considerati i “collettori” delle tangenti poi rivolte all’ex Governatore lombardo. In Primo Grado la Corte di Milano aveva condannato Formigoni a 6 anni di carcere, pena poi aumentata in Appello fino a 7 anni e mezzo di reclusione: oggi, se dovesse arrivare la terza condanna, Roberto Formigoni rischia seriamente di finire in carcere.

PERCHÈ FORMIGONI RISCHIA IL CARCERE

Il motivo è presto che detto, vista l’ultima legge “Spazzacorrotti” messa a punto dal Governo gialloverde e dal Ministro Bonafede: come ben spiega l’Agi, il reato di corruzione è inserito tra quelli cosiddetti ‘ostativi’ che impediscono di chiedere misure alternative al carcere. In precedenza invece, prima della “Spazzacorrotti”, con una pena inferiore ai 4 anni, era possibile domandare misure alternative anche per questo reato. Le ipotesi di condanna sono però molteplici ed esistono anche diversi capi di imputazione che possono passare in prescrizione dal prossimo luglio: se la Corte di Cassazione infatti dovesse annullare con rinvio la sentenza d’Appello per risolvere i punti controversi del processo, ci sarebbe un “nuovo” Secondo Grado e poi un’altra Cassazione con la prescrizione che scatterebbe già dal prossimo luglio (ad esempio quelli relativi al San Raffaele sarebbero già prescritti, secondo la Procura di Milano). Formigoni ha comunque più di 70 anni e se fosse condannato tramite l’avvocato Franco Coppi (il legale che ha fatto assolvere Silvio Berlusconi dal processo Ruby, ndr) potrebbe chiedere al Tribunale di Sorveglianza di certificare una eventuale incompatibilità col carcere per ottenere la detenzione domiciliare. Non c’è però nessun automatismo in questo senso e quindi tutto deve essere valutato dai magistrati: resta poi in pista l’ipotesi dell’annullamento “tout court” della condanna. Sabato scorso intanto al Santuario di Caravaggio (Bergamo) è stata organizzata una veglia di preghiera del gruppo “Amici di Roberto Formigoni” proprio in vista di questi giorni difficili per l’ex Governatore: gli organizzatori, tra cui Roby Ronza, su Facebook hanno scritto «Quello in programma sabato a Caravaggio è innanzitutto un gesto non di solidarietà politica bensì di solidarietà umana; o più precisamente un gesto di misericordia nel senso proprio e originario della parola».

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