FORMIGONI IN CARCERE A BOLLATE/ Prima cena offerta da detenuti: linguine ai gamberoni

- Carmine Massimo Balsamo

Formigoni si trova in carcere a Bollate in una cella di 26 metri con altri due detenuti

Roberto Formigoni
Roberto Formigoni in Tribunale (LaPresse, 2019)

Primi giorni in carcere a Bollate per Roberto Formigoni, l’ex governatore della Regione Lombardia che sta prendendo contatto con una realtà che mai avrebbe potuto pensare di sperimentare sulla propria pelle. Come riportato da La Repubblica, il “Celeste” è stato descritto sereno e combattivo da chi ha avuto modo di incontrarlo al terzo piano della struttura penitenziaria. Formigoni ha confidato di sentirsi come se “stesse facendo per la prima volta il servizio militare, dato che è a suo tempo sono stato riformato per colpa di una infezione alla gamba”, aggiungendo peraltro di sentirsi “coccolato” dagli altri detenuti che gli hanno riservato finora un’ottima accoglienza. Come dimostrazione di ciò, l’ex governatore ha svelato che, visto che il primo giorno non aveva cibo a disposizione e che fino a domani non potrà ordinare i pasti fuori dal carcere, “alcuni detenuti mi hanno offerto un piatto di linguine con i gamberoni. Erano ottimi. In carcere c’è molta umanità”. (agg. di Dario D’angelo)

FORMIGONI IN CARCERE A BOLLATE: LA CELLA

L’ex governatore della regione Lombardia, Roberto Formigoni, inizierà quest’oggi il suo terzo giorno di detenzione presso il carcere di Bollate, dove è rinchiuso da venerdì mattina per scontare la pena di 5 anni e 10 mesi decisa dalla Cassazione. Il Corriere della Sera ha descritto la cella in cui è rinchiuso l’ex presidente, una “stanza” di 26 metri che lo stesso condivide con altre due persone, leggasi Costantino Passerino, condannato in Cassazione nello stesso processo, e un altro detenuto italiano. All’interno vi sono, oltre ai letti, un tavolo con degli sgabelli (le sedie di plastica bisogna acquistarle), un bagno, un lavandino, un punto cottura con un fornello a gas, una televisione e tutta una serie di oggetti che i detenuti sono soliti distribuire in ogni angolo della stanza per “umanizzarla”. Le celle sono aperte dalle ore 8 alle ore 20, e i carcerati sono liberi di circolare nel reparto o partecipare alle attività di formazioni previste nell’istituto penitenziario. Formigoni è stato rinchiuso nel primo reparto della casa circondariale, dove di solito vengono messi quei detenuti protagonisti di vicende molto mediatiche; lì vi si trovano infatti Alberto Stasi, che sta scontando la pena per l’omicidio di Chiara Poggi, e Alexander Boettcher, condannato per l’aggressione con l’acido. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FORMIGONI IN CARCERE A BOLLATE: L’ACCOGLIENZA DEI COMPAGNI

Non gli danno il “benvenuto”, perché da quelle parti non usa, ma l’accoglienza dei detenuti del carcere di Bollate nei confronti di Roberto Formigoni è stata il più possibile delicata nei confronti dell’ex governatore della regione Lombardia, catapultato dalla sentenza della Cassazione in una nuova realtà per lui del tutto estranea. Come riportato da Il Giornale, il “Celeste” sta affrontando questo capitolo della sua vita affidandosi alla fede: ne è un segno evidente il rosario che lo ha accompagnato fin dal suo ingresso all’interno della struttura penitenziaria. Fede e cultura: precisamente libri. Il Giornale ne svela anche un titolo:”La banalità del male”, di Hannah Arendt, in cui viene raccontato il processo ad Adolf Eichmann; poi c’è un manuale sull’industria 4.0. Li avrà sfogliati forse nella sua cella 315 dove, anche questo è un piccolo rito, i due detenuti suoi compagni gli hanno preparato il letto per la prima notte. (agg. di Dario D’Angelo)

“HO LA COSCIENZA PULITA”

