Il Giornale in crisi/ Cdr contro proposta tagli stipendi: “Sacrificio insostenibile”

- Silvana Palazzo

Il Giornale in crisi: la conferma dal Cdr che in una nota si schiera contro la proposta di tagli agli stipendi del 30 per cento: “Sacrificio economico ingiustificabile e insostenibile”

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L’ultima nota del Cdr del Giornale conferma la crisi del quotidiano di punta della famiglia Berlusconi. Si parla anzi di una «grave situazione economica» a fronte della quale però non vengono registrati passi in avanti dai dipendenti. I tentativi di ottenere un incontro «per ottenere lumi sullo sviluppo del piano di rilancio aziendale e di incentivi all’esodo con i rappresentanti della Società europea di edizioni» si sono rivelati «infruttuosi». L’incontro, spiega il Cdr del Giornale, è stato negato perché «mancano certezze sulla volontà degli azionisti della società». I giornalisti hanno quindi espresso la loro «profonda insoddisfazione» e la loro «preoccupazione per il mancato avanzamento della trattativa in corso che dovrebbe portare il quotidiano fuori dalla grave situazione economica in cui si trova». Al momento i vertici aziendali hanno espresso la volontà di affrontare la crisi solo «mantenendo sul tavolo una richiesta di solidarietà».

IL GIORNALE IN CRISI: IL COMUNICATO DEL CDR

Questa richiesta di solidarietà però imporrebbe ai dipendenti del Giornale «sacrifici economici ingiustificabili sul piano della responsabilità», visto che non hanno alcun peso nelle scelte strategiche dell’azienda, «e insostenibili per i bilanci familiari dei giornalisti e degli altri dipendenti». Il Cdr del Giornale parla di un taglio delle retribuzioni del 30 per cento. I dipendenti accusano dunque l’azienda di «inerzia», di fronte alla quale comunque «ribadiscono la volontà dei giornalisti di fare la loro parte per superare la situazione di crisi e di concludere in tempi brevi un accordo che consenta a tutti di affrontare con la necessaria serenità il prossimo futuro». D’altra parte il Cdr del Giornale «chiede che, vista l’incapacità di presentare un piano di rilancio e di incentivi all’esodo, l’azienda ritiri la richiesta di solidarietà che deve, per logica e buon senso, essere accompagnata da un piano di rilancio». La crisi sembra dunque ancora in alto mare per quanto riguarda il quotidiano di punta della famiglia Berlusconi.



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