Natuzza Evolo, verso la beatificazione/ Il 6 aprile l’apertura ufficiale della causa

- Silvana Palazzo

Natuzza Evolo, si avvicina la beatificazione per la mistica di Pravati? Il 6 aprile è fissata l’apertura ufficiale della causa in Vaticano

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Natuzza Evolo

Sta per aprirsi la causa di beatificazione di Natuzza Evolo, la mistica di Pravati morta il primo novembre del 2009. Nella sua vita si è offerta a Dio con la preghiera, l’accoglienza, la fiducia in Gesù e Maria, l’accettazione delle sofferenze. Inoltre, ha portato sul suo corpo i segni di misteriosi fenomeni, come ferite sanguinanti e stimmate, che non hanno trovato spiegazione scientifica. Si terrà il prossimo 6 aprile alle 17, nella Basilica Cattedrale di Mileto, la funzione che sancirà l’apertura della causa in Vaticano. La Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime ha espresso soddisfazione per la notizia, perché così la Chiesa conoscerà le opere e le virtù dell’umile donna calabrese morta all’età di 85 anni. «Mamma Natuzza è stata depositaria del “germoglio” – scrive la Fondazione – che il Signore e il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime hanno voluto piantare a Paravati, spendendo la propria vita al servizio dei fratelli e per il bene fondamentale delle anime».

NATUZZA EVOLO, VERSO LA BEATIFICAZIONE

La vita di Natuzza Evolo, nata nel 1924, fu caratterizzata da grandi difficoltà. Analfabeta, ma dotata di importanti virtù, visse sin da giovanissima un’intensa vita spirituale, con elevate doti mistiche. Da sudorazioni ematiche inspiegabili scientificamente che si trasformavano, a contatto con bende o fazzoletti, in disegni e simboli di carattere sacro e in testi di preghiere a stimmate, che aumentavano durante la Quaresima. Ma la sua storia è fatta anche di fenomeni di bilocazione e conoscenza di lingue straniere mai studiate. Il 18 febbraio 1940 il vescovo di Mileto scrisse una relazione sull’allora 17enne. Non si fece attendere la risposta di padre Agostino Gemelli: parlò di una personalità affetta da «sindrome isterica», quindi esortò sacerdoti e parrocchiani del luogo a disinteressarsi del caso al fine di «sminuire la portata e favorire anche così la guarigione della ragazza». Inoltre, ordinò che Natuzza Evolo venisse rinchiusa in manicomio. La Chiesa ha poi modificato il suo atteggiamento nei confronti di Natuzza Evolo. Infatti il vescovo Luigi Renzo, dopo aver avviato l’inchiesta diocesana, ha presentato la pratica alla Congregazione delle Cause dei Santi per gli step successivi nell’iter di beatificazione. Di lei recentemente ha parlato spesso Pippo Franco, testimone del salvataggio di suo figlio.



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