Pedofilia, cardinale Marx accusa il Vaticano/ “Dossier distrutti o mai creati”

- Silvana Palazzo

Pedofilia nella Chiesa, il cardinale Reinhard Marx lancia pesanti accuse al Vaticano nel terzo giorno del summit: “Dossier distrutti o mai creati”

L'arcivescovo di Monaco
Cardinale Reinhard Marx (Wikipedia, 2019)

L’accusa del cardinale Reinhard Marx è di quelle pesanti: il Vaticano ha distrutto dossier sui preti pedofili. Nella sua relazione l’arcivescovo di Monaco-Frisinga, a capo della Chiesa tedesca, ha evidenziato due punti: la scarsa trasparenza della giustizia vaticana e la scarsa tracciabilità nei processi canonici contro i presunti abusatori. «Gli abusi sessuali nei confronti di bambini e di giovani sono in non lieve misura dovuti all’abuso di potere nell’ambito dell’amministrazione», ha dichiarato nella terza giornata di incontri in Vaticano per arginare la piaga della pedofilia. Da sempre in prima linea contro questo problema che coinvolge purtroppo anche la Chiesa, l’ha accusata di non adempiere alla sua missione. Anzi «l’ha oscurata, screditata e resa impossibile». La denuncia di Marx è destinata a far discutere. «I dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati. Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime ed è stato imposto loro il silenzio».

CARDINALE MARX ACCUSA IL VATICANO SU PEDOFILIA

Il cardinale Reinhard Marx è membro del consiglio della Corona che aiuta Papa Francesco a riformare la curia. Quindi conosce da vicino le procedure con cui il Vaticano lavora sugli abusi. Anche per questo la sua accusa durante il summit sulla pedofilia nella Chiesa non è di poco peso. «Le procedure e i procedimenti stabiliti per perseguire i reati sono stati deliberatamente disattesi, e anzi cancellati o scavalcati. I diritti delle vittime sono stati di fatto calpestati e lasciati all’arbitrio di singoli individui». Tutto ciò in contraddizione con quello che la Chiesa dovrebbe rappresentare. I suoi obiettivi dunque sono stati violati. Comunque sono circostanziate anche le sue dichiarazioni riguardo la tracciabilità e alla trasparenza: non esistono alternative per lui. E fa riferimento a possibili obiezioni, che non ritiene convincenti. «Sarebbe rilevante solo se si potessero indicare motivi convincenti per cui il segreto pontificio si dovrebbe applicare al perseguimento di reati riguardanti l’abuso di minori». Ma il cardinale Marx non conosce allo stato attuale di questi motivi.



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