Terzo piano, reparto uno, stanza 315 del carcere di Bollate: è questa, almeno per ora, la nuova casa di Roberto Formigoni dopo la sentenza di condanna definitiva sul caso Maugeri della Cassazione. Come riportato da Il Giornale, il primo impatto con la detenzione è stato reso meno traumatico proprio dall’accoglienza garbata riservatagli dagli altri detenuti. Formigoni, ad un politico lombardo che per primo gli ha fatto visita, ha detto:”Ho la coscienza pulita e l’animo sereno. Accetto le circostanze in cui mi viene chiesto di vivere”. Insieme a Formigoni, in cella, ci sono due detenuti italiani di mezza età: la prima cena? Un cesto di frutta: “Oggi ho mangiato solo quella perché quando entri qua dentro hai un sacco di cose da fare: le foto, le impronte, eccetera. Ma per stasera mi hanno già detto che cucineranno per me nella sala comune, mangeremo tutti insieme e poi guarderemo il Milan”. Un inizio soft, appunto. (agg. di Dario D’angelo)

FORMIGONI, IN CARCERE CON STASI E BOETTCHER

Roberto Formigoni con Alberto Stasi e Alessandro Boettcher. L’ex governatore della Lombardia, da ieri detenuto nel carcere di Bollate (Milano), è rinchiuso nello stesso Reparto dove si trovano detenuti di una certa età o personaggi di casi che hanno avuto particolare clamore mediatico. E tra questi, nella stessa palazzina di quattro piani, dove i detenuti possono circolare liberamente dalle 8 alle 20, ci sono appunto anche Stasi e Boettcher. Secondo indiscrezioni riportate dall’Ansa, Formigoni si troverebbe in cella con Costantino Passerino, condannato pure lui in Cassazione nello stesso processo. L’avvocato Mario Brusa, legale dell’ex presidente della Regione Lombardia, ha commentato la prima notte in carcere di Formigoni. «Da parte degli altri detenuti è venuta una grande comprensione – ha spiegato Brusa che l’ha incontrato stamani -: gli chiedono di che cosa ha bisogno, in una realtà in cui mai avrebbe pensato di trovarsi, anche se non appare scosso». (agg. di Silvana Palazzo)

FORMIGONI, PRIMA NOTTE IN CARCERE A BOLLATE

Condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione in Cassazione per il caso Maugeri, Roberto Formigoni ha trascorso la prima notte di carcere a Bollate. Una sentenza che sta facendo parecchio discutere, con l’ex governatore di Regione Lombardia che ha inviato un messaggio rivolto ad amici, familiari e sostenitori: «Si devono far forza quelli che sono fuori, che sanno tutta la storia: voglio che sappiano che devono essere forti», le sue parole riportate dai colleghi dell’Ansa. Formigoni, in camicia, maglione con la zip e pantaloni scuri, ha iniziato la mattina incontrando gli operatori del carcere e ha voluto ribadire di star bene e di non avere problemi. Preoccupazione per chi è fuori, dunque, con i suoi legali al lavoro per tentare di ottenere gli arresti domiciliari.

DEL DEBBIO: “FORMIGONI UN UNICUM NELLA STORIA NAZIONALE”

Di Roberto Formigoni ha parlato Paolo Del Debbio in una lunga intervista ai microfoni de Il Giornale, con il cronista che ha voluto elogiarne i meriti: «Formigoni ha preso il mitico programma liberale del ’94, quello sbandierato da tutti e poi puntualmente rimesso in qualche cassetto, e l’ha fatto diventare realtà. Non tutto per carità, ma i suoi meriti, al di là delle vicende giudiziarie, che pure mi lasciano perplesso, mi paiono innegabili». Prosegue Del Debbio: «L’intuizione giusta è stata quella di inserire il pubblico e il privato in un unico circuito virtuoso, attraverso il sistema degli accreditamenti, e di aprirlo a tutti i cittadini, senza le divisioni e le barriere di prima. Scandali? Solo chi non fa non sbaglia. Ci sono stati arresti e casi di corruzione, ma è purtroppo fisiologico nell’ arco di tanti anni. La verità è che il sistema è cambiato e la Lombardia è diventata su questo versante uno delle regioni più avanzate d’ Europa. Lo stesso è accaduto sul fronte dell’ educazione». E conclude: «Formigoni è un unicum nella storia nazionale: è stato lui a togliere dalla naftalina interi capitoli del programma varato dal centrodestra all’inizio della Seconda Repubblica».

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